INTERVENTI - Continua recensione di RESET a cura di Nicola Scipione
LA SINISTRA
PLURALE COMINCIA DAL PROGETTO
* Dalla FIAT alla politica
industriale quale parte integrante della politica economica.
* La competizione economica si basa sulla conoscenza ed il sapere che solo
la scuola può dare.
*
La persona formata ed istruita non ha paura di utilizzare a propria difesa
strumenti nuovi e diversi.
*
Ma l' innovazione, il sapere e la scuola sono elementi assenti nel dibattito sul
rilancio della sinistra.
Incontro con Sergio
Cofferati
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L'
intervista con Sergio Cofferati, ex (! ? ) leader della CGIL , non
poteva non riguardare il tema dell'economia e del suo rapporto con l' industria
e la politica aziendale. La problematica viene , ovviamente, osservata dal punto
di vista della sinistra che in fondo non contesta il capitalismo in sè
ma le forme con cui attualmente si manifesta.
Il colloquio col
"cinese" non poteva , però, ignorare gli aspetti politici della crisi
interna al centrosinistra . In merito riteniamo che non sia casuale il fatto che
in questi giorni le polemiche relative al contenuto della prossima assemblea
programmatica dell' Ulivo prevista per il 13 aprile nascono proprio dalla
decisione di Cofferati di stilare "un progetto" prima della scelta del
leader. Così come si evince sia dal "fondo" di Bosetti sia dalle
risposte dell' ex capo CGIL.
Cominciamo
, dunque, col trascrivere le sintesi dei punti chiave già estratte dalla
redazione della rivista ; cercheremo di completarle con qualche chiosa ed
altre sintesi più dettagliate delle idee e dei concetti espressi
dall' intervistato. ( N. Scipione)
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Cofferati ha detto
Note a commento
"" Il significato dell' impresa per
la sinistra plurale da costruire, la crisi della FIAT e le sue motivazioni, l'
importanza degli investimenti nella formazione e nella ricerca. L' ex segretario
della CGIL parla di economia e politica e ci spiega perché la cosa importante
per vincere è avere un progetto ."" [A
noi sembra che questa sia la candidatura che RESET propone per la guida
dell' Ulivo.]
"" L' impresa ha una
funzione importante, che non va tuttavia osservata unicamente sul piano della
sua capacità di creare ricchezza. Questo resta, com'è ovvio, uno dei suoi
fondamenti ma essa va misurata anche in base al modo in cui riesce ad essere un
punto di equilibrio positivo nella struttura economico e sociale
.""
[ Per la verità ci appare strano, come minimo, il fatto che
gli industriali, piccoli e grandi, non abbiano mai reagito alla pretesa dei
sindacati di considerarli nella posizione di chi tutto deve alla società senza
il diritto di chiedere una sia pur minima contropartita, e senza alcun
riconoscimento per il lavoro, l' impegno ed i rischi connessi
all' attività svolta. Insomma la loro personalità umana, con tutti i pregi ed
i difetti dell' uomo, non dovrebbe esistere. Tutti santi, col dovere di creare
ricchezza a solo uso e consumo della società ed , in particolare , dei
lavoratori dipendenti. Utopia quasi pura ma i sindacati
la vogliono concreta e subito. Insomma i diritti delle "persone " che
si impegnano come "industriali", compreso quello di sbagliare , non deve esistere.]
"" La crisi Fiat è l' esempio di un modo di procedere che ha
danneggiato l' industria italiana : questa ha prima cercato di ostacolare
l' ingresso in Europa per lucrare sui vantaggi competitivi del sistema
precedente, e poi si è trovata in difficoltà perché non aveva affrontato le
sfide dell' innovazione e della qualità . ""
[ La Fiat ci sembra il caso
italiano quantitativamente più eclatante dello sfruttamento economico dello
Stato ; sfruttamento che la gestione politica dell' economia , in cui i
sindacati hanno avuto corresponsabilità silenziosa, avrebbe dovuto evitare. Non
si può dare ora tutta la responsabilità alla "voracità" economica
degli Agnelli.]
