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PERIODICO TELEMATICO DI
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CHI E’
IL VERO E LEGITTIMO PROPRIETARIO
DELLA MONETA ?
“SFIDA” ALLE BANCHE CENTRALI
D’ ITALIA E D’ EUROPA
( I^ parte)
Il prof. Giacinto Auriti, docente in pensione della facoltà di Giurisprudenza
dell’ Ateneo di Teramo, da una diecina di anni sta “sfidando” , con scienza e coscienza, il ruolo e la
funzione degli Istituti di emissione monetaria, nazionali ed europee. Egli ,
infatti, sostiene che il sistema delle Banche Centrali, compresa la BCE, si è
ingiustamente ed arbitrariamente appropriato della “moneta” e della sua
gestione, quale strumento sostitutivo del baratto, prestandola non solo al popolo, che invece ne dovrebbe
essere il legittimo proprietario ,
ma anche allo stesso Stato ; con
ciò esercitando di fatto un’
“attività usuraia” atipica oltre che illegittima. Trattasi, ovviamente, di pura
argomentazione giuridica non priva , ove trovasse applicazione , di effetti
sociali , politici ed economici rivoluzionari. Ad aggravare questo presunto
stato di illegittimità originario nella creazione e nella gestione della moneta
a corso legale, si aggiungono, ovviamente, gli abusi e le vessazioni del sistema bancario privato la cui realtà è
nota a tutti.
Incontro
esclusivo col Prof. Giacinto
Auriti
di Nicola Scipione
I
FATTI
A
volte i sogni non muoiono all’ alba ma all’ ora di pranzo. Era mezzogiorno del
10 agosto, infatti, quando, con uno schieramento di 120 uomini, rappresentativo
di tutte le forze dell’ ordine, è stato data esecuzione ad uno specifico
mandato della Procura teatina, che prevedeva il blocco di un’ iniziativa, o di
un’ avventura, che le cronache
locali hanno definito, appunto , come il sogno di un vecchio di 77 anni,
ma anche di un centinaio di commercianti che gli hanno creduto e che ora si
ritrovano di colpo nel periodo ante SIMEC ( abbreviazione di : “Sim-bolo
Ec-onometrico convenzionalmente accettato
nei Comuni collegati e collegabili a norma dell’ art. 24, L. 142/90 e L.
265/99 in attuazione del 2° comma dell’ art. 42 della
Costituzione italiana” , così come
si legge sul retro di tutte le “banconote” della serie SIMEC (da 500 a 100mila)
. Dal sogno sono usciti anche molti operai e pensionati che per due settimane
avevano visto raddoppiare di fatto
salari e pensioni. Peccato! Anche se, come vedremo sotto, non è stata l’ ultima
parola, ma l’ interruzione di un discorso e di una sfida che sicuramente continuerà.
Oggetto
del mandato : sequestrare le “banconote” SIMEC, create da un’ Associazione
Culturale denominata Alternativa
Sociale per la Proprietà di Popolo (ASSPP) con sede in Guardiagrele * (CH) e messe in
circolazione dal SAUS (sindacato anti - usura) nel sistema commerciale del
paese, e di alcuni centri limitrofi, con un potere convenzionale d’ acquisto
doppio della lira (PRENDI DUE PAGHI UNO) Insieme al sequestro della “carta-moneta”, ovunque si
trovasse ( negozi e sede del
cosiddetto borsino di cambio ) , le forze dell’ ordine hanno notificato al
prof. Auriti , quale responsabile sia dell’ Asspp che del SAUS, anche un avviso
di garanzia per violazione del Testo Unico delle leggi bancarie n. 385 datato
1993.
Reati
ipotizzati : raccolta di risparmio e finanziamento abusivi. Così l’ ideatore ed
il realizzatore della moneta di “ proprietà del portatore ”, alternativa alla
lira, ha subito la reazione del
“braccio forte della legge” che lui ha contestato invano da molto prima che
fosse compilato il Testo Unico 385.
Il
prof. Auriti ha accolto serenamente la decisione della magistratura teatina ma
ha subito proposto ricorso, con richiesta di dissequestro, dichiarando che la
sua iniziativa costituisce un sperimentazione scientifica che peraltro stava
avendo successo per l’ adesione
massiccia di cittadini e commercianti ; e ciò è tanto vero che subito dopo il sequestro , hanno
promosso una raccolta di oltre mille firme su un documento di appoggio alla
iniziativa monetaria di “ don Giacinto” .
