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L'intera regione deve essere come una "unità dilatata sul territorio", in quanto la consistenza della popolazione (1.200.000 abitanti) la rende comparabile ad una città. Da questa enunciazione di principio discende che: 1. Ogni azione verrà progettata in termini di collettività regionale e mai di singolo bacino di utenza (esattamente al contrario di quanto fatto per larga parte dalla Giunta uscente, che ha emanato centinaia di leggine di nicchia); 2. Il territorio va protetto nella sua interezza, variando, modulando l'intensità degli indici di protezione; 3. Verrà incentivato
l'utilizzo della agricoltura biologica e dei trasporti e delle fonti energetiche
non inquinanti.
1. Riqualificazione dei centri urbani, come luoghi di residenza; 2. Tutela delle attività tradizionali e dei mestieri artigiani; 3. Ampliamento degli spazi per i bambini; 4. Occasioni di aggregazione, culturale e sociale; 5. Tutela della famiglia, differenziando (per quanto possibile) il regime impositivo in base al rapporto reddito/consistenza nucleo familiare, al fine di combattere sul nascere i fenomeni disgregativi; 6. Sostegno alle azioni di volontariato che realizzano forme di assistenza agli anziani, ai sofferenti, agli emarginati. (indice) LA FAMIGLIA E LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILEL'Italia registra il più alto tasso di disoccupazione giovanile d'Europa (32%) a fronte di una media del 17%. Tale situazione, sicuramente connessa ad una rigidità del sistema lavoro nazionale, trova puntuale riscontro anche nella realtà regionale e necessita di una pluralità di interventi che diano da un lato sostegno al giovane in cerca di prima occupazione, dall'altro mirino a dare tranquillità alla famiglia, intervenendo in favore delle famiglie numerose, delle donne sole con prole. Proposte 1. Utilizzo dei LSU per fornire ai diciottenni neodiplomati occasioni di lavoro nell'ambito dei servizi sociali e civili; 2. Attribuzione agli stessi soggetti di un salario di inserimento; 3. Creazione di apposite istituzioni provinciali che diano sostegno alle famiglie numerose, alle donne sole con prole; 4. Realizzazione di edifici da adibire all'assistenza delle donne sole con prole; 5. Azzeramento delle differenziazioni tariffarie per l'accesso agli asili nido.
La Coalizione riconosce quale soggetto politicamente rilevante la famiglia,
così come definita dagli artt.29 e 30 della Costituzione, nonché
quella costituita da persone unite da vincoli di: · parentela; ·
adozione; · affinità: Il concepito è considerato componente
della famiglia. Al fine di sostenerne l'integrità e consentire l'armoniosa
convivenza tra i componenti, valori di riferimento per lo sviluppo dell'intera
società, la Coalizione realizzerà una politica integrata
di misure a sostegno del nucleo familiare, tutelando la vita in tutte le
sue fasi e favorendo:
Dati:
Premessa
In altre regioni l'esperienza delle ATER si è chiusa prima di cominciare, mentre l'Abruzzo dopo interminabili ripensamenti (la riforma fu annunciata praticamente dopo l'insediamento) ha riproposto uno modello di gestione sorpassato, che comporterà tempi lunghi di messa a regime (l'ARET non ha ancora la sede), col concreto rischio che l'intero sistema casa possa collassare. Il presupposto su cui si fonda tutto il progetto di riforma consiste nella possibilità per le ATER di prendere sul mercato le risorse che mancano per colmare il disavanzo di gestione degli alloggi.
Tale presupposto appare del tutto utopistico, rilevato che da sempre gli
enti pubblici si rivolgono ai professionisti esterni per la maggior parte
dei lavori e non hanno quindi sviluppato nel tempo nè le professionalità
nè le metodologie di lavoro necessarie per competere con soggetti
privati, per non parlare delle attrezzature o della dotazione informatica
adeguata.
