I  N  T  E  R  V  E  N  T  I 
 
PERIODICO TELEMATICO DI  INFORMAZIONE
E PROPOSTE  POLITICHE E CULTURALI
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Alla copertina
 
 
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ELEZIONI REGIONALI 16 APRILE 2000
COALIZIONE DI CENTRO-DESTRA POLO PER L'ABRUZZO
® DOCUMENTO PROGRAMMATICORELATIVO SOLTANTO AL  SETORE :
UNA VITA DI QUALITA'
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 QUI
  
IL TESTO CHE SEGUE E' STATO  "LINKATO" CON LA PROPOSTA DI PROGRAMMA PER LA SCUOLA  ELABORATO DA QUESTO PERIODICO

QUALITA' DELLA VITA
SOMMARIO
l sistema Abruzzo
La famiglia
La Casa
La Cultura
Il Patrimonio artistico
L'Università
La Sanità e l'handicap
La lotta alla droga
L'ambiente
Le aree protette
 
 Il SISTEMA ABRUZZO 

 L'intera regione deve essere come una "unità dilatata sul territorio", in quanto la consistenza della popolazione (1.200.000 abitanti) la rende comparabile ad una città. Da questa enunciazione di principio discende che:   

1. Ogni azione verrà progettata in termini di collettività regionale e mai di singolo bacino di utenza (esattamente al contrario di quanto fatto per larga parte dalla Giunta uscente, che ha emanato centinaia di leggine di nicchia);  

2. Il territorio va protetto nella sua interezza, variando, modulando l'intensità degli indici di protezione;   

3. Verrà incentivato l'utilizzo della agricoltura biologica e dei trasporti e delle fonti energetiche non inquinanti.  
- Manutenzione globale 1.   
Al metodo delle singole azioni mirate di salvaguardia o tutela, si sostituisce il concetto di "manutenzione globale" basato sul costante monitoraggio sull'intero sistema regionale, per quanto attiene a territorio, acque, aria, suolo.  
- Qualità totale .  
         L'Abruzzo non può per quantità competere nella maggior parte dei settori, per cui deve puntare sulla "qualità totale" dei propri servizi e prodotti, adottando rigorosi capitolari di produzione, che da un lato garantiscano il fruitore, dall'altro diano immediata riconoscibilità al prodotto.   
         Ma la qualità totale impone anche cospicui investimenti nella componente umana, mediante un uso mirato della formazione professionale (settore particolarmente carente nell'attuale sistema regionale) e nel comparto delle industrie ad alta intensità umana e tecnologica e basso consumo energetico e senza ricadute ambientali.  
        L'allungamento della vita media e la contrazione degli anni di lavoro (in un secolo si è passati da 50 a 35 anni di media e da 72 a 36 ore settimanali) impongono una forte attenzione al tema del tempo libero e quindi della qualità della vita, che significa essenzialmente attenzione alle esigenze dell'individuo, in termini si servizi e assistenza, ma anche :   

1. Riqualificazione dei centri urbani, come luoghi di residenza;   

2. Tutela delle attività tradizionali e dei mestieri artigiani;   

3. Ampliamento degli spazi per i bambini;  

4. Occasioni di aggregazione, culturale e sociale;   

5. Tutela della famiglia, differenziando (per quanto possibile) il regime impositivo in base al rapporto reddito/consistenza nucleo familiare, al fine di combattere sul nascere i fenomeni disgregativi; 6. Sostegno alle azioni di volontariato che realizzano forme di assistenza agli anziani, ai sofferenti, agli emarginati. (indice)   


 LA FAMIGLIA E LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE 

 
 Premessa   
          L'Italia registra il più alto tasso di disoccupazione giovanile d'Europa (32%) a fronte di una media del 17%. Tale situazione, sicuramente connessa ad una rigidità del sistema lavoro nazionale, trova puntuale riscontro anche nella realtà regionale e necessita di una pluralità di interventi che diano da un lato sostegno al giovane in cerca di prima occupazione, dall'altro mirino a dare tranquillità alla famiglia, intervenendo in favore delle famiglie numerose, delle donne sole con prole.  
Proposte   
   1. Utilizzo dei LSU per fornire ai diciottenni neodiplomati occasioni di lavoro nell'ambito dei servizi sociali e civili;   
   2. Attribuzione agli stessi soggetti di un salario di inserimento;   
   3. Creazione di apposite istituzioni provinciali che diano sostegno alle famiglie numerose, alle donne sole con prole;  
  4. Realizzazione di edifici da adibire all'assistenza delle donne sole con prole;   
  5. Azzeramento delle differenziazioni tariffarie per l'accesso agli asili nido.    