" La competizione economica
si basa sulla conoscenza, e l'economia della conoscenza si fonda sulla scuola.
L' investimento nella ricerca è centrale anche per un mercato del lavoro dove
la flessibilità non sia più precariato: una persona istruita non ha paura di
utilizzare strumenti nuovi, una debole li subisce .""
[ Bene. Ma allora come la mettiamo con l' opposizione che
tutta la sinistra politica e sindacale , e Cgil in particolare, alla riforma
Moratti dell' istruzione superiore e della formazione professionale?]
"" Che errore aver fatto
credere che la competizione passa attraverso i diritti e non attraverso la
qualità. Per esempio, quando l' impresa manda via persone relativamente giovani
ha un guadagno apparente ma una perdita di valore nel lungo periodo. In questo
ambito io sono per il rafforzamento della legge Amato - Treu.
""
[ A nostro avviso la
responsabilità maggiore non è di chi ha fatto credere ma di chi ci ha creduto
acriticamente.]
"" Penso che il
mercato regolato dalle authorities nell' area dei servizi sia una componente
fondamentale del riformismo. Il centro destra al contrario blocca le tariffe,
mettendo in campo un intervento autoritario, statalista : ma ho sentito solo
Giuliano Amato criticare le tentazioni
< dirigiste
>.""
[ Affermazione alquanto strana detta da chi ha sempre
riconosciuto allo Stato il potere di intervento in economia.]
""
Se si costruisce un progetto dell' area riformista bisogna trovare punti di
convergenza con l' ala radicale. Con Rifondazione non si può solo fare un patto
elettorale , anche se sarebbe già un passo in avanti. Un patto elettorale ti
permette di vincere le elezioni ma difficilmente ti permette poi di lavorare.
""
[ La
tesi coincide con quella di Bosetti (vedi
prima parte); ma noi sinceramente confessiamo di non aver ancora capito da
che parte sta Cofferati : è massimalista o riformatore moderato?]
""
Se c'è un progetto comune, tutti sono legittimati a rappresentarlo, l'uomo
della sinistra moderata come il radicale. Entrambi operano nel perimetro che
hanno tracciato insieme, e lì dentro sono tutti pari, pur con le singole
sensibilità. Ecco perché la discussione sul progetto è la cosa più
importante. ""
[ Adesso è più evidente il legame con la tesi di Bosetti
. Cofferati alla necessità del "plurale" aggiunge la proposta di un
progetto comune , e non nega la difficoltà di scegliere un leader. Si guarda
bene dall' autocandidarsi ma in pratica ci sembra l' abbia fatto implementando
il concetto di "sinistra plurale" .]
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Per capire meglio le idee
di Cofferati proponiamo ora una loro sintesi più particolareggiata seguendo l'
ordine dell' intervista.Le note a commento sono di questo
colore.
- L' impresa
non deve creare solo ricchezza ma deve assumere una funzione ed una
responsabilità sociale facendosi carico di una gestione etica dell' attività
economica [ ma il significato non viene esplicitato in modo chiaro e
preciso].
- La Banca D'Italia deve evitare che fra banche ed imprese
si stabilisca un intreccio anormale [come quello della Fiat ?
].
- Le imprese hanno osteggiato l' ingresso in EU e la
creazione dell' EURO; non hanno visto nel processo europeo la costruzione di uno
Stato ma solo l' opportunità di un mercato più ampio.
[Ma questa critica non significa voler affidare alle imprese una funzione
politica che esula dalle loro competenze istituzionali?]
- La politica industriale non è più una componente della
politica economica. Ciò si capisce come cultura di destra ma è incomprensibile
nella cultura di sinistra: eppure è così.
[Centro destra e centrosinistra hanno , dunque, la stessa idea di politica
industriale ?]
- Per rilanciare una politica industriale
(corretta) , oltre a volerlo,bisogna che ci siano le idee e farle vedere. Nel
centrosinistra non ci sono idee in merito. La scelta del leader è l' unica
preoccupazione, sarà questo, poi, che dovrà pensare a tutto, compreso il
programma.