Tutto
questo per effetto, stando a quanto si dice in giro, delle immancabili
proteste, certamente legittime ed insindacabili, di quelle persone che non concepiscono
e/o non riescono ad inserirsi nelle innovazioni, qualunque siano , in modo
costruttivo , seppur critico, per l’ effetto perverso della concezione
strettamente utilitaristica della propria attività. Le ultime notizie di
cronaca dicono, però, che i commercianti
che hanno sollecitato l’ intervento dell’ autorità giudiziaria sembra
cha stiano mordendosi le dita perché quasi più nessuno entra nei loro negozi
per fare spese. Altre voci maligne sostengono pure che insieme ai reclami di
alcuni commercianti ci siano state pressioni della Banca d’ Italia , la quale,
ovviamente, non vede di buon occhio l’ esperimento guardiese dal momento che in
Cassazione pende nei suoi confronti una citazione del prof. Auriti.
Ieri
, 30 agosto, il prof. Auriti ha
vinto la sua prima battaglia giudiziaria; il Tribunale del riesame di Chieti,
infatti, ha disposto il dissequestro dei biglietti SIMEC e quindi la
possibilità di far continuare “l ‘esperimento” di una moneta alternativa, ma
contemporanea, alla Lira. Nel prosieguo cercheremo di spiegare sinteticamente
alcune delle motivazioni con cui
il Tribunale si è sicuramente imbattuto durante il riesame.
L’
INTERVISTA
Fin qui la cronaca degli ultimi giorni.
Ma veniamo all’ intervista.
Il giorno prima del “blitz” giudiziario- poliziesco , avevamo
concordato col prof. Auriti un incontro nella sua residenza per le ore 18 dello
stesso giorno (9 /8) . Lo abbiamo trovato , insieme ad alcuni collaboratori,
seduto al bar davanti casa , tutto preso a spiegare il suo SIMEC ad un
“guardiese” rientrato per passare
le ferie, e che non riusciva a capire chi pagasse la differenza fra SIMEC e
Lire. Ci siamo inseriti nel
dibattito perché il Professore ha preferito rispondere in pubblico alle nostre
domande. E’ accaduto , però, che molte di quelle che avevamo preparato
trovavano risposta nei suoi
interventi spontanei per cui l’ intervista si è trasformata di fatto in
conferenza stampa alla presenza di un solo giornalista e di un gruppo di
passanti che si infoltiva man mano fermandosi ad ascoltare .
Sui
visi di queste persone abbiamo avvertito un misto di soddisfazione, per l’ esperienza unica che si stava vivendo nel paese, e
di fiducia acritica nella teoria
di “don Giacinto” ; teoria che , in verità , non lascia molto spazio alla
comprensione dei motivi culturali di fondo su cui si basa il SIMEC, motivi che
sono di ordine religioso, spirituale,
filosofico, giuridico,
politico, economico, finanziario, storico , psicologico, ed altro.
Insomma, alla gente non importa sapere come e perché; ciò che la interessa e la convince è l’ aumento
del potere d’ acquisto dei propri soldi.
Onestamente
bisogna ammettere che non è facile seguire il professore nelle sue spiegazioni miste di
riferimenti pratici alla portata di tutti e di citazioni e riflessioni
culturali a 360 gradi. Ma la gente gli ha creduto sulla parola di uomo, stimato come persona onesta e docente preparato. Alle sue
spalle , infatti, c’è una carriera ultra trentennale di docente universitario
dedicata alla “Teoria generale del diritto”, nonché al “Diritto Commerciale
internazionale comparato” nei cui ambiti ha trovato ampio e naturale spazio lo studio e la ricerca per una definizione scientifica della
moneta; definizione finora non codificata, appunto, come “fattispecie
giuridica”.
Dalla teoria alla
pratica, o meglio alla “sperimentazione scientifica”, il passo è stato la
logica conseguenza , meditata e ponderata, benché non priva di rischi.
LE FASI
Dopo
quasi due ore di “colloquio pubblico” crediamo di poter presentare prima alcuni
dati e poi le “idee - chiave”
sulla cui base il prof. Auriti ha ideato e costruito la “messa in prova” di una
moneta alternativa che convalidasse la fattibilità pratica della sua teoria il
cui sviluppo è previsto in tre fasi:
- la prima
(quella di Guardiagrele) definita transitoria, è stata la fase
sperimentale di una moneta che ha circolato ed ha avuto valore prescindendo
dalla Banca d’ Italia, cioè da ogni tipo di riserva (né oro né dollari, ma solo valore
indotto); l’ esperienza, secondo
Auriti , ha avuto enorme successo , più di quanto ci si aspettasse; e ciò,
sempre secondo Auriti, incoraggia ad andare avanti nella sperimentazione;
- la seconda fase , che richiede l’
adesione delle Amministrazioni comunali, è quella che prevede la distribuzione
a tutti i cittadini di una moneta alternativa e parallela alla Lira
(SIMEC); si tratta , cioè, di dare
una prima concretezza istituzionale alla prosecuzione dell’ iniziativa;
- la terza fase è
quella in cui si dovrebbe dare ad
ogni cittadino la possibilità di accedere alla proprietà privata , in
esecuzione dell’ art. 42, 2° comma, della Costituzione, attribuendo a TUTTI
un “reddito di cittadinanza”.