      La Coalizione riconosce quale soggetto politicamente rilevante la famiglia, così come definita dagli artt.29 e 30 della Costituzione, nonché quella costituita da persone unite da vincoli di: · parentela; · adozione; · affinità: Il concepito è considerato componente della famiglia. Al fine di sostenerne l'integrità e consentire l'armoniosa convivenza tra i componenti, valori di riferimento per lo sviluppo dell'intera società, la Coalizione realizzerà una politica integrata di misure a sostegno del nucleo familiare, tutelando la vita in tutte le sue fasi e favorendo:  
· la maternità e la paternità consapevoli;   
· la solidarietà tra generazioni;    
· la parità tra uomo e donna;   
· l'impegno dei genitori per la cura e educazione dei figli;   
· la rimozione degli ostacoli d'ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona nella famiglia.   
     Per il raggiungimento degli obiettivi indicati, la Coalizione svilupperà un programma integrato, pluriennale, che realizzi un vero e proprio servizio pubblico alla famiglia, volto all'assistenza soprattutto dei ceti più deboli e svantaggiati, per quanto attiene a:   
· acquisto prima casa;   
· occupazione;   
· cura ed istruzione dei figli;   
· prevenzione e cura del disagio giovanile;   
· fruizione del tempo libero;   
· assistenza alle famiglie numerose;   
· assistenza alle donne sole con prole.   
        La Coalizione riserverà particolare attenzione ai componenti più giovani della famiglia, i diciottenni neodiplomati, ai quali potrebbero essere offerte occasioni di lavoro utilizzando i cosiddetti Lavori Socialmente Utili (LSU), al fine di arginare il devastante fenomeno della disoccupazione giovanile, promovendo l'assegnazione di un salario d'inserimento, che consenta di affrontare con maggiore serenità l'inevitabile attesa di un posto di lavoro. (indice)   

 LA CASA 

 Dati:    
-20.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica gestiti dagli ex IACP ) Istituti Case Popolari) oggi ATER.    

Premessa   
       La Giunta Regionale uscente ha promosso la riforma del settore, approvando la L.R.44/99, con la quale ai vecchi IACP subentrano le ATER (Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo e Lanciano) e una Agenzia regionale (ARET) dislocata all'Aquila, il "think tank", il pensatoio che dovrebbe indirizzare ed informare l'attività degli enti sul territorio.  

     In altre regioni l'esperienza delle ATER si è chiusa prima di cominciare, mentre l'Abruzzo dopo interminabili ripensamenti (la riforma fu annunciata praticamente dopo l'insediamento) ha riproposto uno modello di gestione sorpassato, che comporterà tempi lunghi di messa a regime (l'ARET non ha ancora la sede), col concreto rischio che l'intero sistema casa possa collassare. Il presupposto su cui si fonda tutto il progetto di riforma consiste nella possibilità per le ATER di prendere sul mercato le risorse che mancano per colmare il disavanzo di gestione degli alloggi.    

        Tale presupposto appare del tutto utopistico, rilevato che da sempre gli enti pubblici si rivolgono ai professionisti esterni per la maggior parte dei lavori e non hanno quindi sviluppato nel tempo nè le professionalità nè le metodologie di lavoro necessarie per competere con soggetti privati, per non parlare delle attrezzature o della dotazione informatica adeguata.   
        Due, quindi, in tale regime di anti - economicità , i rischi per la collettività:   
1. che una scelta spacciata per fortemente "sociale" impedisca, per mancanza di fondi, di fornire agli utenti i servizi previsti, per quantità qualità, primi tra tutti: manutenzione, riqualificazione, nuove costruzioni;   
2. che per mantenere in vita un apparato pletorico e dispendioso di amministratori si tengano in vita enti che null'altro devono fare se non pagare i consigli di amministrazione. A tale riguardo è illuminante la situazione di Chieti e Lanciano, che fermo restando il numero degli alloggi complessivamente gestito, con la riforma vedono triplicate le spese per i consigli di amministrazione.    

 Proposte    
         Considerato che comunque la Coalizione procederà ad una radicale revisione della L.R. 44/99, la Regione manterrà fermo il proprio ruolo centrale nel governo di tutte le problematiche afferenti il problema casa, realizzando importanti economie di gestione, in particolare sopprimendo i costosi consigli di amministrazione :   
1. Conservazione dell'ARET e soppressione delle ATER: il patrimonio e il personale viene trasferito all'ARET, che si connota come ente strumentale della Regione e istituisce uffici decentrati sul territorio, retti da un Direttore ma privi di consiglio di amministrazione e destinati a gestire un budget economico assegnato.   
2. Lancio di un finanziamento regionale pluriennale per la manutenzione "a tappeto" di tutto il patrimonio, la sistemazione delle aree di pertinenza dei fabbricati e sistemazione dei quartieri, in sinergia con soggetti pubblici e privati. Tale progetto contribuirebbe a riattivare il settore edilizio, in grave crisi, stante tra l'altro il mancato impegno della uscente Giunta per l'adozione di una serie di importanti misure in suo favore. Un programma di recupero così concepito darebbe tra l'altro luogo ad interventi a basso impatto ambientale, in linea con una concezione di rilancio che non vuole assolutamente significare "colate di cemento" sul territorio. (indice)   

 LA  CULTURA 

  
Premessa  
       L'impegno prioritario sul versante della Cultura sarà quello legato alla promozione, garantendo a tutti i cittadini pari opportunità di fruizione e offrendo, nel contempo, possibilità di lavoro, sia direttamente sia con l'indotto, sia in connessione con altri settori.   

Alcuni aspetti  
        Lo sviluppo, ad esempio, del turismo culturale, rappresenta un bacino d'intervento ancora non del tutto esplorato, soprattutto per quanto attiene alla identificazione di itinerari sulla base di precisi criteri di affinità delle mete prescelte. L'organizzazione di tali percorsi, arricchita con l'effettuazione di concomitanti eventi culturali, potrebbe muoversi lungo l'itinerario delle aree arche- ologiche, quello dei castelli o dei santuari, quello dei luoghi in cui si sono verificati particolari episodi della storia delle regione, attraendo così adeguate correnti turistiche.   
 

