I N T E R V E N T I
 
PERIODICO TELEMATICO  DI  INFORMAZIONE E PROPOSTE
POLITICHE E CULTURALI
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NOVEMbre  -  1998
 
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gen.le

POLITICA  E  DINTORNI
 

Sommario :  - Cavallo di troia ?  -  Quale democrazia ? Gergo da marciapiede.

IL DOPO CRISI
COSSIGA  " CAVALLO DI TROIA" ?
di
Mauro Ammirati
(22 - nov. 98)

Nota redazionale
Abbiamo titolato l' intervento settimanale di Ammirati con una domanda di cui non si trova traccia esplicita nel testo del pezzo. A giudicare, pero', dall' analisi proposta e da una riflessione sull' ultimo capoverso ci e' venuta spontanea la domanda : e se Cossiga si fosse posto l' obiettivo (piu' o meno segreto) di "sradicare" l' Ulivo dall' interno ?  In questo senso ci sono tutti i sintomi giusti : il movimentismo ed i ribaltini periferici ; le richieste condizionanti  sulla finanziaria e non ultimo , all' esterno, l' azione di sfascio contro Berlusconi, e quindi di Forza Italia. Tutto  quadra ,inoltre, se si guarda in prospettiva ad un eventuale  fine ultimo : smembrare il centro sinistra( oltre al Polo) per creare le condizioni di un forte raggruppamento di centro di cui assumere la leadership.
E questa non sarebbe opera degna di un moderno Ulisse ?


L' effetto UdR in periferia

    Dopo aver rovesciato alleanze, equlibri politici e rapporti di forza a livello nazionale, l' UdR  ha provato a fare altrettanto anche in periferia, precisamente neio Consigli regionali di Puglia, Campania, Sicilia,Calabria e, forse , anche in Lombardia, governate dal Polo. Ma  il centrosinistra non sembra voler assecondare le intenzioni dei cossighiani, e quindi, durante  l' esecutivo   D' Alema, forse  non ci sara' un "effetto domino".

A Veltroni e D' Alema non piace

    Al disegno dell' UdR., infatti, il neosegretario dei Ds Veltroni ha risposto proponendo un disegno di legge mirato a prevenire altrri ribaltoni, mentre D' Alema ha invitato il Polo a far dimettere i propri consiglieri dalle assemblee regionali a rischio in modo da provocarne lo scioglimento e, quindi, andare a nuove elezioni. Marini, invece, ha proposto la costituzione di Giunte istituzionali che preparino in sei mesi il ritorno alle urne, soluzione che pare non dispiaccia al Cavaliere Berlusconi. Staremo a vedere cosa succedera'; intanto diciamo che tutto dipende da cosa ne pensano i consiglieri interessati le cui dimissioni e le conseguenti nuove elezioni comporterebbero una nuova e costosa campagna elettorale , dando per scontata la ricandidatura.
    In ogni caso la domanda e' questa : perche' la sinistra non vuole stare al gioco di Cossiga e Mastella? Le ragioni sono diverse.

I timori

    Intanto per calcolo elettorale. Di ribaltone in ribaltone, infatti, e' dificile che gli italiani si facciano un alto conceto della politica, mentre e' assai probabile che in futuro - magari gia' dalle prossime elezioni di domenica 29 - il tasso di astensione dal voto subisca un' ulteriore impennata. E se una volta si poteva dire  - a ragione-  che l' elettorato del PCI era tradizionalmente disciplinato, di questi tempi non si puo' essere piu' sicurui di nulla: la "sdiserxzione" potrebe punire anche Ds e i nuovi Comunisti italiani.  Non si puo' dimenticare, inoltre, che molti elettori che in precedenza non avevano mai votato a sinistra, il 21 aprile scelsero l' Ulivo perche' vedevano in quel simbolo non tanto una coalizione di partito quanto un tentativo di rinnovare la politica del nostro paese. E Veltroni sa che quell' ansia di rinnovamento e' un patrimonio che la sinistra deve capitalizzare, come sda anche che correre dietro alle manovre dell' UdR e' il modo piu' sicuro per dissipare quel patromonio.

La diffidenza non e' mai troppa

    Inoltre iol segretario dei Ds non puo' ignorare che il partito di Cossiga suscita non poca diffidenza in diversi ambienti della stessa maggioranza. Diffidenza che Antonio Di Pietro non fa nulla per nascondere. ( "Chi ha tradito una volta puo' farlo di nuovo), ma che e' difusa soprattutto tra i fautori - per niente rassegnati, nonostante la caduta del Governo Prodi,- della causa dell ' Ulivo. Cossiga, del resto, ha sempre detto, a chiare lettere, di voler smembrare entrambi i poli, per costruire uno schieramento di centro che comprenda anche i Popolari. Perche' mai, dunque, secondo l' opinione di molti quadri e militanti dell' Ulivo, dare tanto spazio a chi vuole dividerli ed annullarli ?
    Tra UdR e centrosinistra si e' aperta una partita in cui ognuno dei due giocatori vulle servirsi dell' altro pere raggiungere i propri obiettivi. A decidere l' esito sara' Franco Marini: poi vedremo come e perche'.
 