Appare
chiaro che l’ effettiva realizzazione dell’ idea costituirebbe, oltre che una
rivoluzione epocale in campo monetario, un evento dalla valenza sociale ed
economico-politica imprevedibile ed
incalcolabile. Il Prof. Auriti la chiama “chiusura di un ciclo storico”
il cui inizio viene individuato nel 1694. anno di fondazione della Banca
d’Inghilterra, la quale per la prima volta viene messa in discussione nei suoi
principi fondanti.
ALCUNI
DATI
- Le banconote SIMEC sono state stampate
per un valore complessivo di 600 milioni, corrispondenti ad un miliardo e 200 milioni
di lire;
- Il “giro d’ affari “creato dalla
circolazione dei SIMEC è stato
pari a 5 miliardi di lire in due settimane;
-
I negozi convenzionati erano un centinaio di cui alcuni anche nei comuni
limitrofi a Guardiagrele;
- Nello “schieramento” dei circa 120 uomini, con tanto di giubbotti
anti-proriettili , erano rappresentate tutte le forze : Polizia di Stato , DIA,
Guardia di Finanza e Carabinieri;
- Più di mille persone hanno sottoscritto una
petizione per sostenere il
dissequestro dei SIMEC e quindi la
prosecuzione dell’ esperienza monetaria
avviata nel noto centro commerciale ed artigianale in provincia di
Chieti.
LE IDEE - CHIAVE
- La
moneta, quale strumento ideato per
facilitare la compravendita di beni , deve essere di proprietà del portatore ,
“proprietà di popolo” dice il Professore; allo stato invece, risulta emessa
come titolo di credito dato in prestito al portatore; nessuna legge finora, né
italiana né europea, ne ha indicato il proprietario;
- Analizzando, infatti,
le attuali banconote in corso legale , nonché il prossimo EURO, si può dedurre
, però, che proprietario della moneta risulta essere la Banca d’Italia (e la
Banca Centrale Europea) che di fatto la presta sia al popolo che al Governo
dello Stato, dichiarandola nel contempo
inesigibile ed inconvertibile; cioè se il portatore , come si legge sulle
banconote, va alla Banca d’ Italia
e chiede il pagamento a vista di una
banconota, quale titolo di credito, constaterà che si tratta di un
debito che la Banca stessa non può
onorare ( ed è già un assurdo logico - giuridico), non solo , ma per legge lo
stesso titolo non è convertibile in oro , cioè in quella corrispondente parte
della riserva aurea a cui il sistema monetario affida la
funzione di garanzia del
debito/credito creato con la moneta legale;
- Di qui il concetto
di Valore
creditizio assegnato alla moneta all’ atto della sua emissione ; in
pratica , però, si tratta di tante cambiali che l’ Istituto Centrale non pagherà mai , come spiegato
sopra.
- La moneta inoltre ,
per convenzione internazionale ormai indiscussa, ha la qualità di simbolo
con cui si misura il valore dei beni materiali , ma nello stesso
tempo è uno strumento con cui si da valore alla
stessa misura;
- Il valore è dato dalla quantità di altri beni che si può
ottenere in cambio della moneta e viceversa; ma la moneta non acquisisce la
funzione di valore contestualmente alla emissione ; tale qualità, invece, le
viene attribuita dal possessore nel momento in cui la mette in circolazione
creando , così, un “valore indotto”
effetto di una pura convenzione che trasforma uno strumento materiale (la carta moneta) in un
atto giuridico concreto,
definibile, appunto, valore indotto,
cioè “potere d’ acquisto”.
-
L’ induzione giuridica , che
genera Il potere d’ acquisto mediante
convenzione , figlia a sua volta di un atto spirituale proprio dell’ uomo:
“il diritto”, costituisce l’ attività spirituale
tipicamente umana con cui il valore si
incorpora nella moneta e ne
giustifica il diritto di proprietà
da parte del popolo.