        Sempre per restare sul piano del turismo culturale, appare ormai maturo il tempo di pensare alla ideazione ed alla progressiva valorizzazione di due o tre grandi eventi non ripetitivi rispetto ad iniziative già esistenti in altre aree del Paese. La scelta di tali eventi dovrebbe essere preceduta da attente valutazioni sul piano culturale strettamente connesse con ricerche adeguate sul piano della possibilità di attrazione di correnti turistiche anche internazionali.   

         L'attività convegnistica costituisce altro fertile terreno d'intervento, soprattutto se accompagnata, ancora una volta, da adeguati eventi spettacolari, di carattere teatrale e musicale.   
La vicinanza con Roma, inoltre, consentirebbe di esplorare tutto il potenziale che l'attività in parola offre in una vasta gamma di settori, dalla medicina, alla archeologia, dalla storia alle tradizioni popolari, dalla filosofia alle arti figurative. Lo sviluppo di tali attività presuppone il coinvolgimento delle importanti, qualificate e storiche istituzioni che operano in regione, alcune da decenni, soprattutto nell'ambito teatrale e musicale, in un coordinato progetto di ampiezza regionale.   
 

      Va affrontato,nel contempo, con visione circondariale, il problema della dotazione di    infrastrutture e di strutture polifunzionali, al duplice scopo di:   
1. dotare la regione di una rete di luoghi di spettacolo, che, allo stato, appare assolutamente carente, non solo nei centri piccoli e medi, ma anche in città importanti come Pescara, Avezzano, Ortona, Roseto e Giulianova;   
2. evitare, con la rigorosa applicazione di parametri rapportati a ben individuate aree circondariali, la realizzazione di strutture non collegate a precise esigenze.   
      La determinazione di adeguate sinergie finanziarie tra fondi comunitari, statali e regionali, dovrà essere finalizzata non solo alla costruzione, ristrutturazione ed adattamento delle strutture, ma anche alla successiva gestione delle stesse, qualora i Comuni interessati non avessero la possibilità di reperire nei propri bilanci la necessaria disponibilità.   

     Altro settore d'intervento è quello della formazione di operatori culturali: si tratta tra l'altro di stabilire adeguati rapporti con gli Atenei della regione, per avviare corsi di laurea breve o corsi di alta specializzazione per l'attivazione di figure professionali nuove, capaci di rapportarsi al mercato del lavoro di tutto il Settore dello Spettacolo e di collegare con le maggiori Istituzioni operanti sul territorio la formazione di promotori e tecnici.  
      Un impegno particolare sarà rivolto ai rapporti col mondo della Scuola cui dovranno essere offerti tutti i collegamenti utili al completamento ed al miglior svolgimento dell'attività curriculare.  
     Per quanto riguarda la dotazione dei mezzi finanziari che la regione porrà a disposizione della Cultura, essi saranno ri-compresi tra gli "investimenti" e attivati anche con fondi statali e comunitari, molto poco utilizzati, oltre che con quelli regionali. In tal senso, per il raggiungimento degli scopi prefissi, la Regione si attiverà direttamente presso gli organismi nazionali, la Conferenza Stato-Regioni in primis e gli Uffici di Collegamento con l'Unione Europea.    

Proposte    
1. Effettuare una ricognizione di tutte le professionalità esistenti in Regione;  
2. Istituire di uno sportello europeo per le progettualità multiregionali, che fornisca un panorama delle opportunità sia delle risorse comunitarie disponibili, sia dei partners comunitari che si propongono;   
3. Riunire in un Testo Unico, articolato per settori, tutta la legislazione;   
4. Realizzare un raccordo con gli altri settori, in particolare quello turistico, in modo da sviluppare iniziative comuni, concertate dagli enti preposti;   
5. Valorizzare i "PERCORSI MUSEALI ED ARCHEOLOGICI" tramite eventi "spettacolari";   
6. Realizzare strutture polifunzionali necessarie alle attività di spettacolo dal vivo (previo studio per la localizzazione);   
7. Realizzare una pubblicazione della mai scritta "Storia dell'Abruzzo" in collaborazione con le Università;    

Strumenti   
1. Verifica attenta delle attività effettivamente svolte;   
2. Realizzazione di uno schedario informatico, presso tutte le Biblioteche regionali, relativo al patrimonio, ai soggetti operanti, delle attività in essere;   
3. Realizzazione di una Mediateca Regionale, preposta alla conservazione dell'intero patrimonio culturale, secondo le sezioni Video, Foto e Audio;   
4. Realizzazione di carte tematiche della Regione, secondo il profilo storico, geografico, antropologico, turistico, economico etc.;   
5. Attivazione di un Osservatorio Regionale per la Cultura e di una Conferenza Programmatica annuale;   
6. Revisione della LR 56/93;   
7. Promozione di iniziative di grande spessore culturale e di interesse internazionale. (indice)   

 Il PATRIMONIO STORICO ARTISTICO 
 
Premessa  
          La Coalizione considera i beni storico-artistici, le tradizioni e le bellezze architettoniche di tutte le città dell'Abruzzo patrimonio unico della Regione, da salvaguardare gelosamente, all'interno di una visione dinamica, che per azioni concrete conduca alla sua valorizzazione, nel rispetto del diritto alla autodeterminazione delle popolazioni residenti.   
         E' evidente che tale obiettivo può essere raggiunto solo attraverso una crescita culturale complessiva, che utilizzando tutti gli strumenti disponibili ed una saggia interazione pubblico-privato, determini una saggia gestione del sistema museale, la realizzazione e gestione di progetti di recupero e valorizzazione turistico-culturale del nostro patrimonio artistico e architettonico, l'organizzazione di eventi e manifestazioni di rilievo.   