Proposte
Alcuni aspetti
Sempre per restare sul piano del turismo culturale, appare ormai maturo il tempo di pensare alla ideazione ed alla progressiva valorizzazione di due o tre grandi eventi non ripetitivi rispetto ad iniziative già esistenti in altre aree del Paese. La scelta di tali eventi dovrebbe essere preceduta da attente valutazioni sul piano culturale strettamente connesse con ricerche adeguate sul piano della possibilità di attrazione di correnti turistiche anche internazionali.
L'attività convegnistica costituisce altro fertile terreno d'intervento,
soprattutto se accompagnata, ancora una volta, da adeguati eventi spettacolari,
di carattere teatrale e musicale.
Va affrontato,nel contempo, con visione circondariale, il problema della
dotazione di infrastrutture e di strutture polifunzionali,
al duplice scopo di:
Altro settore d'intervento è quello della formazione di operatori
culturali: si tratta tra l'altro di stabilire adeguati rapporti con gli
Atenei della regione, per avviare corsi di laurea breve o corsi di alta
specializzazione per l'attivazione di figure professionali nuove, capaci
di rapportarsi al mercato del lavoro di tutto il Settore dello Spettacolo
e di collegare con le maggiori Istituzioni operanti sul territorio la formazione
di promotori e tecnici.
Proposte
Strumenti
La Coalizione considera i beni storico-artistici, le tradizioni e le bellezze architettoniche di tutte le città dell'Abruzzo patrimonio unico della Regione, da salvaguardare gelosamente, all'interno di una visione dinamica, che per azioni concrete conduca alla sua valorizzazione, nel rispetto del diritto alla autodeterminazione delle popolazioni residenti. E' evidente che tale obiettivo può essere raggiunto solo attraverso una crescita culturale complessiva, che utilizzando tutti gli strumenti disponibili ed una saggia interazione pubblico-privato, determini una saggia gestione del sistema museale, la realizzazione e gestione di progetti di recupero e valorizzazione turistico-culturale del nostro patrimonio artistico e architettonico, l'organizzazione di eventi e manifestazioni di rilievo. Proposte
Premessa
La Regione, in forza anche delle nuove deleghe attribuite dallo Stato agli
Enti Locali, deve rendersi protagonista di una proposta programmatica di
politica scolastica, che renda la scuola e l'università strumenti
vivi dello sviluppo culturale, sociale, politico ed economico dell'Abruzzo.
Queste istituzioni non devono soltanto trasferire conoscenze o sviluppare
capacità, ma anche attivare un concreto collegamento con la società
ed il mondo del lavoro. La Regione, in questo contesto, non ha quindi soltanto
il compito di attuare le deleghe ed il decentramento, ma essere motore
di un progetto politico che sappia coordinare idee, proposte, suggerimenti,
esigenze di Enti ed Istituzioni pubbliche e private.
Proposte
Istruzione, educazione, formazione e informazione, oltre a rappresentare
i capisaldi per lo sviluppo di un processo di crescita socio-economica,
costituiscono la premessa per fronteggiare e sconfiggere la disoccupazione.
Pur nella indeterminatezza recata dal recepimento dei vari decreti di delega,
che attribuiscono competenze alle province in materia di formazione professionale
e orientamento scolastico, è necessario che la Regione eserciti
comunque un ruolo fondamentale di coordinamento ed attivi sinergie con
gli altri enti locali, affinchè sia riservata particolare attenzione:
-1.
alla programmazione di un'offerta formativa integrata, tra istruzione e
formazione professionale ed orientamento scolastico;
-2.
alla ripartizione ottimale sul territorio dell'offerta formativa, sì
da incontrare le diverse esigenze di comparto produttivo o vocazionale;
-3.
alla attivazione di misure di coordinamento dell'attività scolastica
e formativa con quella di tutta la scuola superiore e dell'università,
che devono insieme costituire una rete integrata di servizi strategicamente
distribuita sul territorio, in grado di ottimizzare le risorse e rendere
disponibile un'ampia gamma di proposte formative flessibili e coerenti
con l'evoluzione continua della società; -4. a ridare vita al servizio
di Medicina Scolastica, attualmente relegato dal Piano Sanitario in un
angolo del più ampio Servizio di Prevenzione e Igiene Ambientale,
passaggio a nostro avviso determinante per una vera opera di prevenzione
delle più importanti patologie;
-5.
ridefinizione delle norme relative al diritto allo studio, non più
rispondenti alle esigenze della società;
-
6. coordinamento di una funzione di pianificazione dell'edilizia scolastica
su tutto il territorio e di una rete di strutture funzionale alle prospettive
di sviluppo e di riforma della scuola, in ogni ordine e grado.
