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Nei giorni scorsi D'Alema e Berlusconi hanno riportato al centro del dibattito politico la spinosa questione della riforma elettorale. Entrambi sembrano concordare su due punti e divergere su un terzo. Per Berlusconi in questa legislatura non ci sono le condizioni, ed ormai neanche piu' il tempo, per realizzare le riforme costituzionali, mentre si deve e si puo' affrontare al piu' presto quella del voto. Il Presidente del consiglio, invece, vorrebbe che fosse questo Parlamento , nei due anni ancora disponibili, a rivedere la Costituzione, senza , percio', limitarsi a modificare solo la legge elettorale. La posizione del leader del Polo e' dovuta, in buona misura, allo scetticismo ereditato dalla infelice esperienza della Bicamerale, ma anche alla volonta' di non dare al Governo D' Alema un argomento che possa rafforzarlo giustificandone la lunga durata. E' un fatto che , subito dopo il fallimento della Bicamerale, sia iniziata la fase discendente del Governo Prodi. Pertanto, si' alla riforma elettorale, fa sapere il Cavaliere, ma subito dopo si vada alle elezioni.
Una questione di prestigio
Il nuovo Capo di Governo , invece, vuole proprio cancellare lo smacco ricevuto con l' ingloriosa fine di quella Commissione di cui era Presidente, sulla buona riuscita della quale aveva voluto scommettere, improvvidamente, al punto di mettere in gioco perfino la sua leadership. Per D' Alema le riforme istituzionali sono quindi una questione di prestigio personale - rimediare ad un fallimento -, ma anche l' ultima occasione per continuare a partecipare da protagonista ai grandi giochi politici. La Segreteria nazionale dei Ds e' passata a Walter Veltroni, cosi' che a D'Alema rimane solo la guida di un Governo sostenuto da una maggioranza eterogenea ed instabile, il cui destino e' nelle mani di Cossiga. La riforma della Costituzione per l' ex Segretario Ds e' l' ultima opportunita' per conseguire la leadership di tutto il centro-sinistra. L' alternativa e' un dignitoso prepensionamento
Stabilita' e ribaltoni
Dicevamo che, quanto alla riforma del
voto, D' Alema e Berlusconi convengono su due punti: entrambi sostengono,
infatti, che la nuova legge dovra': garantire governi stabili
e nel contempo evitare nuovi ribaltoni. Fin qui, benissimo, non saremo
di certo noi a respingere tali propositi. Il problema e', purtroppo, che
i due leaders non vanno oltre , dal momento che c'e' anche un terzo obiettivo
da raggiungere. Deve essere chiaro, infatti, che la riforma elettorale
non e' necessaria soltanto per assicurare al Paese la stabilita' governativa,
e per mettere fine all' indecoroso fenomeno del trasformismo, ma anche
per dare inizio a quel processo, soprattutto culturale , diretto a migliorare
la qualita' della politica italiana. L 'Italia non ha bisogno di un qualsiasi
sistema maggioritario , ma dell ' <uninomimale maggioritario>,
occorre , cioe' che tutti i deputati e i senatori vengano
eletti in collegi uninominali; e' questa la garanzia da cui non si puo'
assolutamente prescindere. Qualunque altra forma sarebbe insufficiente
non solo a costruire , ma anche solo a porre le fondamenta di una "democrazia
responsabile", fondata su un rapporto diretto tra eletto ed elettori. Quel
che bisogna mettere in discussione , rivedere e ripensare e' il ruolo dei
partiti ed il loro potere, se davvero si vuole passare dalla partitocrazia
alla democrazia. Occorrerebbe una legge elettorale che provocasse la nascita
di partiti nuovi attivando un modo diverso di fare politica. Questo risultato
puo' garantirlo solo il referendum promosso da Antonio Di Pietro e Mario
Segni ( visto che la proposta radicale
non ce l' ha fatta a raccogliere le firme necessarie N.d. D.) dato
che nessuna forza politica ha avanzato finora proposte che recepiscano
integralmente il contenuto della iniziativa referendaria. Iniziativa che
D' Alema non ha mai voluto appoggiare apertamente, e Berlusconi, in tutti
questi mesi, ha osteggiato e continua ancora oggi. E cosi' ambedue i leaders
rischiano di perdere la sfida piu' importante, ed ancor peggio, di venirne
travolti.
1) " ...alcune segreterie politiche dei partiti si stanno adoperando .....contro i referendum. Ma noi non siamo scemi, noi questi qua li sfasciamo" . ( A. Di Pietro - Italia dei valori)
2) " Di Pietro ? Prima di parlare mi
regali 100 milioni e una Mercedes. Soltanto perche' ho 70 anni non gli
chiedo la garconnier " .
" Occorrera' una legge sul conflitto
di interessi che spazzi via Berlusconi dalla scena politica". (Cossiga
UdR)
3) "Povero Di Pietro , se continua cosi' nessuno gli dara' piu' retta, gli rideranno dietro" . (Cossiga UdR)
4) "...il vice segretario del Ccd Baccini
mi accusa. Ma a lui non rispondo, era noto per essere un picchiatore"
(C. Mastella UdR)
5)"E' uno scandalo, Abbiamo lanciato monetine contro i parlamentari dell' UdR e loro...cosa hanno fatto? Se le sono prese! " (Mario Landolfi AN)
6) " I parlamentari del
Polo ci lanciano monetine? Sicuramente gliele avra' date Berlusconi" (
C. Mastella UdR)
7) " Ho sempre querelato chi mi minaccia.
Ma Cossiga non lo querelero', perche' e' una persona anziana. Non e' perseguibile
penalmente perche' incapace di intendere e di volere" (Di Pietro- Italia
dei valori)
8) " Cossiga non merita rispetto perche'
non ha salvato la vita di Aldo Moro. ........Ha fatto la sua fortuna politica....sulla
tragica vicenda di Aldo Moro. .....ricompensato con la Presidenza
della Repubblica...."
(Niki Grauso - lista Grauso-Sgarbi)
A sentire le cronache giornaliere si ha l' impressione che il florilegio e' destinato ad arrichirsi.