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L' effetto UdR in periferia
Dopo aver rovesciato alleanze, equlibri politici e rapporti di forza a livello nazionale, l' UdR ha provato a fare altrettanto anche in periferia, precisamente neio Consigli regionali di Puglia, Campania, Sicilia,Calabria e, forse , anche in Lombardia, governate dal Polo. Ma il centrosinistra non sembra voler assecondare le intenzioni dei cossighiani, e quindi, durante l' esecutivo D' Alema, forse non ci sara' un "effetto domino".
A Veltroni e D' Alema non piace
Al
disegno dell' UdR., infatti, il neosegretario dei Ds Veltroni ha risposto
proponendo un disegno di legge mirato a prevenire altrri ribaltoni, mentre
D' Alema ha invitato il Polo a far dimettere i propri consiglieri dalle
assemblee regionali a rischio in modo da provocarne lo scioglimento e,
quindi, andare a nuove elezioni. Marini, invece, ha proposto la costituzione
di Giunte istituzionali che preparino in sei mesi il ritorno alle urne,
soluzione che pare non dispiaccia al Cavaliere Berlusconi. Staremo a vedere
cosa succedera'; intanto diciamo che tutto dipende da cosa ne pensano i
consiglieri interessati le cui dimissioni e le conseguenti nuove elezioni
comporterebbero una nuova e costosa campagna elettorale , dando per scontata
la ricandidatura.
In ogni caso
la domanda e' questa : perche' la sinistra non vuole stare al gioco di
Cossiga e Mastella? Le ragioni sono diverse.
I timori
Intanto per calcolo elettorale. Di ribaltone in ribaltone, infatti, e' dificile che gli italiani si facciano un alto conceto della politica, mentre e' assai probabile che in futuro - magari gia' dalle prossime elezioni di domenica 29 - il tasso di astensione dal voto subisca un' ulteriore impennata. E se una volta si poteva dire - a ragione- che l' elettorato del PCI era tradizionalmente disciplinato, di questi tempi non si puo' essere piu' sicurui di nulla: la "sdiserxzione" potrebe punire anche Ds e i nuovi Comunisti italiani. Non si puo' dimenticare, inoltre, che molti elettori che in precedenza non avevano mai votato a sinistra, il 21 aprile scelsero l' Ulivo perche' vedevano in quel simbolo non tanto una coalizione di partito quanto un tentativo di rinnovare la politica del nostro paese. E Veltroni sa che quell' ansia di rinnovamento e' un patrimonio che la sinistra deve capitalizzare, come sda anche che correre dietro alle manovre dell' UdR e' il modo piu' sicuro per dissipare quel patromonio.
La diffidenza non e' mai troppa
Inoltre iol segretario dei Ds non puo' ignorare che il partito di Cossiga
suscita non poca diffidenza in diversi ambienti della stessa maggioranza.
Diffidenza che Antonio Di Pietro non fa nulla per nascondere. ( "Chi ha
tradito una volta puo' farlo di nuovo), ma che e' difusa soprattutto tra
i fautori - per niente rassegnati, nonostante la caduta del Governo Prodi,-
della causa dell ' Ulivo. Cossiga, del resto, ha sempre detto, a chiare
lettere, di voler smembrare entrambi i poli, per costruire uno schieramento
di centro che comprenda anche i Popolari. Perche' mai, dunque, secondo
l' opinione di molti quadri e militanti dell' Ulivo, dare tanto spazio
a chi vuole dividerli ed annullarli ?
Tra UdR e centrosinistra
si e' aperta una partita in cui ognuno dei due giocatori vulle servirsi
dell' altro pere raggiungere i propri obiettivi. A decidere l' esito sara'
Franco Marini: poi vedremo come e perche'.