La Giunta Regionale uscente ha dimostrato scarsa attenzione per le università, come dimostra l'entità dello stanziamento in favore delle ADSU (Az. per il diritto allo studio- in Abruzzo 40.000 iscritti), di soli 8 Mld , a fronte di un impegno molto più consistente da parte di altre regioni per università con un minor numero di iscritti. Altra circostanza negativa è data dall'aver solo in scadenza di legislatura approvato stanziamenti per l'istituzione di borse di studio. Le conseguenze di tale disinteresse sono gravi per tutto il sistema, in quanto mai la Regione ha effettivamente interagito con esso in termini di scelte ed utlizzazione delle risorse intelletuali disponibili negli Atenei, nè in temini di partecipazione ai costi di gestione, divenuti sempre più alti dopo che il Governo ha attribuito alle Università un'autonomia improvvisata ed incompleta. Troppo spesso l'Università è stata esibita come "fiore all'occhiello" per coprire gravi inefficienze nella crescita qualitativa dei servizi avanzati. Chieti e Teramo, avendo poche strutture sopravvivono, l'Università dell'Aquila, con due case dello studente e tre mense ,maggiormente soffre di tali carenze che determinano anche: · impossibilità di concedere fondi agli studenti meritevoli; · impossibilità di sostenere gli studenti provenienti dall'estero; · mancanza di fondi per ricerca ed iniziative culturali in genere · servizi insufficienti. Proposte
La politica sanitaria in Abruzzo è ancora oggi impostata a criteri
di sostanziale conservazione, soprattutto di carattere culturale; criteri
che non tengono conto dei mutamenti incorso nel società:
-1.
la pianificazione e la valutazione dei servizi basata sull'autoreferenziazione
di un sistema sanitario in cui l'offerta di prestazioni è indipendente
dai bisogni e dalla domanda;
-2.
l'aziendalizzazione è intesa soprattutto come individuazione dei
"tetti" di spesa, senza alcuna reale valutazione dell'efficacia della spesa
stessa;
-3.
l'offerta ospedialiera è l'unica praticamente gestita, mentre i
servizi di prevenzione, quelli di medicina di base, ed anche quelli specialistici
di cura e di riabilitazione hanno ruoli residuali;
-4.
il numero dei posti letto pubblici e privati eccede il fabbisogno;
-5.
l'attivazione dei servizi per l'emergenza e quelli per l'assistenza degli
anziani non decollano per la incapacità del sistema di organizzare
diversamente le accettazioni ospedaliere e le prestazioni su base autenticamente
domiciliare;
-6.
gli investimenti vengono effettuati senza considerare i costi di ammortamento
e di gestione.
Obiettivi
La trasformazione della sanità abruzzese passa per il raggiungimento
sei seguenti obiettivi:
-1.
puntare su prestazioni di alta specializzazione adeguate ad intercettare
i flussi migratori sud-nord, ponendosi anche come alternativa alle congestionate
aree metropolitane di Roma e Napoli, anche per evitare la tendenza che
vede la regione terra di emigrazione sanitaria.
-2.
investire in modo risolutivo e sostanziale sulla formazione del personale
sanitario ed amministrativo, cui va riconosciuto il ruolo di vera e propria
risorsa, al fine di migliorare il livello delle prestazioni sia sul piano
tecnico-scientifico come su quello gestionale;
-3.
migliorare la ricettività alberghiera negli ospedali e la gestione
del sistema delle prenotazioni, riducendo i tempi di attesa;
-4.
uscire dalla logica ospedalocentrica del servizio sanitario, investendo
nella reale istituzione e funzionalità dei distretti sanitari di
base;
-5.
inviduare con decisione un percorso di vero accreditamento dei servizi
pubblici e privati secondo norme di qualità, collegate a criteri
di efficienza ed efficacia.
