PERIODICO TELEMATICO
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POLITICHE E CULTURALI
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ottobre
/ 1 - 1998
all'
indice
gen.
le
PROPOSTE
PER L ' AUTONOMIA
"ABOLIAMO"
LE CLASSI ?
La scuola
senza classi sembra un' idea assurda, ma è possibilissima.
Occorre , però, un particolare coraggio professionale dei Dirigenti,
degli Insegnanti e dei Genitori uniti da una fattiva unità di intenti
e di collaborazione.
Allo stato
delle cose si tratta di una sfida che può essere affrontata e vinta
usando la sperimentazione
dell' autonomia
.
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ANNI FA
Nel 1969,
lo statunitense John I. Goodlad pubblicava sul n. 1 della rivista trimestrale
dell' Unesco : Prospectives de l' éducation, un articolo
dal titolo - LA SCUOLA SENZA CLASSI NEGLI STATI UNITI
-
Nel 1970 , Il
Centro Didattico Nazionale traduceva e pubblicava l' articolo del
Goodlad sul n. 1 del Bollettino bimestrale SCUOLA DI BASE presentandolo
con questa affermazione : "
La divisione in classi....non
è che un procedimento pratico ridotto a sistema " .
Nell' aprile dello stesso anno sul n.1
del giornalino scolastico LIBERA SCELTA, scritto da docenti ed alunni del
5° Circolo didattico di Pescara pubblicammo un 'ampia sintesi di quel
testo classificandone il contenuto come uno dei doveri della scuola che
da qualche anno andavamo proponendo col nostro modesto strumento di divulgazione
nato con l' intento di far conoscere : - cronache - racconti - pensieri
- e poesie - scritti da alunni di scuola elementare seguendo le tecniche
Freinet.
Azzardammo, in merito, una similitudine.
"
Una scuola di questo tipo ( quella auspicata da Goodlad) non differisce
molto , nei concetti essenziali, dal funzionamento dell' apprendistato,
fatte salve, ovviamente, tutte le critiche e le riserve possibili sulla
sua attuale organizzazione , e sulle conseguenze socio- economiche. L'
apprendista, infatti, non viene valutato né selezionato,
non conosce bocciature e promozioni, eppure , dopo un certo
tempo, la cui durata dipende dalle sue capacità, dal suo impegno
e da come il "maestro" organizza il lavoro, impara il mestiere e si rende
autonomo. L' apprendimento si svolge, cioè, in modo naturale e progressivo
sotto la spinta dell' interesse personale. (vedi Ferriere)".
Pensando che le idee di Goodlad fossero
applicabili a partire dalla scuola elementare pubblicammo, sul giornalino
citato, un "assemblaggio" sintetico dei concetti su cui il pedagogista
americano aveva costruito il suo saggio convinti della fattibilità
della proposta.
ANNO 98
L' apprendistato non esiste praticamente più da
diversi lustri, soppiantato ( si fa per dire) dalle scuole professionali,
le quali, però, insieme a tutta la scuola superiore viene accusata
di distacco dal mondo del lavoro e quindi responsabile, anche se solo in
parte, della disoccupazione giovanile (Vedi <Il sole 24
ore> del 5 ottobre = Il caso Italia: dopo la scuola non c'è niente
). Insomma , il nostro sistema scolastico secondario, dopo avere
eliminato l' apprendistato, non riuscirebbe a dare un minimo di
capacità professionale ai giovani che lo frequentano.
Il problema, per la verità
mai risolto ma semplicemente sopito , si sta ripresentando in questi giorni
per l' intervento di parecchi docenti di scuola superiore che discutono,
via INTERNET, sulle mailig - list scolastiche.
La discussione è stata avviata
sulla opportunità di riesaminare la funzione delle classi differenziali
viste non come discriminanti ma come una struttura in cui ciascun
allievo ha la possibilità di progredire secondo le proprie
capacità; e ciò, chiaramente, per evitare che i meglio e/o
normo-dotati debbano segnare il passo per la presenza dei meno favoriti
da madre natura.
Gli interventi si sono moltiplicati
e diversificati fino ad ipotizzare , appunto , un sistema scolastico senza
classi di tipo universitario. Per esperienza professionale diversa
non ci permettiamo di entrare nel merito delle idee e delle proposte avanzate
su INTERNET ma confermiamo il nostro parere favorevole ad una scuola
senza classi cominciando dalla elementare.
Per questo riteniamo di fare cosa
utile ripubblicando l' articolo di 29 anni fa sperando che la sua attualità
possa sollecitare più di un collegio docenti ad utilizzare l' autonomia
sperimentale per una.... sperimentazione che potrebbe rivoluzionare non
solo la vecchia scuola ma anche quella nuova che si sta preparando alla
"Minerva " di Viale Trastevere.
