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| POLITICA E DINTORNI |
Un problema anomalo
Il Parlamento italiano si appresta
ad approvare una legge finanziaria che, per, la prima volta nella storia
della Repubblica, prevede il finanziamento della scuole non statali. Il
dibattito politico s' infiamma; gli studenti della scuole pubbliche insorgono
( opportunamente pilotati
N.d.D.) e provano perfino
ad occupare, senza fortuna, un istituto scolastico privato milanese; ma
il mondo cattolico fa' festa. Tutto normale ? Mica tanto. La discussione
che si e' aperta nel mondo politico e nella societa' civile sulla questione
del sostegno pubblico alle scuole private, conferma quel che sapevamo gia',
o che almeno dovremmo aver imparato dalla storia del nostro Paese :
a) il laicato cattolico italiano
impegnato in politica, da sempre di qualita' mediocre o scadente, preferisce
ricorrere alle "furbate" piuttosto che andare alla vera soluzione dei problemi
da affrontare;
b) in Italia, a fianco di un laicismo
serio e responsabile, troviamo sempre un patetico anticlericalismo ed uno
spirito di mangiapreti che sopravvive in certe persone rimaste ferme ai
tempi della presa di Porta Pia.
Un ' azione furbesca
Molti cattolici non riusciamo a capirli. A nostro avviso, se il Parlamento approvasse il ddl cosi' come e' stato presentato, il provvedimento finirebbe , prima o poi, sul tavolo della Corte Costituzionale, che lo dovrebbe dichiarere "costituzionalmente illegittimo". Ma ai cattolici sembra che questo non importi : per ora in alto i cattolici !, essi sembrano seguire l' esempio del loro "maestro di pensiero", Ornella Vanoni, ""...domani e' un altro giorno e si vedra' "" . Il fatto e' che questi cattolici non vogliono cambiare la Costituzione: vogliono aggirarla. Ma si tratta di un 'azione furbesca che non portera' lontano. Sarebbe molto meglio se i cattolici dicessero chiaro e tondo quel che e' evidente a tutti ma che nessuno vuol ammettere: gli articoli 33 e 34 della Costituzione non sono piu' adeguati ai tempi e, quindi, vanno riscritti.
Il pretesto dei gay
L' On.le
Giorgio La Malfa, laicista tutto d' un pezzo, a proposito degli Istituti
non statali, ha sollevato, tra gli altri, la questione degli insegnanti
omosessuali. Una volta finanziato dallo Stato, cioe' col denaro dei
contribuenti, La Malfa , si chiede se le scuole private assumerebbero
al loro servizio insegnanti gay . L' argomento ci sembra pretestuoso .
Il fatto
che una scuola privata riceva sostegni dallo Stato non le fa cambiare status:
e' e rimane privata ; ed in un ' azienda privata il titolare assume
chi gli pare. Tante aziende, in Italia, ricevono finanziamenti statali
e comunitari , ma nessuno per questo ha posto restrizioni alla loro liberta'
di assunzione. Forse che il Decreto sulla rottamazione, con cui, indirettamente,
e' stata finanziata la Fiat, prevede che questa si attenesse a determinati
criteri nel cercare nuovo personale ? Forse la Fiat, oggi, bandisce pubblici
concorsi ?
( Questa osservazione non riguarda solo la Fiat
ma va estesa a tutte quelle aziende private che direttamente o indirettamente
fruiscono di sovvenzioni o prestiti agevolati dello Stato o comunque pubblici;
pensiamo , ad esempio , agli albergatori. Non sara' perche' questi ultimi
garantiscono anche l' assunzione di camerieri gay ? N.d.D.)
Il vero problema : la scuola dei preti
La
Malfa, insomma, farebbe piu' bella figura se seguisse l' esempio del cantante
Jovanotti, che almeno e' sincero: "" Il problema non sono le scuole private,
ma le scuole dei preti"" . Ci sono, per fortuna, dei laicisti , che non
confondono il laicismo - che e' una cosa seria - , con l' anticlericalismo
, che e' solo effetto di incultura.
Uno di
questi e' l' On. Roberto Villetti, socialista democratico, che si batte
contro il finanziamento della scuole private , ma precisa che sarebbe favorevole
ad una condizione : " Se si laicizza la scuola pubblica , abolendo l' ora
di religione, e si toglie valore legale al titolo di studio, che solo lo
Stato puo' dare..."
Questo
e' parlare. Il valore legale dei titoli di studio e l' esame di stato sono
gli strumenti di cui lo Stato si serve per controllare anche le scuole
private, un controllo previsto dalla Costituzione e che neanche il finanziamento
pubblico potrebbe sopprimere. E' anche giusto, come dice Villetti,
che la scuola pubblica non sia confessionale, e, quindi, non insegni
alcuna religione; tale insegnamento va lasciato alle scuole confessionali,
le quali, pero', dovrebbero essere economicamente accessibili a tutti.
Questo crediamo sia il vero laicismo , cioe' il rispetto di tutte le religioni.
Ci sembra assurdo, pero', che debba essere un socialista e laicista come
Villetti a dire quello che , invece, dovrebbero dire i cattolici. Ci viene
il dubbio che il mondo cominci a girare alla rovescia.