I N T E R V E N T I
 
PERIODICO TELEMATICO  DI  INFORMAZIONE E PROPOSTE
POLITICHE E CULTURALI
(In  aggiornamento continuo)
 

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NOVEMbre  -  1998
 
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gen.le

POLITICA  E  DINTORNI
 

 D' ALEMA :
RIFORMA ELETTORALE O PREPENSIONAMENTO
 
M a i   p i u'   "r i b a l t o n i " ?
di
Mauro Ammirati
(15 - 11 - 98)

Redazionale :
UN LINGUAGGIO DA PARCIAPIEDE

 La riforma elettorale non e' necessaria solo per assicurare al Paese la stabilita' governativa, e per mettere fine all' indecoroso fenomeno del trasformismo, ma anche per dare inizio a quel processo, soprattutto culturale , diretto a migliorare la qualita' della politica .
" L' uninominale maggioritario" potrebbe porre le basi per la nascita di una "democrazia responsabile".
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In merito non possiamo fare a meno di rimandare i lettori alla nostra "Pagella " di presentazione  ( home page)
richiamando l' attenzione per il ruolo e la funzione della scuola e dei docenti. Noi , infatti siamo convinti che anche il piu' perfetto e funzionale sistema elettorale non potra' funzionare se le nuove generazioni non vengono avviate alla cultura della democrazia  sin dalla preadolescenza. A tal fine solo la scuola ed i docenti hanno in mano l'unico valido strumento : il rapporto diretto e privilegiato con i giovani ; a condizione, pero' , che la loro attivita' non sia impedita e distorta da una scarsa attenzione politica . Per questo, piu' volte abbiamo proposto e suggerito una "rifondazione " < ab imis> della nostra politica scolastica. Attualmente, infatti, ( la parita' insegna) si sta affastellando sulla struttura concettuale della scuola una serie di idee riformiste  che, ove attuate , potrebbero sbriciolare le attuali strutture educative, poggiate, purtroppo, su fondamenta di sabbia. ( N.d. D.)

 
Riforme o voto ?

    Nei giorni scorsi D'Alema e Berlusconi hanno riportato al centro del dibattito politico la spinosa questione della riforma elettorale. Entrambi sembrano concordare su due punti e divergere su un terzo. Per Berlusconi in questa legislatura non ci sono le condizioni, ed ormai neanche piu' il tempo, per realizzare le riforme costituzionali, mentre si deve e si puo' affrontare al piu' presto quella del voto. Il Presidente del consiglio, invece, vorrebbe che fosse questo Parlamento , nei due anni ancora disponibili, a rivedere la Costituzione, senza , percio', limitarsi a modificare solo la legge elettorale. La posizione del leader del Polo e' dovuta, in buona misura, allo scetticismo ereditato dalla infelice esperienza della Bicamerale, ma anche alla volonta' di non dare al Governo D' Alema un argomento che possa rafforzarlo giustificandone la lunga durata. E' un fatto che , subito dopo il fallimento della Bicamerale, sia iniziata la fase discendente del Governo Prodi. Pertanto, si' alla riforma elettorale, fa sapere il Cavaliere, ma subito dopo si vada alle elezioni.

Una questione di prestigio

    Il nuovo Capo di Governo , invece, vuole proprio cancellare lo smacco ricevuto con l' ingloriosa fine di quella Commissione di cui era Presidente, sulla buona riuscita della quale aveva voluto scommettere, improvvidamente, al punto di mettere in gioco perfino la sua leadership. Per D' Alema le riforme istituzionali sono quindi una questione di prestigio personale - rimediare ad un fallimento -, ma anche l' ultima occasione per continuare a partecipare da protagonista ai grandi giochi politici. La Segreteria nazionale dei Ds e' passata a Walter  Veltroni, cosi' che a D'Alema rimane solo la guida di un Governo sostenuto da una maggioranza eterogenea ed instabile, il cui destino e' nelle mani di Cossiga. La riforma della Costituzione per l' ex Segretario Ds e' l' ultima opportunita' per conseguire la leadership di tutto il centro-sinistra. L' alternativa e' un dignitoso prepensionamento