IL PROBLEMA
"" La
scuola senza classi negli Stati Uniti non è una fantasia. Essa figura
regolarmente fra le innovazioni che si vogliono apportare all' insegnamento
primario e secondario.
"" Nelle
scuole che hanno (già) adottato questo sistema non si parla più
di <prima> o di <quinta>. Queste etichette sono abolite. Non si tratta
più di passare nella classe superiore, o di ripetere la classe,
perché le classi non esistono più. Gli alunni progrediscono
con rapidità differente, e ciascuno in maniera diversa secondo le
materie. Nelle forme più evolute del sistema...esiste per ciascun
bambino un programma individualizzato al punto da potersi considerare come
fatto su misura.
""
I partigiani della scuola a più classi muovono dal principio che
è possibile determinare in anticipo, con sufficiente esattezza,
la quantità di conoscenze che è opportuno acquisire
in alcuni anni di scolarità; che tale quantità può
essere divisa in parti più o meno uguali fra diverse classi; e che
i fanciulli della stessa età possono avanzare , e avanzare come
gruppo, con lo stesso ritmo da una classe all' altra.
""
Ma alcuni educatori constatarono ben presto che i fanciulli sono lontani
dall' avere una uguale attitudine ad assimilare lo stesso insieme di conoscenze
in date materie.
"" Da
ciò consegue un fatto importante: l' età e la classe sono
l' una e l' altra dei cattivi criteri per determinare ciò che un
fanciullo può e deve apprendere.
"" Le
ricerche effettuate avevano rivelato che la possibilità di ripetere
una classe , o di saltarla, non risolveva praticamente gran che. Il ripetere
la classe non rimediava in nulla alle difficoltà di apprendimento
dei fanciulli più lenti, perché essi rimanevano tali, perdevano
coraggio e si applicavano sempre meno.
""
Esiste la prova che la divisione in classi è una finzione, senza
dubbio comoda, ma una finzione. Una classe di quinta comprende in effetti
alunni che sono, secondo i casi, al livello della seconda, della terza,
della quarta, della quinta, o anche a un livello più alto in certe
materie. Presentare una tale classe come <quinta> non è soltanto
falso, ma anche ingiusto verso gli alunni.
L' IDEALE
"" La scuola
senza classi è fondata su principi notevolmente diversi da quelli
che sono alla base
dell' insegnamento per classi.
"" Un primo gruppo
di principi si collega alle differenze individuali fra gli alunni:
fanciulli della stessa età che non hanno le
stese disposizioni allo studio; fanciulli che comprendono in modo approfondito
, o superficiale, quello che studiano; fanciulli che ottengono buoni risultati
in una data materia e meno buoni in certe altre.
"" Un secondo
gruppo di principi riguarda il sapere. Il sapere, essendo opera umana,
è soggetto ad evolversi, non è mai fisso ed immutabile. E'
strutturato e cumulativo , e non semplicemente un insieme disparato di
conclusioni.
"" Un terzo gruppo
di principi si riferisce al processo dell' apprendimento. Tale processo
è diverso per ciascun individuo. Ognuno apprende meglio le cose
che lo interessano di più. L' interesse deriva dall' esperienza
personale e non soltanto dal contesto nel quale il maestro presenta le
notazioni da apprendere.
"" Gli ultimi
principi infine riguardano la natura umana: l' individuo si sviluppa meglio
in un 'atmosfera di confidenza, allorché si sente aiutato e sa che
i suoi insuccessi sono riparabili e passeggeri piuttosto che colpevoli
e irrimediabili.
"" In sostanza
il sistema della scuola senza classi consiste nello stabilire una varietà
di norme di apprendimento in rapporto alle numerose differenze esistenti
tra gli alunni di uno stesso gruppo.
"" Alla fine
dell'anno non si tratta più di passaggio alla classe superiore,
di riuscita o di insuccesso. Ci si accontenta di stabilire la diagnosi
dei progressi di ciascun fanciullo , di valutare i suoi punti deboli e
di indicare le cose da studiare specialmente l' anno seguente. Così
la scuola senza classi dispensa un insegnamento su misura e non un insegnamento
fatto in serie.
"" Si tratta
evidentemente di un ideale il cui raggiungimento dipende dall' attitudine
del maestro ad adattarsi a un sistema che rifiuta di applicare una norma
unica all' insieme degli alunni.
"" Quelli di
noi che aderiscono alla dottrina dell' insegnamento senza classi non mirano
soltanto a migliorare le pratiche tradizionali, ma vogliono sostituirle.
La scuola senza classi non è una forma perfezionata della scuola
divisa in classi, ma una una scuola nuova nella quale tutto è diverso:
gli obiettivi dell' apprendimento, il contenuto dell' insegnamento, i rapporti
fra gli alunni e maestri, le norme della valutazione degli alunni.