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PER UN ' ALTERNATIVA ALLA SINISTRA
QUALE   DEMOCRAZIA ?
di
Mauro Ammirati
(29 - nov. - 98)

Bi o tripolare non importa purche' sia l' espressione maggioritaria del paese. Il test amministrativo in atto puo' costituire un segnale significativo.

Test amministrativo

    Oggi 29 novembre , sette milioni di italiani sono chiamati ad eleggere quattro Consigli provinciali - Roma , Masa Carrara, Benevento e Foggia - e 250 Consigli comunali, tra cui quelli di sete capoluoghi di provincia - Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Masa, Pescara e Udine ( in ballottaggio). Si tratta e' vero, di elezioni aministrative, in cui i fattori locali giocano un ruolo spesso determinante, ma e' indiscutibile che la stessa consultazione abbia anche una certa valenza politica. Lo dicono i numeri - sette milioni di votanti sono circa un sesto dell' elettorato nazionale - , ma anche il particolare momento politico in cui si svolge la consultazione. Si tratta, infatti , della prima di portata nazionale dopo la sfiducia al Governo prodi. Tutto questo da' alle elezioni amministrative di oggi un significato che va ben oltre l' ambito locale. Da questa tornata elettorale , duqnue, si attendono due risposte , o meglio, due "indicazioni". Procediamo con ordine.

L' Ulivo alla prova

    Il Governo D' Alema nasce mettendo l' Ulivo in naftalina - e' un dato di fatto, checche' se ne dica -, l' accantonamento di prodi, che personificava la coalizione e non uno dei partiti che la componevano, rappresenta una svolta strategica del centrosinistra. Veltroni continua a dirsi convinto che l' Ulivo garantisca un "valore aggiunto" ai consensi del fronte progressista, e che pertanto quel progetto vada rilanciato, ma dal suo stesso partito, oltre che dal Ppi di marini, raccoglie solo tanti dinieghi e scrollate di spalle. Dunque, la prima risposta che deve arrivare dalle amministrative di oggi e' la conferma o la smentita della tesi che rinunciare all' Ulivo comporti per la coalizione interessata rinunciare ad un " valore agiunto". Se Veltroni ha ragione, il centrosinistra non dovrebbe subire un calo di consensi. In caso contrario gli "ulivisti" passeranno per sognatori e visionari.

U.D.R. : virtuale o reale?

    Il sistema elettorale di Comuni e Provincie permette gia' al primo turno di  misurare il peso effettivo delle varie forze poltiche concorrenti. Ci sara' possibile valutare - anche se con approssimazione - il vero grado di rappresentativita' dell' UdR.  Bisogna verificare , infatti, se la nuova formazione di Cossiga e Mastella e' solo, come sostiene il polo, un partito "virtuale", e quindi di "ladri di voti, traditori e voltagabbana", o se, invece, rappresenta un "problema politico" che da' corpo all' insofferenza di una parte dell' elettorato centrista  verso la leadership di Berlusconi ed il presunto schiacciamento di Forza Italia a destra, nonche' all' insofddisfazione degli elettori moderati per la mancata soluzione del conflitto di interessi. Se l' UdR dovesse riportare un buon risultato sarebbe piu' difficile per il centrodestra negare che il partito di Cossiga sollevi una questione politica molto seria, e Fini e Berlusconi avrebbero di che riflettere.
    Se i risultati dovessero andare altrimenti, sarebbe il secondo fallimento, dopo quello di Bossi, del tentativo di destrutturare il bipolarismo, per quel poco che si e' riuscito ad impiantarlo. Ed allora il Polo potrebbe dire di essere insostituibile come alternativa alla sinistra, ed aggiungere che l' obiettivo di una  democrazia maggioritaria e' ormai irreversibile. Appare chiaro che la posta in gioco, questa volta, e' davvero alta.

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Redazionale
GERGO DA MARCIAPIEDE
Aggiornamento al 29 novembre

    Ri portiamo " l' ira" di Berlusconi nei confronti di Veltroni & compagni ( ministri compresi) :

"" A Veltroni posso solo consigliare di........dedicarsi finalmente agli studi in modo da potersi laureare....perche'.... l'unica laurea che lui ha  e'quella .....delle Frattocchie in insolenze e frottole"".....".....si laurei e poi puo' parlare con me.""
""Non so come questi ragazzotti (i Ministri).....possano paragonarsi a me, visto che hanno solo esperienza di sagrestia . Nel mio gruppo certa gente avrebbe solo mansioni di cancelleria. ""


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