OMAGGIO A “BBETIEYE”, IL MIO PAESE

 

 

            L' omaggio completo ad Abbateggio (PE) , il mio luogo di nascita, è ancora in fase di strutturazione.  Abbiamo cominciato con la presentazione di una pagina statica. Ci sono poi alcuni interventi non coordinati che dovremo organizzare secondo una sequenza razionale. Il progettista ci sta lavorando. Intanto cogliamo l' occasione delle tradizionali festività settembrine (giorni 7, 8 e 9) per pubblicare due poesie e una canzone  di Mincione - Piovano che si adattano alla tradizione contadina ed alla festa dedicata alla Madonna dell' Elcina (8 settembre).

            Voglio cogliere ancora l'occasione  per evitare possibili dubbi sulla finalità dell' omaggio al mio paese.  Non ci sono  finalità recondite di alcun genere, a cominciare da quelle politiche. Si  vuole  solo  iniziare la presentazione dell' Abruzzo partendo dai paesi. Era obbligatorio cominciare da Abbateggio, non solo perché è il mio paese, ma anche perché, è il primo in ordine alfabetico. Questo per dire che siamo disponibili a pubblicare la visualizzazione di tutti i paesi della nostra Regione  che ne faranno richiesta.
                                                                                   IL DIRETTORE

 

 

LU  MACHNA'                                                  

di Cesidio Tontodonati
(giugno 2000)


Sott a nu sole che spacche li prete               

A lu mattucc s'abbiye a trescà .

Jamme cumbà nde tirà ‘rrete,

piye sa forch i cumenz a'mbiccà !

 

Rinest vrastem, cummann la trebbia,

piazzat a mezz a tre mucchie d' rane;

Arret la cam pare na nebbie;

ennient lu frutt p' farc lu pane.

 

Fazzulett alla cocce

Passucà lu sudor,

Recchie è na rocc :

fa lu mbuccator

 

Nuacchie sempr attent

A pucurà a lu batt'tor

Se lu chiim nde sent :

te l' recchie a lu mutor.

 

N' asene ammastate

Sta ‘ spettà lu turn saije;

chi l' sa s'ssà straccat:

a fatt quindici vijajie!

 

Nghe nu cest d' magnà

Ecch arriv za ngiuline:

Na tiell d'baccalà,

na post d'pane, nu fiasch d ‘ vine.

 

Subb't p' l'ar

Se passe parol;

ti da move fije car',

fatt' furb' : n' sti sol'

 

Cuntend i suddsfatt

È Silvin d ciambanell...

Quanda ‘ quintal a fatt?

Vindicingh d' cappell!

 

E' quasce l'ammrlit,

gna s' ferm lu cantier

vu sapè lu chiù pulit'?

Quill ch'tè la faccia nere !

 

Sta iurnat ' fatiyat,

quasce,  quasce staffrnì,

Mo è ore d' ì a durmi

Dman' sa da fà natra iurnat'

 

Segue la traduzione

 



LA TREBBIATURA

   Sotto al sole che spacca le pietre /  All' aia del "mattuccio" (1) si comincia a trebbiare./  Forza, compare, non ti tirare indietro / Prendi quella forca  e comincia a lanciare i covoni!

   Ernesto (2) bestemmia, ma comanda la trebbia, / piazzata in mezzo a tre mucchi di covoni, / Nella parte posteriore esce la paglia con  la pula che sembra una nebbia, / sulla punta anteriore esce il grano per la farina da pane.

  Fazzoletto in testa / per asciugare il sudore,/  Donato Recchia (3) è forte come una roccia, / e infila i covoni di grano nella imboccatura superiore.

    Un occhio sempre attento / a guardare il "battitore" (4)./  Se lo chiami non ti sente /  le orecchie segue il motore.

   Un asino già pronto col basto /  sta aspettando il suo turno./ Chi sa se si è stancato? / Già ha fatto quindici viaggi a casa col carico di grano.

   Con un cesto in testa  con il pasto per la cena, /  ecco che arriva zia Angiolina. / Un tegame di baccalà / , una pagnotta di pane e un fisco di vino.

   Per l' aia si diffonde /  subito la notizia./  Ti devi dar da fare figlio caro, / fatti furbo perché non sei solo.

   Contento e soddisfatto/  è Silvino di "ciambanell" (5) . /  Quanti quintali di grano ha prodotto ? /  Venticinque di grano "cappella" (6)

   E' quasi l' imbrunire / quando si ferma la macchina. / Vuoi sapere chi è il più pulito? /

Quello che ha la faccia nera di polvere !

   Questa giornata faticosa /   sta quasi finendo. / Adesso è ora di andare a dormire./  Domani ci aspetta un' altra giornata. di "tresca tura".

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   1) Nome dialettale  di una zona appena fuori il paese dove più  contadini ammucchiavano il covoni per la   

       trebbiatura In pratica era una specie di aia pubblica .

   2) Padrone della trebbia, dalla bestemmia facile quando qualcosa non andava.

   3) Personaggio noto per la sua forza fisica.

   4) Elica cilindrica che girando veloce sgranava le spighe "imboccate" dall' alto.

   5) Soprannome con cui era nota la famiglia di Silvino.

   6) Qualità di grano duro molto usato  a quei tempi. Ora è quasi scomparso .

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