LE DIFFICOLTA'
"" Tuttavia
è estremamente difficile a un maestro isolato di rispettare e favorire
l 'individualità dei suoi alunni quando la scuola tutta quanta è
divisa in classi e i suoi colleghi dispensano un insegnamento a compartimenti...
Perché il sistema senza classi possa stabilirsi è necessario
che almeno un piccolo nucleo di insegnanti - e possibilmente il direttore
della scuola - siano insoddisfatti della rigidità del sistema delle
classi e propensi alle innovazioni.
""
La scuola senza classi non è un genere di novità che possa
suscitar adesioni massicce, ed è più facile discuterne che
realizzarla. La sua potenza liberatrice è legata al fatto che esige
uno sforzo collettivo... Ed occorre proprio questo per permettere alla
scuola di sfuggire alla sclerosi e all' invecchiamento.
"" Uno
dei maggiori ostacoli all' introduzione dell' insegnamento senza classi
( e, d' altra parte, di ogni innovazione pedagogica) è la paura
dei cambiamenti. Spesso gli educatori ed i genitori , pur desiderando la
soppressione delle classi, vogliono che la scuola rimanga come essi l'
hanno conosciuta. Ma questo non è possibile. Una scuola senza classi
è una scuola di tipo diverso e non una versione ritoccata di quella
antica.
"" La
scuola senza classi non è una istituzione statica. Quando gli insegnanti
avranno ben capito che le scuole non sono altro, dopotutto, che il risultato
di decisioni prese un giorno da uomini e donne, e che tali decisioni possono
essere rivedute e mutate, la loro immaginazione potrà sbrigliarsi
come si vuole.
COSA FARE
"" La
questione che si pone agli insegnanti è la seguente: come e da dove
cominciare ?
""
La prima cosa da fare consisterà nel ben comprendere i principi
di base della scuola senza classi e le nozioni che ad essi si riferiscono.
Genitori ed insegnanti costituiranno insieme un gruppo di studio per esaminare
la natura delle differenze individuali degli alunni, il grado di compatibilità
di tali differenze con la struttura per classi dell' organizzazione scolastica,
gli effetti del non passaggio nella classe superiore nelle scuole ordinarie,
e la soluzione di ricambio offerta dalla scuola senza classi. Il gruppo
dovrà ben documentarsi , discutere le relazioni pubblicate
in questo campo e soprattutto esaminare i fatti.
""
Si tratta di intraprendere ciò che deve diventare un lavoro di ricerca
permanente . E' essenziale ricordare che il sistema di insegnamento senza
classi non è qualche cosa di definitivo che si impara una volta
per tutte. Esso fa parte di una certo modo di affrontare il problema dell'
educazione, per il quale, con l' aiuto della ricerca metodologica , non
cessano di rivelarsi idee nuove e mezzi nuovi per la loro applicazione.
""
Noi constatiamo sempre più chiaramente che l' insegnamento in "équipe"
è un mezzo eccellente per giungere alla soppressione delle classi.
L' insegnamento in "équipe" è un metodo interessante, ma
il suo studio dettagliato richiederebbe un altro articolo. Si tratta di
piccoli gruppi di insegnanti (due o più ) che decidono di riunire
i loro alunni almeno durante una parte della giornata, e impartiscono ad
essi un insegnamento in collaborazione, ciò che va molto al di là
di un semplice scambio di classi per una o più materie. (1)
"" L'
insegnante facendo del suo meglio per dimenticare che ha davanti
a se alunni di età diversa, si sforza di vedere soltanto fanciulli
con una propria individualità. Occorre che ciascun fanciullo lavori
al livello che gli è proprio. I libri e il materiale di insegnamento
sono messi a disposizione di tutti, qualunque sia la classe per la quale
sono stati creati.
"" Non
è necessario che gli insegnanti di una scuola superino contemporaneamente
questa tappa importante. E' augurabile invece che tutti partecipino alle
discussioni sulla esperienza che stanno facendo. Non ci si deve aspettare
da questi pionieri che abbiano trovato una risposta a tutti i problemi,
o che arrivino rapidamente al successo. E' importante invece che perseverino
nel loro sforzo almeno per un anno, rivedendo i loro piani alla luce della
esperienza, senza darsi per vinti alle prime difficoltà. L' insegnamento
senza classi non è un' impresa facile, perché risolve
dei problemi e ne crea degli altri. Tuttavia, fra quelli che si sforzano
di applicarlo,
sono pochi coloro che desiderano
di tornare al sistema della classi. ""
-----------------------------------
(1)
L' organizzazione modulare in atto nella nostra scuola elementare
(tre docenti su due classi o quattro su tre) poggia, invece, proprio
sulla struttura di classi fisse con la rotazione di insegnanti , senza
la possibilità di riunire gli alunni neanche nel caso di assenza
di un maestro.
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