Stabilita' e ribaltoni

    Dicevamo che, quanto alla riforma del voto, D' Alema e Berlusconi convengono su due punti: entrambi sostengono, infatti, che la nuova legge dovra':  garantire governi stabili  e nel contempo evitare nuovi ribaltoni. Fin qui, benissimo, non saremo di certo noi a respingere tali propositi. Il problema e', purtroppo, che i due leaders non vanno oltre , dal momento che c'e' anche un terzo obiettivo da raggiungere. Deve essere chiaro, infatti, che la riforma elettorale non e' necessaria soltanto per assicurare al Paese la stabilita' governativa, e per mettere fine all' indecoroso fenomeno del trasformismo, ma anche per dare inizio a quel processo, soprattutto culturale , diretto a migliorare la qualita' della politica italiana. L 'Italia non ha bisogno di un qualsiasi sistema maggioritario , ma dell ' <uninomimale maggioritario>,  occorre , cioe' che tutti i deputati e i senatori vengano eletti in collegi uninominali; e' questa la garanzia da cui non si puo' assolutamente prescindere. Qualunque altra forma sarebbe insufficiente non solo a costruire , ma anche solo a porre le fondamenta di una "democrazia responsabile", fondata su un rapporto diretto tra eletto ed elettori. Quel che bisogna mettere in discussione , rivedere e ripensare e' il ruolo dei partiti ed il loro potere, se davvero si vuole passare dalla partitocrazia  alla democrazia. Occorrerebbe una legge elettorale che provocasse la nascita di partiti nuovi attivando un modo diverso di fare politica. Questo risultato puo' garantirlo solo il referendum promosso da Antonio Di Pietro e Mario Segni ( visto che la proposta radicale non ce l' ha fatta a raccogliere le firme necessarie N.d. D.) dato che nessuna  forza politica ha avanzato finora proposte che recepiscano integralmente il contenuto della iniziativa referendaria. Iniziativa che D' Alema non ha mai voluto appoggiare apertamente, e Berlusconi, in tutti questi mesi, ha osteggiato e continua ancora oggi. E cosi' ambedue i leaders rischiano di perdere la sfida piu' importante, ed ancor peggio, di venirne travolti.
 

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Redazionale
 
POLITICA  -  LINGUAGGIO  -  EDUCAZIONE
QUANDO LA POLITICA USA GERGO DA MARCIAPIEDE

La polemica politica , anche dai toni forti e coloriti , e' ammessa e comprensibile. Non e' accettabile e va condannato senza appello quando invece il dibattito viene trasferito sul piano personale con espressioni offensive che sono sintomo di poca educazione.
In merito proponiamo un breve florilegio che i lettori di quotidiani hanno potuto gia' leggere fra la fine di ottobre e la prima quindicina di novembre.

Trascriviamo in ordine cronologico di "esternazione" :

    1) " ...alcune segreterie politiche  dei partiti si stanno adoperando .....contro i referendum. Ma noi non siamo scemi, noi questi qua li sfasciamo" . ( A. Di Pietro - Italia dei valori)

    2) " Di Pietro ? Prima di parlare mi regali 100 milioni e una Mercedes. Soltanto perche' ho 70 anni non gli chiedo la garconnier " .
    " Occorrera' una legge sul conflitto di interessi che spazzi via Berlusconi dalla scena politica". (Cossiga UdR)

    3) "Povero Di Pietro , se continua cosi' nessuno gli dara' piu' retta, gli rideranno dietro" . (Cossiga UdR)

    4) "...il vice segretario del Ccd Baccini mi accusa. Ma a lui non rispondo, era noto per essere un picchiatore"
(C. Mastella UdR)

    5)"E' uno scandalo, Abbiamo lanciato monetine contro i parlamentari dell' UdR e loro...cosa hanno fatto? Se le sono prese! " (Mario Landolfi  AN)

    6)   " I parlamentari del Polo ci lanciano monetine? Sicuramente gliele avra' date Berlusconi" ( C. Mastella UdR)
   
    7) " Ho sempre querelato chi mi minaccia. Ma Cossiga non lo querelero', perche' e' una persona anziana. Non e' perseguibile penalmente perche' incapace di intendere e di volere" (Di Pietro- Italia dei valori)

    8) " Cossiga non merita rispetto perche' non ha salvato la vita di Aldo Moro. ........Ha fatto la sua fortuna politica....sulla tragica vicenda di Aldo Moro.  .....ricompensato con la Presidenza della Repubblica...."
(Niki Grauso - lista Grauso-Sgarbi)

    A sentire le cronache giornaliere si ha l' impressione che il florilegio e' destinato ad arrichirsi.


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