Proposte   
      1. Azioni mirate per lo studio e la ricerca delle più importanti tradizioni artistiche (oreficeria, ceramica, rame etc.) allo scopo di favorirne il rilancio;   
     2. Maggiori stanziamenti per il recupero dei centri storici;   
     3. Norme di salvaguardia degli aspetti architettonici tradizionali ed incentivazione della uniformità stilistica;   
     4.Interventi presso il competente Ministero affinchè in Abruzzo vengano nominati Soprintendenti a tempo pieno, che non siano distratti dall'espletamento di altri incarichi in altre sedi. (indice)   


al sommario
LA SCUOLA COME DIRITTO ALLO STUDIO 
 
 Premessa
      La Regione, in forza anche delle nuove deleghe attribuite dallo Stato agli Enti Locali, deve rendersi protagonista di una proposta programmatica di politica scolastica, che renda la scuola e l'università strumenti vivi dello sviluppo culturale, sociale, politico ed economico dell'Abruzzo. 
     Queste istituzioni non devono soltanto trasferire conoscenze o sviluppare capacità, ma anche attivare un concreto collegamento con la società ed il mondo del lavoro. La Regione, in questo contesto, non ha quindi soltanto il compito di attuare le deleghe ed il decentramento, ma essere motore di un progetto politico che sappia coordinare idee, proposte, suggerimenti, esigenze di Enti ed Istituzioni pubbliche e private. 
Proposte 
     Istruzione, educazione, formazione e informazione, oltre a rappresentare i capisaldi per lo sviluppo di un processo di crescita  socio-economica, costituiscono la premessa per fronteggiare e sconfiggere la disoccupazione. Pur nella indeterminatezza recata dal recepimento dei vari decreti di delega, che attribuiscono competenze alle province in materia di formazione professionale e orientamento scolastico, è necessario che la Regione eserciti comunque un ruolo fondamentale di coordinamento ed attivi sinergie con gli altri enti locali, affinchè sia riservata particolare attenzione
-1. alla programmazione di un'offerta formativa integrata, tra istruzione e formazione professionale ed orientamento scolastico; 
-2. alla ripartizione ottimale sul territorio dell'offerta formativa, sì da incontrare le diverse esigenze di comparto produttivo o vocazionale; 
-3. alla attivazione di misure di coordinamento dell'attività scolastica e formativa con quella di tutta la scuola superiore e dell'università, che devono insieme costituire una rete integrata di servizi strategicamente distribuita sul territorio, in grado di ottimizzare le risorse e rendere disponibile un'ampia gamma di proposte formative flessibili e coerenti con l'evoluzione continua della società; -4. a ridare vita al servizio di Medicina Scolastica, attualmente relegato dal Piano Sanitario in un angolo del più ampio Servizio di Prevenzione e Igiene Ambientale, passaggio a nostro avviso determinante per una vera opera di prevenzione delle più importanti patologie; 
-5. ridefinizione delle norme relative al diritto allo studio, non più  rispondenti alle esigenze della società;
- 6. coordinamento di una funzione di pianificazione dell'edilizia scolastica su tutto il territorio e di una rete di strutture funzionale alle prospettive di sviluppo e di riforma della scuola, in ogni ordine e grado. 
  
al sommario
L' UNIVERSITA' 
 
Premessa  
       La Giunta Regionale uscente ha dimostrato scarsa attenzione per le università, come dimostra l'entità dello stanziamento in favore delle ADSU (Az. per il diritto allo studio- in Abruzzo 40.000 iscritti), di soli 8 Mld , a fronte di un impegno molto più consistente da parte di altre regioni per università con un minor numero di iscritti. Altra circostanza negativa è data dall'aver solo in scadenza di legislatura approvato stanziamenti per l'istituzione di borse di studio.   
       Le conseguenze di tale disinteresse sono gravi per tutto il sistema, in quanto mai la Regione ha effettivamente interagito con esso in termini di scelte ed utlizzazione delle risorse intelletuali disponibili negli Atenei, nè in temini di partecipazione ai costi di gestione, divenuti sempre più alti dopo che il Governo ha attribuito alle Università un'autonomia improvvisata ed incompleta.   
       Troppo spesso l'Università è stata esibita come "fiore all'occhiello" per coprire gravi inefficienze nella crescita qualitativa dei servizi avanzati. Chieti e Teramo, avendo poche strutture sopravvivono, l'Università dell'Aquila, con due case dello studente e tre mense ,maggiormente soffre di tali carenze che determinano anche: · impossibilità di concedere fondi agli studenti meritevoli; · impossibilità di sostenere gli studenti provenienti dall'estero; · mancanza di fondi per ricerca ed iniziative culturali in genere · servizi insufficienti.   