Gestione
-
instaurare il criterio di valutazione dell'operato dei direttori generali,
finora condizionato quasi esclusivamente dal gradimento politico, su risultati
sempre verificati in termini quantitativi e qualitativi;
-
definire ed attivare strumenti operativi per la verifica delle qualità
dell'offerta dei servizi;
-
razionalizzare l'offerta dei servizi dopo aver definito la qualità
e la quantità della domanda e dei bisogni;
-
incentivazione e disincentivazione finanziaria delle aziende sulla base
della loro capacità di offrire servizi di qualità ai cittadini;
-
realizzare una politica sanitaria che pur utilizzando il regime di concorrenza
tra le aziende come metodo, correttamente regolamentato, per migliorare
le prestazioni, riconosca come valori altrettanto forti la complementarietà
e la sussidiarietà dei servizi.
Al fine di migliorare il rapporto tra istituzioni pubbliche e private per
una offerta di servizi in regime di una sana concorrenza intesa ad offrire
all'utenza prestazioni qualitativamente rilevanti, occorre provvedere al
sollecito accreditamento delle strutture di assistenza sanitaria, pubbliche
e private, con conseguente negoziazione delle prestazioni offerte, con
particolare riferimento a quelle da erogarsi in regime ambulatoriale.
Al riguardo appare fuorviante l'attuale coincidenza tra Ente sanitario
pagatore ed Ente erogatore della prestazioni, che fa assumere all'Azienda
USL la caratteristica di controllore e controllato per le prestazioni erogate
dalle strutture pubbliche, con un'assurda commistione delle parti nelle
contrattazioni richieste dalla vigente normativa, peraltro mai avvenute
tra l'Azienda e le strutture dipendenti.
Regolamentazione regionale dei rapporti economico-amministrativi con gli
operatori privati accreditati, al fine di evitare disparità di trattamento
nell'ambito delle diverse Aziende Sanitarie Locali, garantendo comunque
e sempre al cittadino paziente-utente la possibilità di scegliere
liberamente la struttura accreditata, pubblica o privata, ove assumere
le prestazione di cui ha bisogno. Al riguardo, in considerazione che gli
operatori accreditati, pubblici e privati, rappresentano le strutture erogatrici
di prestazioni del SSN, svolgendo una funzione complementare paritaria
nell'offerta dei Servizi sanitari di delicato contenuto, occorre regolamentare
in sede regionale le scadenze di liquidazione, le anticipazioni economiche
sul dovuto, le eventuali regressioni tariffarie, al fine di evitare che
ciascuna ASL assuma comportamenti diversi nei confronti delle strutture
accreditate operanti nel territorio di competenza.
L'Handicap
La Coalizione si impegna ad avviare, di concerto con le associazioni storiche
operanti sul territorio e le istituzioni preposte, un programma integrato
in favore dei portatori di handicap, che miri a favorirne l'inserimento
del mercato del lavoro, favorendo ed incentivando, laddove possibile, l'avviamento
di attività imprenditoriali e artigianali, da inserire, ad esempio,
in un circuito di prodotti tipici . Contestualmente verrà data massima
importanza alla soluzione dei tanti problemi che ne complicano la vita
quotidiana, dalle barriere architettoniche, al reperimento di abitazioni
idonee, alla mobilità, ai trasporti, all'assistenza domiciliare.
La Coalizione assegna all'attivazione di questo programma, cui verranno
destinate appropriate risorse, una valenza prioritaria, costituendo per
tutti gli Abruzzesi un segnale forte di civiltà e di solidarietà
concreta . (indice)
Premessa
La lotta contro la diffusione del consumo delle droghe rappresenta una
priorità per la Coalizione di Centro-Destra per l'Abruzzo. Soprattutto
oggi, dopo che il partito di maggioranza al governo nazionale ha dichiarato
l'intenzione di voler legalizzare alcune droghe, riteniamo non solo di
non dover abbassare la guardia, ma anzi di rilanciare la battaglia su questo
tema. D'altra parte la Sinistra, nei vari enti locali e nelle regioni ove
governa, si è resa da tempo disponibile a sperimentare la somministrazione
controllata dell'eroina.
