I N T E R V E N T I
 
PERIODICO TELEMATICO  DI  INFORMAZIONE E PROPOSTE
POLITICHE E CULTURALI
(In  aggiornamento continuo)

©
E’ consentita la riproduzione dei testi ,  sulla stampa parlata e scritta, citando la fonte ; I responsabili delle liste e dei gruppi di discussione su INTERNET sono autorizzati a copiare e ridistribuire tutta la pubblicazione o solo le parti che interessano.


LUG / AGO  98   
 
 

LA 

COSTITUZIONE DELLA (prima) REPUBBLICA ITALIANA

SPIEGATA AD ALUNNI DI SCUOLA ELEMENTARE E DA QUESTI COMMENTATA E RISCRITTA ARTICOLO
PER ARTICOLO - I TESTI SONO RIPORTATI SENZA MODIFICHE E CORREZIONI.
SCUOLA ELEMENTARE  DI TORRE DE PASSERI (PE) - CLASSI 4^ E 5^ - ANNI 1989 / 1991 -
INS.TE  SIG.RA GABRIELLA SANCRICCA
 
 


Con questa iniziativa riteniamo di fare cosa piacevole a tutti, per la spontanea schiettezza con cui i ragazzi sono riusciti a trattare un testo di fronte al quale ogni italiano dovrebbe mostrare rispetto e riverenza, ma ancor più pensiamo di ottenere il gradimento  delle scuole e dei docenti di ogni ordine e grado che "navigano" nel mare magnum della rete telematica di INTERNET alla ricerca di idee per la loro attività didattica, educativa e formativa.
Due pensieri , distanti per contenuto ma collegati fra loro dalla nostra "CARTA", ci vengono spontanei:
- Il primo per gli italiani nel mondo ai quali vogliamo avvicinare  virtualmente la Patria;
- Il secondo per la Commissione bicamerale e per i nostri Parlamentari  che in questi giorni stanno affrontando la riforma costituzionale con molto poco decoro e rispetto sia per la Legge fondamentale dello Stato che per i cittadini.
(N.S.)

 
ALL' INDICE GEN.LE
 
 
sommario
( con  "navigazione" interna)
 
 
Presentazione

Principi fondamentali =    Art. 1  - Art. 2  - Art . 3  - Art.  4 Art. 5  - Art.6              
                                                                       Art. 7  - Art.  8  - Art. 9  - Art.10  - Art. 11  - Art. 12 .
 

PARTE  I^  = Diritti e doveri dei cittadini

Rapporti civili =   Art.13  - Art. 14  - Art. 15  - Art. 16  - Art. 17  -  Art. 18  -  Art. 19
                                Art. 20  - Art. 21  - Art. 22  -  Art. 23  - Art. 24  - Art. 25  - Art. 26
                                Art. 27  - Art. 28 .

Rapporti etico - sociali =  Art. 29  -  Art. 30  -  Art. 31  -  Art. 32 Art. 33  - Art. 34   

Rapporti economici  =  Art. 35  -  Art. 36  -  Art. 37  -  Art. 38  -  Art. 39  -  Art. 40  -
                                           Art. 41  -  Art. 42  -  Art. 43 Art. 44  -  Art. 45  -  Art. 46  -  Art. 47 ;
 
Rapporti politici =  Art. 48 Art. 49 Art. 50  -  Art. 51  -  -Art. 52  -  Art. 53  -  Art. 54 ;
 

La riforma della Commissione bicamerale
 

PARTE  II^ = Ordinamento della Repubblica

Il Parlamento   -   Sez. I : Le Camere =  Art. 55  - Art. 56  - Art. 57  -  Art. 58  -  Art. 59 Art. 60 
                                                                   -  Art. 61  - Art. 62  - Art. 63  -  Art. 64  -  Art. 65  - Art.  66
                                                                   -  Art. 67  - Art. 68  -  Art. 69 ;
                                Sez. II : La formazione delle leggi =  Art.70  - Art.71  - Art.72  - Art.73  -Art.74
                                                                   -  Art. 75  Art. 76 Art. 77 Art. 78 Art. 79  - Art.80
                                                                   -  Art. 81 Art. 82 ;

Il Presidente della Repubblica =   Art. 83  -  Art. 84  -  Art. 85 Art. 86 Art. 87 Art. 88
                                                           -  Art. 89 Art. 90 Art. 91 ;

Il Governo  -   Sez. I : Il Consiglio dei Ministri =  Art. 92 Art. 93 Art. 94 Art. 95  -  Art. 96;
                          Sez. II : La pubblica Amministrazione =  Art. 97 Art. 98 :
                          Sez. III : Gli Organi ausiliari =  Art. 99 Art. 100 ;

La Magistratura  -   Sez. I : Ordinamento giurisdizionale =  Art.101  - Art.102  - Art.103 -Art.104
                                                          Art. 105  -  Art. 106  -  Art. 107  -  Art. 108  -  Art. 109 -Art.110;