Proposte   
-1. Aumento dei fondi;   
-2. interventi per progetti di studio all'estero;   
-3. diverso criterio di ripartizione dei fondi tra le ADSU, in base non solo al numero degli iscritti, ma anche al disagio (socio-economico, geomorfologico) e alla qualità dei servizi;   
-4. creazione di un tavolo di confronto tra Regione, studenti ed enti locali, per affrontare i problemi connessi (trasporti, affitti etc.);   
-5. aumento dei buoni alloggio per gli studenti;   
-6. aumento fondi per iniziative culturali. (indice)   


 LA  SANITA' E L' HANDICAP 
 
        La politica sanitaria in Abruzzo è ancora oggi impostata a criteri di sostanziale conservazione, soprattutto di carattere culturale; criteri che non tengono conto dei mutamenti incorso nel società: 
-1. la pianificazione e la valutazione dei servizi basata sull'autoreferenziazione di un sistema sanitario in cui l'offerta di prestazioni è indipendente dai bisogni e dalla domanda;
-2. l'aziendalizzazione è intesa soprattutto come individuazione dei "tetti" di spesa, senza alcuna reale valutazione dell'efficacia della spesa stessa; 
-3. l'offerta ospedialiera è l'unica praticamente gestita, mentre i servizi di prevenzione, quelli di medicina di base, ed anche quelli specialistici di cura e di riabilitazione hanno ruoli residuali; 
-4. il numero dei posti letto pubblici e privati eccede il fabbisogno; 
-5. l'attivazione dei servizi per l'emergenza e quelli per l'assistenza degli anziani non decollano per la incapacità del sistema di organizzare diversamente le accettazioni ospedaliere e le prestazioni su base autenticamente domiciliare; 
-6. gli investimenti vengono effettuati senza considerare i costi di ammortamento e di gestione. 
Obiettivi  
      La trasformazione della sanità abruzzese passa per il raggiungimento sei seguenti obiettivi: 
-1. puntare su prestazioni di alta specializzazione adeguate ad intercettare i flussi migratori sud-nord, ponendosi anche come alternativa alle congestionate aree metropolitane di Roma e Napoli, anche per evitare la tendenza che vede la regione terra di emigrazione sanitaria. 
-2. investire in modo risolutivo e sostanziale sulla formazione del personale sanitario ed amministrativo, cui va riconosciuto il ruolo di vera e propria risorsa, al fine di migliorare il livello delle prestazioni sia sul piano tecnico-scientifico come su quello gestionale; 
-3. migliorare la ricettività alberghiera negli ospedali e la gestione del sistema delle prenotazioni, riducendo i tempi di attesa; 
-4. uscire dalla logica ospedalocentrica del servizio sanitario, investendo nella reale istituzione e funzionalità dei distretti sanitari di base; 
-5. inviduare con decisione un percorso di vero accreditamento dei servizi pubblici e privati secondo norme di qualità, collegate a criteri di efficienza ed efficacia.   
 
Gestione 
- instaurare il criterio di valutazione dell'operato dei direttori generali, finora condizionato quasi esclusivamente dal gradimento politico, su risultati sempre verificati in termini quantitativi e qualitativi; 
- definire ed attivare strumenti operativi per la verifica delle qualità dell'offerta dei servizi; 
- razionalizzare l'offerta dei servizi dopo aver definito la qualità e la quantità della domanda e dei bisogni; 
- incentivazione e disincentivazione finanziaria delle aziende sulla base della loro capacità di offrire servizi di qualità ai cittadini;
- realizzare una politica sanitaria che pur utilizzando il regime di concorrenza tra le aziende come metodo, correttamente regolamentato, per migliorare le prestazioni, riconosca come valori altrettanto forti la complementarietà e la sussidiarietà dei servizi. 
      Al fine di migliorare il rapporto tra istituzioni pubbliche e private per una offerta di servizi in regime di una sana concorrenza intesa ad offrire all'utenza prestazioni qualitativamente rilevanti, occorre provvedere al sollecito accreditamento delle strutture di assistenza sanitaria, pubbliche e private, con conseguente negoziazione delle prestazioni offerte, con particolare riferimento a quelle da erogarsi in regime ambulatoriale. 
      Al riguardo appare fuorviante l'attuale coincidenza tra Ente sanitario pagatore ed Ente erogatore della prestazioni, che fa assumere all'Azienda USL la caratteristica di controllore e controllato per le prestazioni erogate dalle strutture pubbliche, con un'assurda commistione delle parti nelle contrattazioni richieste dalla vigente normativa, peraltro mai avvenute tra l'Azienda e le strutture dipendenti. 
      Regolamentazione regionale dei rapporti economico-amministrativi con gli operatori privati accreditati, al fine di evitare disparità di trattamento nell'ambito delle diverse Aziende Sanitarie Locali, garantendo comunque e sempre al cittadino paziente-utente la possibilità di scegliere liberamente la struttura accreditata, pubblica o privata, ove assumere le prestazione di cui ha bisogno. Al riguardo, in considerazione che gli operatori accreditati, pubblici e privati, rappresentano le strutture erogatrici di prestazioni del SSN, svolgendo una funzione complementare paritaria nell'offerta dei Servizi sanitari di delicato contenuto, occorre regolamentare in sede regionale le scadenze di liquidazione, le anticipazioni economiche sul dovuto, le eventuali regressioni tariffarie, al fine di evitare che ciascuna ASL assuma comportamenti diversi nei confronti delle strutture accreditate operanti nel territorio di competenza.  
 