Così come per quanto riguarda la prevenzione, l'obiettivo di insegnare
un uso "ragionevole" della droga emerge chiaramente, non solo da gli opuscoli
informativi commissionati dal Ministero della Sanità, ma anche da
numerosi progetti finanziati con il "Fondo nazionale per la lotta alla
droga" ed approvati dalle regioni a governo di centrosinistra. Le politiche
permissive fino ad oggi attuate, non hanno dato alcun risultato se non
quello di imporre l'antiproibizionismo, ultima riedizione del loro caro
vecchio slogan "vietato vietare".
Noi siamo convinti che il presupposto fondamentale per affrontare il problema
è invece quello di tutelare la dignità della persona, avviando
seri progetti pedagogico-educativi, fondati sull' incoraggiamento e la
responsabilizzazione. Nessuna presunta concezione della libertà
individuale può giungere a giustificare e rendere legale ciò
che devasta e distrugge la mente dei giovani e li conduce alla morte. La
tolleranza verso la droga si configura come presa d'atto di quelle forme
di relativismo etico rispetto alle quali non è possibile un atteggiamento
di passività.
Obiettivi
E' necessario:
-
Riaffermare con forza il principio della illiceità della produzione,
del commercio ed anche della cessione di qualsiasi tipo e quantità
di sostanza stupefacente;
-
Costituire un sistema efficiente di sanzioni amministrative atte ad incentivare
il consumatore di droghe ad accedere ai trattamenti riabilitativi, garantendo
nel contempo le esigenze di sicurezza della collettività.
-
Stabilire regole certe che colpiscano tutte le fonti dirette e indirette
di istigazione all'uso degli stupefacenti.
-
Destinare i soldi del "Fondo nazionale per la lotta alla droga" al finanziamento
di progetti che garantiscano informazione scientifica sulle sostanze, servizi
pubblici assistenziali qualificati e competenti, comunità terapeutiche
di recupero e riabilitazione.
Proposte
-1.
Emanare una legge regionale di riorganizzazione dei servizi assistenziali
ai tossicodipendenti, privilegiando l'azione di recupero attraverso una
fattiva collaborazione tra servizi pubblici e comunità terapeutiche;
-
2. Predisporre aiuti attraverso il meccanismo degli sgravi fiscali alle
famiglie che sostengono i costi del percorso di recupero dei tossicodipendenti;
-3.
Incentivare le comunità terapeutiche che garantiscano i programmi
di riabilitazione;
-4.
Favorire la formazione e l'aggiornamento delle figure professionali che
si occupano di assistenza ai tossicodipendenti;
-5.
Promuovere il progressivo reinserimento nella società del lavoro
e nella vita quotidiana degli ex tossicodipendenti;
-6.
Istituire un servizio regionale di informazione sulle problematiche della
droga e di monitoraggio del fenomeno della tossicodipendenza. (indice)
Premessa
La politica ambientale della Coalizione si fonda sul principio dello "sviluppo
sostenibile". L'ambiente, infatti, non costituisce un limite allo sviluppo
del quale ,invece, è preziosa occasione. Bisogna, però, ricercare
sempre i giusti punti di equilibrio tra le necessità dell'uomo e
quelle dell'ambiente, le cui rispettive ragioni non sono di per sè
contrastanti e confliggenti, ma coniugabili ed armonizzabili.
L'uomo va ricollocato al centro del sistema ambiente, delle cui risorse
deve però fruire in modo consapevole e responsabile. Ciò
sarà possibile solo mediante una sana formazione, anche di carattere
squisitamente culturale, che porti all'assunzione di comportamenti spontanei
di rispetto dell'ambiente. Neppure la più oculata legislazione e
la migliore opera di controllo, infatti, potranno mai determinare i risultati
positivi che si raggiungono, invece, quando l'uomo informato, sensibilizzato
e responsabilizzato evita volontariamente di compiere gesti ed atti che
arrecano nocumento all'ambiente, in quanto consapevole del fatto che l'ambiente
è vita e che danneggiarlo o distruggerlo significa compromettere
anche la propria esistenza.