                                    Sez. II : Norme sulla giurisdizione =  Art. 111  -  Art. 112  -  Art. 113 ;

Le Regioni, le Province, i Comuni =   Art. 114  -  Art. 115  -  Art.  116  -  Art. 117  -  Art. 118
                                               -  Art. 119  -  Art. 120  -  Art. 121  -  Art. 122   -  Art. 123  -  Art. 124
                                               -  Art. 125  -  Art. 126  -  Art. 127  -  Art. 128   -  Art. 129  -  Art. 130
                                               -  Art. 131  -  Art. 132  -  Art. 133 ;

Garanzie costituzionali -   Sez. I : La Corte Costituzionale =   Art. 134  -  Art. 135  -  Art. 136
                                                                                                             Art. 137 ;
                                                 Sez. II : Revisione della Costituzione. Leggi cost. li  = Artt:138-139.



 
PRESENTAZIONE
 
L' interpretazione ed il  commento  scritti dagli alunni , inseriti fra due segmenti tratteggiati, seguono , articolo per articolo, il testo ufficiale della "Carta repubblicana " scritto con  carattere diverso e più ampio.
Appare evidente la "genuinità" del testo dal confronto di stile , di sintassi, di proprietà del linguaggio che non tutti gli alunni avevano aqcuisito. D' altra parte, però, la rigorosa trascrizione  evidenzia pure il grado di comprensione  che gli alunni avevano raggiunto dopo il lavoro in classe prima della scelta del testo che si presentava come più appropriato a quello ufficiale. 
Il lavoro è nato dalla riflessione sul che cosa e come presentare gli "studi sociali" previsti dai nuovi programmi del 1985.  Ci è parso subito naturale associare questi " studi" al fine assegnato alla scuola elementare col primo comma della premessa ai programmi didattici del 1985 :  " la formazione dell' uomo e del cittadino nel quadro dei principi affermati dalla Costituzione della Repubblica" , ribadito dall' art. 1 della Legge 148/90.
Per trasferire in pratica questa associazione culturale, al fine di contribuire a promuovere nei futuri cittadini la partecipazione cosciente alla vita socio-politico - economica della nazione , abbiamo creduto semplice e funzionale procedere ad una lettura e riscrittura semplificata della Carta costituzionale articolando il lavoro in due tempi:
1) Conoscenza del testo costituzionale; 2) Rielaborazione dei contenuti, articolo per articolo, in forma comprensibile ed adeguata alle capacità proprie degli alunni di classe 4^ e 5^ elementare.
Il lavoro didattico si è svolto  utilizzando lo schema che segue:
- L' ins.te legge  il testo ( un articolo alla volta) e ne spiega il contenuto, sia in senso letterale che concettuale, fermando l' attenzione sui termini e le espressioni poco note e collegando  il tutto alle possibili esperienze di vita degli alunni;
-  Gli alunni assumono il compito individuale di rielaborare a casa il testo dell' articolo letto a scuola sulla base delle singole esperienze soggettive;
- Lettura in aula, ad alta voce, di tutte le rielaborazioni;
- Scelta collegiale delle espressioni  che risultano più chiare e comprensibili;
- Eventuale "collage" dei testi scelti  per ricomporre un testo unico;
- Copiatura , a fronte dell' originale, da parte degli autori, dei testi rielaborati.
Trattasi di un lavoro didattico semplice e produttivo che ciascun docente può attivare  nel modo più confacente alle proprie caratteristiche professionali .
                                                                                                            Gabriella Sancricca
 



 
IL TESTO DELLA "CARTA"
 
 

PARTE   I^

 
PRINCIPI FONDAMENTALI
 
Articolo 1

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
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L' Italia è una Repubblica: significa che l' Italia non è una nazione che ha il Re ma il Presidente.
Democratica  significa che il popolo sceglie i suoi rappresentanti. Fondata sul lavoro  significa che l' Italia deve avere dei lavoratori e non persone disoccupate. Quindi significa che l 'Italia ha un Presidente, sceglie i suoi rappresentanti e tutti devono lavorare.
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Articolo 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
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I cittadini italiani hanno diritti e doveri sia quando sono soli che quando sono con gli altri che rispettano la sua personalità; i doveri sono pretesi da lui perchè deve rispettare gli altri.
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Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rinnovare gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
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Tutti i cittadini hanno pari dignità, vuol dire che ogni cittadino italiano, non importa se bianco, nero, uomo o domma, può esprimere la propria opinione davanti alla Repubblica e alle leggi.
TRutti devono vivere con decoro e se qualcuno non ha soldi per studiare o per vivere, lo Stato gli da la borsa di studio fino all' università o l'assistenza.
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Articolo 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
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L' articolo 4 della Costituzione dice che ogni cittadino ha il diritto di avere un lavoro onesto, e se, per esempio, non lo riesce a trovare, lo Stato lo aiuta a trovarlo. Dopo che l' ha trovato, il cittadino ha il dovere di svolgerlo bene , perchè se non lo fa bene, la catena delle leggi della Costituzione si rompe e così l' Italia non fa progressi.
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Articolo 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
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L' Italia è una Repubblica tutta unita con un solo Presidente , un solo Ministro della Pubblica Istruzione, un solo Ministro della Sanità, e così via. Queste persone, però, non possono interessarsi di quello che avviene nelle migliaia di Comuni che si trovano in Italia ( oltre 8000).
Allora in ogni Comune si elegge un Sindaco e si nominano gli Assessori che fanno per il paese.
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Articolo 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
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La Repubblica protegge con leggi particolari i piccoli gruppi di persone italiane che parlano lingue diverse.
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Articolo 7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
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Lo Stato italiano e la Chiesa cattolica hanno le proprie leggi e la propria indipendenza. Sono legati tra di loro dai Patti Lateranensi.
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Articolo 8