L'Handicap 
      La Coalizione si impegna ad avviare, di concerto con le associazioni storiche operanti sul territorio e le istituzioni preposte, un programma integrato in favore dei portatori di handicap, che miri a favorirne l'inserimento del mercato del lavoro, favorendo ed incentivando, laddove possibile, l'avviamento di attività imprenditoriali e artigianali, da inserire, ad esempio, in un circuito di prodotti tipici . Contestualmente verrà data massima importanza alla soluzione dei tanti problemi che ne complicano la vita quotidiana, dalle barriere architettoniche, al reperimento di abitazioni idonee, alla mobilità, ai trasporti, all'assistenza domiciliare.
      La Coalizione assegna all'attivazione di questo programma, cui verranno destinate appropriate risorse, una valenza prioritaria, costituendo per tutti gli Abruzzesi un segnale forte di civiltà e di solidarietà concreta . (indice) 

 LOTTA ALLA DROGA 
 
 Premessa 
       La lotta contro la diffusione del consumo delle droghe rappresenta una priorità per la Coalizione di Centro-Destra per l'Abruzzo. Soprattutto oggi, dopo che il partito di maggioranza al governo nazionale ha dichiarato l'intenzione di voler legalizzare alcune droghe, riteniamo non solo di non dover abbassare la guardia, ma anzi di rilanciare la battaglia su questo tema. D'altra parte la Sinistra, nei vari enti locali e nelle regioni ove governa, si è resa da tempo disponibile a sperimentare la somministrazione controllata dell'eroina. 
      Così come per quanto riguarda la prevenzione, l'obiettivo di insegnare un uso "ragionevole" della droga emerge chiaramente, non solo da gli opuscoli informativi commissionati dal Ministero della Sanità, ma anche da numerosi progetti finanziati con il "Fondo nazionale per la lotta alla droga" ed approvati dalle regioni a governo di centrosinistra. Le politiche permissive fino ad oggi attuate, non hanno dato alcun risultato se non quello di imporre l'antiproibizionismo, ultima riedizione del loro caro vecchio slogan "vietato vietare".
      Noi siamo convinti che il presupposto fondamentale per affrontare il problema è invece quello di tutelare la dignità della persona, avviando seri progetti pedagogico-educativi, fondati sull' incoraggiamento e la responsabilizzazione. Nessuna presunta concezione della libertà individuale può giungere a giustificare e rendere legale ciò che devasta e distrugge la mente dei giovani e li conduce alla morte. La tolleranza verso la droga si configura come presa d'atto di quelle forme di relativismo etico rispetto alle quali non è possibile un atteggiamento di passività.    
 
Obiettivi 
      E' necessario: 
- Riaffermare con forza il principio della illiceità della produzione, del commercio ed anche della cessione di qualsiasi tipo e quantità di sostanza stupefacente;
- Costituire un sistema efficiente di sanzioni amministrative atte ad incentivare il consumatore di droghe ad accedere ai trattamenti riabilitativi, garantendo nel contempo le esigenze di sicurezza della collettività. 
- Stabilire regole certe che colpiscano tutte le fonti  dirette e indirette di istigazione all'uso degli stupefacenti. 
- Destinare i soldi del "Fondo nazionale per la lotta alla droga" al finanziamento di progetti che garantiscano informazione scientifica sulle sostanze, servizi pubblici assistenziali qualificati e competenti, comunità terapeutiche di recupero e riabilitazione.   
 
Proposte  
-1. Emanare una legge regionale di riorganizzazione dei servizi assistenziali ai tossicodipendenti, privilegiando l'azione di recupero attraverso una fattiva collaborazione tra servizi pubblici e comunità terapeutiche; 
- 2. Predisporre aiuti attraverso il meccanismo degli sgravi fiscali alle famiglie che sostengono i costi del percorso di recupero dei tossicodipendenti; 
-3. Incentivare le comunità terapeutiche che garantiscano i programmi di riabilitazione; 
-4. Favorire la formazione e l'aggiornamento delle figure professionali che si occupano di assistenza ai tossicodipendenti; 
-5. Promuovere il progressivo reinserimento nella società del lavoro e nella vita quotidiana degli ex tossicodipendenti; 
-6. Istituire un servizio regionale di informazione sulle problematiche della droga e di monitoraggio del fenomeno della tossicodipendenza. (indice)

 AMBIENTE 
  
  
Premessa
       La politica ambientale della Coalizione si fonda sul principio dello "sviluppo sostenibile". L'ambiente, infatti, non costituisce un limite allo sviluppo del quale ,invece, è preziosa occasione. Bisogna, però, ricercare sempre i giusti punti di equilibrio tra le necessità dell'uomo e quelle dell'ambiente, le cui rispettive ragioni non sono di per sè contrastanti e confliggenti, ma coniugabili ed armonizzabili. 
      L'uomo va  ricollocato al centro del sistema ambiente, delle cui risorse deve però fruire in modo consapevole e responsabile. Ciò sarà possibile solo mediante una sana formazione, anche di carattere squisitamente culturale, che porti all'assunzione di comportamenti spontanei di rispetto dell'ambiente. Neppure la più oculata legislazione e la migliore opera di controllo, infatti, potranno mai determinare i risultati positivi che si raggiungono, invece, quando l'uomo informato, sensibilizzato e responsabilizzato evita volontariamente di compiere gesti ed atti che arrecano nocumento all'ambiente, in quanto consapevole del fatto che l'ambiente è vita e che danneggiarlo o distruggerlo significa compromettere anche la propria esistenza. 
      La finalità che una politica simile si prefigge richiede  una valorizzazione culturale del modo stesso di concepire il rapporto Uomo-Natura ed in tal senso un'opera fondamentale sarà svolta dall'Ente Regione, che, rivolta al cittadino-fruitore dell'Ambiente, lo aiuti a maturare una presa di coscienza sempre più matura e responsabile su tali tematiche.  
 