La finalità che una politica simile si prefigge richiede una
valorizzazione culturale del modo stesso di concepire il rapporto Uomo-Natura
ed in tal senso un'opera fondamentale sarà svolta dall'Ente Regione,
che, rivolta al cittadino-fruitore dell'Ambiente, lo aiuti a maturare una
presa di coscienza sempre più matura e responsabile su tali tematiche.
L'Acqua
Un sistema idrico obsoleto ed infrastrutture degradate sono il frutto di
una politica disattenta e carente per quanto attiene sia alla manutenzione
che all'ammodernamento. Alcune reti idriche della regione risalgono
ai primi anni del novecento e perdono buona parte dell'acqua che conducono.
Occorre dare quindi nuovo impulso al settore, prevedendo azioni che mirino
alla salvaguardia delle risorse, alla manutenzione costante e all'ammodernamento
delle reti, allo sviluppo di programmi educativi per un uso corretto e
razionale da parte dell'utenza.
Proposte
-1.
Tutela e conservazione delle risorse idriche, sotterranee e superficiali
con particolare attenzione alla salvaguardia delle aree di ricarica delle
falde idriche e delle fonti di approvvigionamento.
-2.
Realizzazione di interventi mirati al risparmio idrico, agendo sulla dispersione
delle reti e sul recupero delle capacità d'invaso dei bacini esistenti;
-3.
Riutilizzazione delle acque reflue depurate e di quelle industriali per
usi connotati da minori esigenze di qualità;
-4.
Realizzazione di infrastrutture per la raccolta e la depurazione nei comuni
sprovvisti;
-5.
Incremento di forme di collaborazione scientifica e tecnologica per il
migliore utilizzo delle risorse.
Proposte per l' ambiente
marino
-1.
Favorire lo studio dei problemi dell'ecologia marina e della pesca;
-2.
Favorire il commercio marittimo e il turismo nautico;
-3.
Monitorare attentamente l'inquinamento dei mari e degli altri corsi idrici,
allo scopo di ridurne gli effetti nocivi.
L'Energia
L'Energia rappresenta il motore di tutte le attività ed ha particolare
rilevanza ambientale soprattutto in quelle produttive, nei trasporti e
nel riscaldamento. Purtroppo le cosiddette fonti rinnovabili (energia eolica
e solare) presentano ancora costi di produzione troppo alti e non assicurano
la disponibilità costante nel tempo di grandi quantità di
energia, per cui occorre attivare misure che da un lato realizzino un costante
ed attento monitoraggio dell'impatto sull'ambiente dei sistemi citati,
dall'altro favoriscano ed incentivino il risparmio energetico e il razionale
utilizzo delle risorse.
Proposte
-1.Attento
monitoraggio di tutte le emissioni inquinanti mediante potenziamento delle
strutture preposte al controllo ambientale;
-2
.Potenziamento del trasporto pubblico urbano a trazione elettrica o in
alternativa alimentato a metano;
-4.Utilizzo
nelle tratte regionali di mezzi ibridi, che possano modificare l'alimentazione
a gasolio dei tratti extraurbani, in energia elettrica o metano in quelli
urbani;
-5.Decentramento
dei poli attrattivi per decongestionare il traffico;
-6.Istituzione
di parcheggi di scambio;
-7.Razionalizzazione
della sosta;
-8.Incentivazione
alla trasformazione degli impianti di riscaldamento da gas a metano e all'installazione
di pannelli solari.
I
Rifiuti
Il Decreto Legislativo n.22/97, meglio noto come decreto "Ronchi", è
stato modificato per la quarta volta, per cui è lecito supporre
tempi ancora molto lunghi per la sua compiuta attuazione, che ruota attorno
ad alcuni principi cardine:
-
raccolta differenziata; - riciclaggio; - pre-trattamento dei rifiuti; -
scomparsa delle discariche; -attivazione di discariche di "servizio"
per il semplice smaltimento dei rifiuti non riciclabili.