[ E questo, secondo Cofferati, è un
errore.]
- Per rilanciare l' economia
bisogna individuare le priorità: la conoscenza ed il sapere sono fondamentali,
ma la loro carenza come risorse blocca l' innovazione nelle imprese italiane.
- E' urgente, dunque, investire SUBITO sulla scuola per un ritorno
di medio periodo. La scuola ha il compito di istruire, formare e rendere
consapevoli le persone; queste persone non temono le innovazioni come la
flessibilità nel lavoro;quelle deboli, non formate, temono le novità ( e la
flessibilità). E la sinistra che fa in merito alla scuola ? Balbetta e non sa
cosa proporre.
- Con chi ce l' ha? Con i dirigenti politici della sinistra
che non sono riusciti a vedere i lati negativi della finanziaria come la
riduzione delle risorse per la ricerca.
- Il rapporto corretto fra impresa e lavoro non si realizza,
come ha creduto finora la sinistra, agendo sui costi (la competizione) e sui
diritti delle persone (art. 18); è stato un grosso errore della sinistra sia
dentro che fuori del governo. [
Ma
Cofferati dov ' era quando la sinistra governava? ]
- La crisi dell' industria, infatti , non si risolve dando la
possibilità di licenziare senza giusta causa, ma tutelando la qualità. Ma
questo è un errore della sinistra. [ Lo ha fatto capire Bosetti : Cofferati
al Governo cancellerebbe subito l' art. 18 per attuare una riforma che si
qualifica come "cosa di sinistra" e che, quindi, non è
bene sia fatta dal centro destra. ]
- Il discorso " ricostruttivo " del
"Cinese" parte , dunque, dalle colpe della sinistra. Altra colpa,
oltre a quelle già dette, è la mancata difesa della regolazione del mercato
che il centro destra sta abolendo esautorando le " Authorities " , che
, invece, nell' area dei servizi sono fondamentali per il riformismo: il blocco
statalista delle tariffe, infatti, lede uno dei principi liberali di fondo del
mercato (la libertà di decidere). [ C'è da scommettere, dunque, che in
campagna elettorale si dirà tutto il contrario per dare fumo agli occhi degli
elettori.]
- Il rilancio economico del paese si ottiene promovendo
la qualità. Un esempio. L' integrazione al reddito come
ammortizzatore sociale non funziona se non ci abbiniamo l' obbligo di
aggiornamento mediante adeguati percorsi formativi che possono consentire il
rientro nel processo lavorativo di chi ne è uscito.Si eviterebbe così il
lavoro nero ed una sicura perdita di valore per le imprese. Queste, infatti, con
la fuoruscita dei cinquantenni perdono un prezioso capitale di esperienza
accumulato durante decenni di lavoro, non reintegrabile subito con gli eventuali
giovani che iniziano a lavorare.
Su questo aspetto la sinistra tace. Parla solo di costo del lavoro e non una
parola sull' innovazione, il sapere , la scuola.
- Il nostro mondo dell'impresa ha due connotati: - il
rapporto grande/piccolo ( il piccolo ammortizza la crisi solo se fa parte del
grande); - il rapporto tra settori già innovati e quelli tradizionali.
Quelli innovati sono grandi perché producono molto con meno addetti; le
tradizionali sono grandi solo per numero di dipendenti . [ La Fiat ? ]
- Formazione, ricerca e politiche innovative sono
componenti di un progetto che l' Ulivo non è stato capace di attivare neanche
quando ha governato. Ma ora i riformisti che prima hanno governato criticano
dicendo che "non basta dire no" , e scaricano le colpe sugli altri. [
Anche qui: dov' era Cofferati quando i riformisti governavano? ]
- Giudizi di questo tipo non preludono ad un
positivo successo di una sinistra plurale unita, visto che ciascun componente
pretende di avere la ricetta giusta. Ma il problema non è quello di arrendersi
ad una o più anime ( Bertinotti ad es. ), ma di trovare punti comuni che legano
le diversità mediante progetti e programmi articolati e rigorosi. Il
riformismo, ad es. , è cattolico, laico e marxista nel contempo. Se rispettiamo
le diversità i punti di politica comune si trovano. Lo stesso discorso vale per
il programma. La politica per l' impresa può essere un esempio su cui ci
saranno diversità di vedute ; ma se continuiamo a cercare il leader prima di
parlarne il treno non parte o deraglia.