L'Acqua  
        Un sistema idrico obsoleto ed infrastrutture degradate sono il frutto di una politica disattenta e carente  per quanto attiene sia alla manutenzione  che  all'ammodernamento. Alcune reti idriche della regione risalgono ai primi anni del novecento e perdono buona parte dell'acqua che conducono. Occorre dare quindi nuovo impulso al settore, prevedendo azioni che mirino alla salvaguardia delle risorse, alla manutenzione costante e all'ammodernamento delle reti, allo sviluppo di programmi educativi per un uso corretto e razionale da parte dell'utenza.  
Proposte  
-1. Tutela e conservazione delle risorse idriche, sotterranee e superficiali con particolare attenzione alla salvaguardia delle aree di ricarica delle falde idriche e delle fonti di approvvigionamento.
-2. Realizzazione di interventi mirati al risparmio idrico, agendo sulla dispersione delle reti e sul recupero delle capacità d'invaso dei bacini esistenti; 
-3. Riutilizzazione delle acque reflue depurate e di quelle industriali per usi connotati da minori esigenze di qualità; 
-4. Realizzazione di infrastrutture per la raccolta e la depurazione nei comuni sprovvisti; 
-5. Incremento di forme di collaborazione scientifica e tecnologica per il migliore utilizzo delle risorse.  
 
Proposte per l' ambiente marino  
-1. Favorire lo studio dei problemi dell'ecologia marina e della pesca; 
-2. Favorire il commercio marittimo e il turismo nautico; 
-3. Monitorare attentamente l'inquinamento dei mari e degli altri corsi idrici, allo scopo di ridurne gli effetti nocivi.  
 
L'Energia  
      L'Energia rappresenta il motore di tutte le attività ed ha particolare rilevanza ambientale soprattutto in quelle produttive, nei trasporti e nel riscaldamento. Purtroppo le cosiddette fonti rinnovabili (energia eolica e solare) presentano ancora costi di produzione troppo alti e non assicurano la disponibilità costante nel tempo di grandi quantità di energia, per cui occorre attivare misure che da un lato realizzino un costante ed attento monitoraggio dell'impatto sull'ambiente dei sistemi citati, dall'altro favoriscano ed incentivino il risparmio energetico e il razionale utilizzo delle risorse.   
 
Proposte  
-1.Attento monitoraggio di tutte le emissioni inquinanti mediante potenziamento delle strutture preposte al controllo ambientale; 
-2 .Potenziamento del trasporto pubblico urbano a trazione elettrica o in alternativa alimentato a metano; 
-4.Utilizzo nelle tratte regionali di mezzi ibridi, che possano modificare l'alimentazione a gasolio dei tratti extraurbani, in energia elettrica o metano in quelli urbani; 
-5.Decentramento dei poli attrattivi per decongestionare il traffico; 
-6.Istituzione di parcheggi di scambio; 
-7.Razionalizzazione della sosta; 
-8.Incentivazione alla trasformazione degli impianti di riscaldamento da gas a metano e all'installazione di pannelli solari.   
 
I Rifiuti  
      Il Decreto Legislativo n.22/97, meglio noto come decreto "Ronchi", è stato modificato per la quarta volta, per cui è lecito supporre tempi ancora molto lunghi per la sua compiuta attuazione, che ruota attorno ad alcuni principi cardine:
- raccolta differenziata; - riciclaggio; - pre-trattamento dei rifiuti; - scomparsa delle discariche;  -attivazione di discariche di "servizio" per il semplice smaltimento dei rifiuti non riciclabili. 
     Tutto ciò presuppone, oltre alla dotazione di adeguate strutture, un rigido controllo del territorio, delle operazioni di raccolta e smaltimento e di educazione e sensibilizzazione degli utenti ancora molto di là da venire. 
     La Giunta Regionale uscente ha approvato il Piano Rifiuti soltanto lo scorso 22 febbraio 2000 e in regione la raccolta differenziata raggiunge mediamente indici molto bassi, fatta eccezione per alcuni piccoli comuni. I dati nazionali, che danno al 3% la percentuale di riduzione di conferimento in discarica, passata dal 90% all'87%, confermano tale situazione locale. In conseguenza di ciò è stato rinviata al 2006 l'attivazione del nuovo sistema tariffario su tutto il territorio nazionale e si profila un rinvio del termine, originariamente fissato a gennaio 2000, anche per il conferimento in discarica del materiale organico. 
      A nessuno sfugge la delicatezza del problema, sia per la complessità delle scelte da fare, sia per le implicazioni di carattere sociale, economico che esse comportano, per l'impatto sull'ambiente, per gli intrecci malavitoso-affaristici che troppo spesso affliggono elettivamente il settore.  
 
Proposte  
-1. Programma di sensibilizzazione in tutte le scuole sui temi ecologici ed in particolare sulla problematica dei rifiuti; 
-2. Sostegno, incentivazione e facilitazione dell'innovazione tecnologica applicata al settore; 
-3. Sgravio fiscale per chi attua la raccolta differenziata, con particolare attenzione per le aree quali un'economia prevalentemente agricola induce all'attuazione di forme naturali di riciclaggio; 
-4. Minimizzare l'eccessivo numero di stoccaggi provvisori, rivelatisi in molti casi come occasione per la illecita manipolazione dei rifiuti; 
-5. Rigido controllo sul territorio, sugli impianti e sugli operatori preposti allo smaltimento; 
-6. Potenziamento delle funzioni ispettive sul sistema regionale di smaltimento dei rifiuti; 
-7. Agevolazione delle certificazioni EMAS (sistema di controllo gestionale ambientale) nelle aziende di produzione dei rifiuti e in quelle degli operatori del settore; 
-8. Incentivazione del mercato del recupero e del riciclo dei materiali da rifiuti urbani industriali; 
-9. Sensibilizzare il Governo al fine di ottenere: - una radicale revisione della normativa vigente, per giungere alla redazione di un testo unico in materia di rifiuti da cui far discendere pochi decreti attuativi; - una norma quadro per le bonifiche, centrata sul binomio concentrazione limite e valutazione del rischio. (indice)