Oggi 29 novembre , sette milioni di italiani sono chiamati ad eleggere quattro Consigli provinciali - Roma , Masa Carrara, Benevento e Foggia - e 250 Consigli comunali, tra cui quelli di sete capoluoghi di provincia - Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Masa, Pescara e Udine ( in ballottaggio). Si tratta e' vero, di elezioni aministrative, in cui i fattori locali giocano un ruolo spesso determinante, ma e' indiscutibile che la stessa consultazione abbia anche una certa valenza politica. Lo dicono i numeri - sette milioni di votanti sono circa un sesto dell' elettorato nazionale - , ma anche il particolare momento politico in cui si svolge la consultazione. Si tratta, infatti , della prima di portata nazionale dopo la sfiducia al Governo prodi. Tutto questo da' alle elezioni amministrative di oggi un significato che va ben oltre l' ambito locale. Da questa tornata elettorale , duqnue, si attendono due risposte , o meglio, due "indicazioni". Procediamo con ordine.
L' Ulivo alla prova
Il Governo D' Alema nasce mettendo l' Ulivo in naftalina - e' un dato di fatto, checche' se ne dica -, l' accantonamento di prodi, che personificava la coalizione e non uno dei partiti che la componevano, rappresenta una svolta strategica del centrosinistra. Veltroni continua a dirsi convinto che l' Ulivo garantisca un "valore aggiunto" ai consensi del fronte progressista, e che pertanto quel progetto vada rilanciato, ma dal suo stesso partito, oltre che dal Ppi di marini, raccoglie solo tanti dinieghi e scrollate di spalle. Dunque, la prima risposta che deve arrivare dalle amministrative di oggi e' la conferma o la smentita della tesi che rinunciare all' Ulivo comporti per la coalizione interessata rinunciare ad un " valore agiunto". Se Veltroni ha ragione, il centrosinistra non dovrebbe subire un calo di consensi. In caso contrario gli "ulivisti" passeranno per sognatori e visionari.
U.D.R. : virtuale o reale?
Il
sistema elettorale di Comuni e Provincie permette gia' al primo turno di
misurare il peso effettivo delle varie forze poltiche concorrenti. Ci sara'
possibile valutare - anche se con approssimazione - il vero grado di rappresentativita'
dell' UdR. Bisogna verificare , infatti, se la nuova formazione di
Cossiga e Mastella e' solo, come sostiene il polo, un partito "virtuale",
e quindi di "ladri di voti, traditori e voltagabbana", o se, invece, rappresenta
un "problema politico" che da' corpo all' insofferenza di una parte dell'
elettorato centrista verso la leadership di Berlusconi ed il presunto
schiacciamento di Forza Italia a destra, nonche' all' insofddisfazione
degli elettori moderati per la mancata soluzione del conflitto di interessi.
Se l' UdR dovesse riportare un buon risultato sarebbe piu' difficile per
il centrodestra negare che il partito di Cossiga sollevi una questione
politica molto seria, e Fini e Berlusconi avrebbero di che riflettere.
Se i risultati
dovessero andare altrimenti, sarebbe il secondo fallimento, dopo quello
di Bossi, del tentativo di destrutturare il bipolarismo, per quel poco
che si e' riuscito ad impiantarlo. Ed allora il Polo potrebbe dire di essere
insostituibile come alternativa alla sinistra, ed aggiungere che l' obiettivo
di una democrazia maggioritaria e' ormai irreversibile. Appare chiaro
che la posta in gioco, questa volta, e' davvero alta.
Ri portiamo " l' ira" di Berlusconi nei confronti di Veltroni & compagni ( ministri compresi) :
"" A Veltroni posso solo consigliare di........dedicarsi
finalmente agli studi in modo da potersi laureare....perche'.... l'unica
laurea che lui ha e'quella .....delle Frattocchie in insolenze e
frottole"".....".....si laurei e poi puo' parlare con me.""
""Non so come questi ragazzotti (i Ministri).....possano
paragonarsi a me, visto che hanno solo esperienza di sagrestia . Nel mio
gruppo certa gente avrebbe solo mansioni di cancelleria. ""