- La
“velocità di circolazione” costituisce la chiave per capire come funziona il “ prendi due e
paghi uno” ; molti si sono chiesti : chi rimette la differenza quando i bottegai tornano al “borsino”
per cambiare SIMEC con Lire ? Nessuno, risponde il Professore. Ma come è possibile? Con la velocità di
circolazione, appunto ; cioè? Bisogna creare una circolazione veloce dei SIMEC
: più SIMEC vengono acquistati, più Lire si depositano nel borsino, più cresce la disponibilità di riconversione
per i commercianti; questo giro virtuoso prevede, ovviamente , che chi deve
riconvertire i SIMEC in Lire non vadano tutti contemporaneamente al “borsino”,
occorre attendere, cioè, che la
vendita di SIMEC crei la
disponibilità di Lire. Insomma chi non dovesse trovare la disponibilità oggi la
troverà domani, ma non perderà niente, a meno che il giro virtuoso non si
fermi. Perciò occorre accelerare la velocità di circolazione in modo che il “valore indotto” c’è ma non
si vede. Si è vista bene , però, l’ effetto moltiplicatore sulla compravendita
di merce.
.
DALLA
TEORIA ALLA PRATICA
Fin
qui la teoria, credibile sul piano della logica giuridica, ma che deve fare i conti con l’uso
pratico della moneta ufficiale ,
consolidato da secoli, e che
ormai ha creato una rete di interessi, più o meno leciti, ad ogni livello, che finirebbero nelle
ortiche se dovesse essere sostituita dalla teoria del SIMEC .
Con la sperimentazione di Guardiagrele , infatti, la posta in gioco era quella
di verificare se , come aveva proposto anche Keynes, quando fu creato il Fondo
Monetario Internazionale, un sistema monetario poteva funzionare senza
alcuna riserva a garanzia . A
Guardiagrele ha funzionato e siamo certi che tornerà a funzionare , ma…
Ma, con sincerità, nonostante
la decisione del Tribunale di Chieti,
non crediamo che questo successo
possa estendersi al punto da provocare una riflessione politica
nazionale ed europea, almeno nel breve medio termine. Pensiamo anzi che
qualcosa o qualcuno farà ancora di tutto,
con mezzi leciti e non , per impedire che la “rivoluzione” avviata a
Guardiagrele di Chieti possa continuare. Perché di rivoluzione monetaria
mondiale si tratta. A meno che la Lega nord non avvii la sperimentazione nella Padania ,
come pare voglia fare in seguito a
contatti già presi col prof. Auriti e la conferenza stampa parlamentare dell’
On. Borghezio , tenuta oggi a Roma: un tale esperimento nel nord – Italia
assumerebbe ben altro peso e dimensione.
Diciamo ancora di più:
finora diversi segnali concreti confermano il nostro dubbio:
- una proposta di legge
presentata due volte al Senato (1995) e mai esaminata;
- una proposta di legge
di iniziativa popolare che non è riuscita a decollare;
- atto di citazione nel
94 contro la Banca d’ Italia respinta dal Tribunale civile di Roma ed ora all’
esame della Cassazione;
- Corso universitario
triennale specifico, tenuto dal Prof. Auriti come docente dell’ Ateneo teramano
e conclusosi con successo di frequenza , non è stato autorizzato a proseguire;
- ultimo episodio il
blitz del 10 agosto , sintomatico dell’ aria che tira intorno al SIMEC, benché
annullato ,nel suo effetto, dal Tribunale del riesame.
Noi siamo convinti che la
questione meriti una maggiore e diversa divulgazione a livello di opinione
pubblica come fatto di cultura , ma ancor più come oggetto di trattazione
scolastica a livello secondario ed universitario. Ma anche in questo senso c’ è
qualcosa che non ci convince: perché la grande stampa nazionale scritta e
parlata ha ignorato il fatto di cronaca che sui fogli regionali ha avuto titoli
a mezza pagina? Solo il TG1 di oggi 31 ha presentato ora immagini di precedenti
interviste dando al servizio un taglio di curiosità folkloristica a chiusura
del telegiornale.
Torneremo sul problema
per una “questione di verità”, come chiama il prof. Auriti il contenzioso avviato con la Banca
d’Italia.
_________________
(°) Industrioso centro della
provincia teatina, alle pendici della Maiella , a pochi chilometri dalla
stazione sciistica di Passo Lanciano,
rinomato per la lavorazione artigianale dell’ oro , del ferro, e del
legno, nonché per la presenza di un molino che produce farine di cereali teneri
e duri, nonché fi farro , normali ed integrali..
ALLA COPERTINA ALL’ INDICE2 ALL’ INIZIO