[ Ma come la mettiamo con quanto sostiene Bosetti ? : "...la
coerenza interna dei programmi di governo arriva ultima tra i fattori che
contano, per vincere . (ciò perché) L' elettore giudica lo schieramento, la
sua immagine, la sua determinazione, gli aspetti essenziali della sua proposta,
e i candidati." ]
- Se si fanno solo patti elettorali si
vincono le elezioni ma non si governa. Ma il vero problema elettorale resta
sempre : non si vince cercando i voti al centro . Fra destra e sinistra,
infatti, c'è la scelta del "non voto". I primi a non votare sono i
tuoi elettori che hai deluso. In questo modo la sinistra ha perso nel 2001 per
non aver coalizzato Bertinotti, ma a Bologna ha perso perché gli elettori
di sinistra non sono andati a votare; e per lo stesso motivo il centro destra ha
perso Pisa.
[ In questo caso avrebbe ragione Bosetti quando sostiene che gli elettori non
vanno delusi col programma elettorale rigoroso e perciò scomodo, le proposte
devono avere la funzione di carota ; il bastone del
programma vero può e deve venire dopo la vittoria. ]
- La funzione di un progetto unico condiviso,
dunque, deve essere quello di creare un perimetro di azione all' interno del
quale ciascuna componente può e s' impegna ad operare a 360°; se invece si
accostano tanti orticelli la dispersione è inevitabile
- Berlusconi Si , Berlusconi NO . E' un problema che si
potrà affrontare dopo aver definito un progetto comune di coalizione della
sinistra plurale.
- La discussione su un progetto , dunque, resta la via
per uscire dallo stallo che blocca la sinistra e tutte le altre
"anime" che la circondano.
[ Stando alle cronache di questi ultimi giorni di marzo l' ipotesi
progettuale di Cofferati sembra che sia partita zoppicando . Sul contenuto e le
finalità dell' assemblea prevista per il 13 aprile pare ,infatti, che non sia
d' accordo l' intera galassia degli
"orticelli" satelliti. Tutte le prese di posizione fanno presagire che si tratta
di una iniziativa di pura facciata. Staremo a vedere.]
Concludendo
Siamo
partiti dalle accuse che Bertagna e Maragliano hanno rivolto anche alla sinistra
( attenti a quei due ) . La ricerca ci ha fatto
incontrare uno strumento culturale che non conoscevamo: RESET
, sul quale abbiamo trovato conferma che i due esperti pedagogisti avevano ed
hanno ragione: la sinistra sta affrontando il problema politico della riforma
scolastica con demagogia e disinteresse.
Cofferati lo ha detto chiaramente: la sinistra non dice una parola su
innovazione, sapere e scuola.
Tutto ciò che sindacati e centrosinistra dicono sulla riforma in atto è
pura demagogia politica confusionaria. Ma non solo. Va aggiunto che
probabilmente sia sulla legge 30 di Berlinguer che sulla delega alla Moratti non
hanno idee concrete e quelle che hanno sono confuse.
Cofferati non è entrato nei particolari sul tipo
di scuola a cui si riferiva. A naso, però, ci sembra si possa
desumere che le sue idee non si discostano molto da quelle che dovrebbero
ispirare il prossimo Decreto delegato sulla ristrutturazione del ciclo
scolastico superiore .
A questo punto non possiamo non rinnovare l' appello a tutti
i docenti, dall' asilo nido all' Università,
perché si decidano a far sentire compatti la loro voce. Non dobbiamo
dimenticare che nessuna riforma sarà tale senza la condivisione dei diretti
protagonisti.