Tutto ciò presuppone, oltre alla dotazione di adeguate strutture,
un rigido controllo del territorio, delle operazioni di raccolta e smaltimento
e di educazione e sensibilizzazione degli utenti ancora molto di là
da venire.
La Giunta Regionale uscente ha approvato il Piano Rifiuti soltanto lo scorso
22 febbraio 2000 e in regione la raccolta differenziata raggiunge mediamente
indici molto bassi, fatta eccezione per alcuni piccoli comuni. I dati nazionali,
che danno al 3% la percentuale di riduzione di conferimento in discarica,
passata dal 90% all'87%, confermano tale situazione locale. In conseguenza
di ciò è stato rinviata al 2006 l'attivazione del nuovo sistema
tariffario su tutto il territorio nazionale e si profila un rinvio del
termine, originariamente fissato a gennaio 2000, anche per il conferimento
in discarica del materiale organico.
A nessuno sfugge la delicatezza del problema, sia per la complessità
delle scelte da fare, sia per le implicazioni di carattere sociale, economico
che esse comportano, per l'impatto sull'ambiente, per gli intrecci malavitoso-affaristici
che troppo spesso affliggono elettivamente il settore.
Proposte
-1.
Programma di sensibilizzazione in tutte le scuole sui temi ecologici ed
in particolare sulla problematica dei rifiuti;
-2.
Sostegno, incentivazione e facilitazione dell'innovazione tecnologica applicata
al settore;
-3.
Sgravio fiscale per chi attua la raccolta differenziata, con particolare
attenzione per le aree quali un'economia prevalentemente agricola induce
all'attuazione di forme naturali di riciclaggio;
-4.
Minimizzare l'eccessivo numero di stoccaggi provvisori, rivelatisi in molti
casi come occasione per la illecita manipolazione dei rifiuti;
-5.
Rigido controllo sul territorio, sugli impianti e sugli operatori preposti
allo smaltimento;
-6.
Potenziamento delle funzioni ispettive sul sistema regionale di smaltimento
dei rifiuti;
-7.
Agevolazione delle certificazioni EMAS (sistema di controllo gestionale
ambientale) nelle aziende di produzione dei rifiuti e in quelle degli operatori
del settore;
-8.
Incentivazione del mercato del recupero e del riciclo dei materiali da
rifiuti urbani industriali;
-9.
Sensibilizzare il Governo al fine di ottenere: - una radicale revisione
della normativa vigente, per giungere alla redazione di un testo unico
in materia di rifiuti da cui far discendere pochi decreti attuativi; -
una norma quadro per le bonifiche, centrata sul binomio concentrazione
limite e valutazione del rischio. (indice)
Parlare di aree naturali protette comporta, prima di tutto, la necessità
di svolgere una riflessione serena sui contenuti normativi della Legge
394/91, con la quale furono tra l'altro istituiti i nuovi parchi nazionali,
in aggiunta ai cinque "storici" preesistenti. Diciamo subito che non condividiamo
il pensiero di quanti ritengono che la predetta legge sia da cestinare
nel suo complesso, ma neppure ci schieriamo con coloro i quali, al contrario,
la vorrebbero quasi "santificare", considerandola perfetta.
Ragionevolmente e moderatamente, invece, crediamo che essa rappresenti
un utile provvedimento di tutela ambientale, ma al tempo stesso, che debba
essere modificata in alcuni aspetti di non secondaria importanza, anche
al fine di favorire il "decollo" dei nuovi parchi, tutti in gravissimo
ritardo organizzativo e operativo, se non addirittura restati, di fatto,
sulle pagine della Gazzetta Ufficiale. E' necessario invece che gli investimenti
abbiano poi il ritorno in termini di sviluppo economico ed occupazionale.