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 PARCHI DA VIVERE
 
        Parlare di aree naturali protette comporta, prima di tutto, la necessità di svolgere una riflessione serena sui contenuti normativi della Legge 394/91, con la quale furono tra l'altro istituiti i nuovi parchi nazionali, in aggiunta ai cinque "storici" preesistenti. Diciamo subito che non condividiamo il pensiero di quanti ritengono che la predetta legge sia da cestinare nel suo complesso, ma neppure ci schieriamo con coloro i quali, al contrario, la vorrebbero quasi "santificare", considerandola perfetta.
      Ragionevolmente e moderatamente, invece, crediamo che essa rappresenti un utile provvedimento di tutela ambientale, ma al tempo stesso, che debba essere modificata in alcuni aspetti di non secondaria importanza, anche al fine di favorire il "decollo" dei nuovi parchi, tutti in gravissimo ritardo organizzativo e operativo, se non addirittura restati, di fatto, sulle pagine della Gazzetta Ufficiale. E' necessario invece che gli investimenti abbiano poi il ritorno in termini di sviluppo economico ed occupazionale. 
      Tutto ciò ha causato la protesta, in molti casi anche aspra, delle popolazioni residenti all'interno delle aree protette, avendo queste qui conosciuto - e sono trascorsi quasi dieci anni - solo gli aspetti, per così dire , negativi, recati dai parchi: i vincoli, le restrizioni, i divieti, mentre dei benefici preannunciati, anche in termini di economia, non s'è vista neppure l'ombra. 
      Ciò premesso sarà bene, prima di indicare alcune tra le più significative proposte di modifica della Legge Quadro, ricordare che in fase di pre-attuazione della stessa furono commessi due gravissimi errori, entrambi riguardanti le perimetrazioni. Il primo è da ricondursi al mancato, reale e concreto coinvolgimento delle popolazioni, delle categorie sociali e produttive, delle associazioni e degli stessi Enti Locali, nella fase "istruttoria" di individuazione delle aree da proteggere.
Il secondo, contestatissimo, è relativo all'assenza di veri studi scientifici circa i valori effettivamente presenti sul territorio, giungendo conseguentemente a tracciare i perimetri in modo cervellotico, oltre che incoerente, e magari anche sotto la spinta di sindaci ed imprenditori ammanicati con il potere politico. Così , alcune aree sicuramente meritevoli di protezione sono restate fuori dalle zone di tutela, mentre altre, assolutamente prive di significativi pregi naturalistici, vi sono state incluse.
       La Regione dovrà proporre dunque la riperimetrazione, qualitativa e quantitativa dei parchi. Quanto alle modifiche da apportare alla Legge 394/91, ci limiteremo a segnalarne alcune, con la sintesi imposta dalle circostanze. La presenza delle categorie, per esempio quelle degli agricoltori e degli artigiani nel consiglio direttivo; una diversa composizione del consiglio medesimo, assicurando la maggioranza ai rappresentanti degli enti locali e prevedendo, quale garanzia, poteri di intervento sostitutivi, da attribuire al Ministero dell'Ambiente; una maggiore autonomia per i Comuni rispetto agli Enti Parco e, infine, ma anzitutto, la più ampia partecipazione ed il più organico coinvolgimento delle popolazioni residenti, in relazione alla scelte da adottare, anche in termini gestionali. L'uomo e le sue tradizionali attività economiche compatibili, pertanto, non devono essere "espulsi" dai territori protetti, bensì, proprio al contrario, vanno collocati al centro della loro valorizzazione e del loro sviluppo. (indice) 

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I TRASPORTI E LA  MOBILITA' COLLETIVA 
 
Premessa 
      La nuova fase di sviluppo e di rilancio dell'economia della Regione passa necessariamente per un potenziamento del sistema dei trasporti e della viabilità, quale fattore di riequilibri tra le due grandi aree, quella costiera e quella interna, in cui la regione si divide. Occorre operare per una mobilità collettiva efficiente, snella, dotata di mezzi moderni , che ruoti attorno a piattaforme intermodali, che consentano un'ottimale integrazione ferro-gomma.
      In connessione con quello stradale, va adeguatamente sostenuto quello portuale, specializzando per settori (turistico, commerciale etc.) le strutture esistenti e rilanciando una volta per tutte l'aeroporto d'Abruzzo "P.Liberi" e valutando attentamente le potenzialità di quello di Preturo (Aq).
Proposte  
-1. Istituzione di una cabina di regia regionale sul trasporto pubblico, che indirizzi le politica dei trasporti verso: 
2. un' adeguata disponibilità di risorse per assicurare i collegamenti soprattutto nelle aree disagiate ed interne, in connessione col sistema dei parchi e la costa, mediante l'utilizzo di mezzi moderni , ad alimentazione ibrida (gasolio - elettricità per i tratti urbani); 
-3 un regime di maggiore concorrenzialità tra gli operatori;
-4· azioni intersettoriali (lavori pubblici, urbanistica) per l'adeguamento della rete viaria, la creazione di parcheggi di interscambio, la regolamentazione della sosta, il decentramento dei servizi sul territorio, il governo di tutte le problematiche afferenti la mobilità collettiva. (indice)