III trimestre 2017: in Abruzzo un saldo positivo di 199 imprese. Ancora un lieve saldo negativo per le imprese artigiane

Questo titolo non è nostro , ma del comunicato stampa del CRESA. Lo  pubblichiamo con piacere perchè dimostra e conferma la nostra convinzione che la crisi vera, cioè quella economica,  di cui tanto si parla e sparla , almeno in Abruzzo, non c'è stata e non c'è. In merito, se la memoria non ci tradisce, ricordiamo che nel primo dopoguerra degli anni 40 fu pubblicato un giornalino a fumetti che presentava in prima pagina un autocarro il cui autista parlando al compagno  si chiedeva : "ma dov'è questa crisi ? "

 

Dopo quasi 70 anni ci sembra che la domanda sia tornata di attualità. Basta guardare con attenzione la vita che si vede in giro:  - la circolazione delle macchine è diventata quasi impossibile anche per i pedoni sui marciapiedi; - strade e parcheggi intasati ; ristoranti, pizzerie e negozi che spuntano come funghi , vetrine sempre piene e rinnovate spesso. Ma fermiamoci lasciando ai lettori la possibilità di continuare. Il testo che segue dà comunque  a tutti  lo stimolo a riflettere   sul fatto che a crescere non sono le attività produttive ma solo quelle del consumo.

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"" Durante il III trimestre 2017 i registri delle Camere di commercio hanno rilevato in Abruzzo la nascita di 1.589 imprese e la cessazione di 1.390 (considerando anche le cancellazioni d’ufficio) cosicché il saldo è risultato positivo (+199) e diventa ancora più consistente (+425) al netto delle cancellazioni d’ufficio. Se nell’analisi si includono le cancellazioni d’ufficio, emergono le province di Pescara (+188) e di Teramo (101). È quanto emerge dalle elaborazioni che il Cresa ha svolto sulla base dei dati Infocamere-Movimprese, il Sistema informativo delle Camere di Commercio.

Il sistema imprenditoriale regionale ha fatto rilevare un tasso di crescita pari a 0,29, quasi allineato a quello nazionale (0,30), che pone l’Abruzzo al settimo posto tra le regioni italiane. Risulta incoraggiante l’aumento che esso ha rilevato rispetto a quello osservato nel III trimestre dell’anno precedente (0,26), evidenziando un andamento in lieve ripresa.  Emerge Teramo (0,54) che si pone al nono posto tra le province italiane, seguita a maggiore distanza da Pescara (0,28) e poi Chieti (0,18) e L’Aquila (0,17).

Lo stock di imprese registrate in Abruzzo al 30 settembre 2017 ammonta a 148.055, lo 0,1% in più rispetto al trimestre precedente, attribuibile per lo più all’incremento che ha riguardato tutte le attività di servizio, in particolare attività professionali scientifiche e tecniche (+1,1%) e servizi di alloggio e ristorazione (+0,5%) che hanno compensato il calo delle attività manifatturiere e delle costruzioni (rispettivamente -0,1% e -0,2%). A livello provinciale Teramo e Pescara hanno rilevato incrementi delle imprese registrate (rispettivamente +0,3% e +0,5%) a differenza dell’Aquila (-0,3%) e Chieti (+0,1%).

Al 30 settembre 2017 le imprese registrate abruzzesi si localizzano per il 30,5% (45.132) nella provincia di Chieti. A Teramo e Pescara se ne localizza una quota approssimativamente simile (rispettivamente 35.935 e 36.908). Il peso dell’Aquila è leggermente inferiore (30.080 pari al 20,3%).

Relativamente alle imprese artigiane nel terzo trimestre 2017 le cancellazioni (420 comprese le cessazioni d’ufficio) sono state più numerose delle iscrizioni di nuove imprese (340) per cui il saldo è risultato negativo di 80 unità.

Rispetto al trimestre precedente è stato osservato un calo dello 0,3% delle imprese artigiane registrate diffuso principalmente nelle attività edili (-0,6%) e in quelle manifatturiere (-0,3%). Sotto il profilo territoriale il calo ha coinvolto L’Aquila e Chieti (rispettivamente -0,7% e -0,5%) mentre è stato rilevato un lieve aumento a Pescara (+0,2%).

In Abruzzo al 30 settembre 2017 le imprese artigiane registrate sono 30.897. Nella provincia di Chieti se ne localizzano 8.602 (pari al 27,8% delle imprese artigiane abruzzesi), a Teramo 7.978 (25,8%), a Pescara e L’Aquila ne sono presenti  rispettivamente 7.391 e 6.926 (corrispondenti al 23,9% e 22,4%).""