Tutto ciò ha causato la protesta, in molti casi anche aspra, delle
popolazioni residenti all'interno delle aree protette, avendo queste qui
conosciuto - e sono trascorsi quasi dieci anni - solo gli aspetti, per
così dire , negativi, recati dai parchi: i vincoli, le restrizioni,
i divieti, mentre dei benefici preannunciati, anche in termini di economia,
non s'è vista neppure l'ombra.
Ciò premesso sarà bene, prima di indicare alcune tra le più
significative proposte di modifica della Legge Quadro, ricordare che in
fase di pre-attuazione della stessa furono commessi due gravissimi errori,
entrambi riguardanti le perimetrazioni. Il primo è da ricondursi
al mancato, reale e concreto coinvolgimento delle popolazioni, delle categorie
sociali e produttive, delle associazioni e degli stessi Enti Locali, nella
fase "istruttoria" di individuazione delle aree da proteggere.
Il
secondo, contestatissimo, è relativo all'assenza di veri studi scientifici
circa i valori effettivamente presenti sul territorio, giungendo conseguentemente
a tracciare i perimetri in modo cervellotico, oltre che incoerente, e magari
anche sotto la spinta di sindaci ed imprenditori ammanicati con il potere
politico. Così , alcune aree sicuramente meritevoli di protezione
sono restate fuori dalle zone di tutela, mentre altre, assolutamente prive
di significativi pregi naturalistici, vi sono state incluse.
La Regione dovrà proporre dunque la riperimetrazione, qualitativa
e quantitativa dei parchi. Quanto alle modifiche da apportare alla Legge
394/91, ci limiteremo a segnalarne alcune, con la sintesi imposta dalle
circostanze. La presenza delle categorie, per esempio quelle degli agricoltori
e degli artigiani nel consiglio direttivo; una diversa composizione del
consiglio medesimo, assicurando la maggioranza ai rappresentanti degli
enti locali e prevedendo, quale garanzia, poteri di intervento sostitutivi,
da attribuire al Ministero dell'Ambiente; una maggiore autonomia per i
Comuni rispetto agli Enti Parco e, infine, ma anzitutto, la più
ampia partecipazione ed il più organico coinvolgimento delle popolazioni
residenti, in relazione alla scelte da adottare, anche in termini gestionali.
L'uomo e le sue tradizionali attività economiche compatibili, pertanto,
non devono essere "espulsi" dai territori protetti, bensì, proprio
al contrario, vanno collocati al centro della loro valorizzazione e del
loro sviluppo. (indice)
Premessa
La nuova fase di sviluppo e di rilancio dell'economia della Regione passa
necessariamente per un potenziamento del sistema dei trasporti e della
viabilità, quale fattore di riequilibri tra le due grandi aree,
quella costiera e quella interna, in cui la regione si divide. Occorre
operare per una mobilità collettiva efficiente, snella, dotata di
mezzi moderni , che ruoti attorno a piattaforme intermodali, che consentano
un'ottimale integrazione ferro-gomma.
In connessione con quello stradale, va adeguatamente sostenuto quello portuale,
specializzando per settori (turistico, commerciale etc.) le strutture esistenti
e rilanciando una volta per tutte l'aeroporto d'Abruzzo "P.Liberi" e valutando
attentamente le potenzialità di quello di Preturo (Aq).
Proposte
-1.
Istituzione di una cabina di regia regionale sul trasporto pubblico, che
indirizzi le politica dei trasporti verso:
2.
un' adeguata disponibilità di risorse per assicurare i collegamenti
soprattutto nelle aree disagiate ed interne, in connessione col sistema
dei parchi e la costa, mediante l'utilizzo di mezzi moderni , ad alimentazione
ibrida (gasolio - elettricità per i tratti urbani);
-3
un regime di maggiore concorrenzialità tra gli operatori;
-4·
azioni intersettoriali (lavori pubblici, urbanistica) per l'adeguamento
della rete viaria, la creazione di parcheggi di interscambio, la regolamentazione
della sosta, il decentramento dei servizi sul territorio, il governo di
tutte le problematiche afferenti la mobilità collettiva. (indice)
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