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
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L' Italia accetta tutte le religioni, ma le leggi di quelle religioni non devono essere in contrasto con le leggi della Repubblica italiana. Queste religioni  hanno dei rapporti e dei patti.
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Articolo 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
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La Repubblica fa in tutti i modi che la cultura, la ricerca scientifica e tecnica vadano sempre avanti. La Repubblica protegge il paesaggio, i monumenti, le statue e i quadri.
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Articolo 10

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici.
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Quando uno straniero viene in Italia siamo obbligati a rispettare alcune leggi internazioali che insieme con altri popoli abbiamo stabilito. Se uno straniero di buon cuore viene in Italia per rifugiarsi perchè è nei guai noi siamo obligati ad ospitarlo e se lo Stato a cui appartiene lo rivuole non glielo diamo indietro, ma se invece è uno straniero che ha commesso molte ingiustizie allo ra siamo obbligati a cacciarlo subito e a ridarlo allo Stato a cui appartiene.
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Articolo 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
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L' Italia non accetta la guerra ma partecipa alle iniziative per la pace mandando dei soldi.
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Articolo 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.
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(segue disegno della bandiera)
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AL SOMMARIO

DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI
 
 Titolo I
Rapporti civili
 
Articolo 13

La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.
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Nessuno mi può perquisire o arrestare a meno che non abbia un mandato di perquisizione o di cattura. Se un carabiniere vede un uomo che ammazza una persona deve prenderlo subito per due giorni; intanto deve dare la notizia al giudice ed egli deve rimandare un mandato di cattura enrro le 48 ore perchè sennò il prigioniero esce. Chi sta dentro il carcere non deve essere trattato male.
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Articolo 14

Il domicilio è inviolabile.
Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.
Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.
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Nessuno mi può perquisire la casa ; però se un medico sospetta che in quella casa c'è un malato che ha una malattia contagiosa ci sono delle leggi che possono far entrare il medico e perquisire la casa.
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Articolo 15

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.
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Nessuno può aprire le tue lettere e ascoltare le telefonate e nemmeno tu puoi aprire le lettere e ascoltare fatti di altri. Ma i polizziotti possono , con un mandato del giudice, se hanno dei sospetti su di te.
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Articolo 16

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.
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Ogfni cittadino italiano è libero di girare per tutta l' italia senza passaporto. Un cittadino delle volte è obbligato a non andare in un luogo se c'è una malattia o un pericolo. Un ragazzo per  andare fuori dalla nazione deve fare il passaporto se non ha fatto il militare.
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Articolo 17

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.
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Ogni cittadino è libero di riunirsi con altri dove vuole, anche dentro le stanze, ma se si deve fare qualcosa fuori bisogna avvertire le autorità; come, ad esempio, se si deve svolgere una procesione il prete avverte il maresciallo perchè deve proteggere la gente, perchè qualche volta esce qualche matto che può menare alla gente. Invece se si deve fare una processione e il prete avverte il maresciallo , se c'è un pericolo il maresciallo lo rimanda a qualche altro giorno perchè se succede un guaio è lui che entrerà di corsa in prigione senza più uscire.
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Articolo 18

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.
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I cittadini poossono associarsi ad un club senza dirlo al sindaco o alle autorità, però se il cittadino si associa ad un club segreto o con le armi , allora non lo può fare.
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Articolo 19

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.
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Ogni cittadino può manifestare la propria religione siia da solo che in gruppo, purchè non sia scandaloso.
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Articolo 20

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità, giuridica e ogni forma di attività.
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Se io sono di una religione diversa dalla cattolica, le autorità non possono farmi leggi scomode diverse da quelle dei cristiani ( ad esempio:  un signore essendo maomettano deve pagare il doppio delle tasse che paghiamo noi) , questa cosa non si può fare così come non si può impedire a chi è di una religione diversa di andare al cinema, al mare ed altro.
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Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
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Tutti possono pubblicare i propri pensieri nei giornali, basta che non siano provocanti di delitti; perchè ci sono leggi speciali che possono far sequestrare tutto dai Carabinieri. E' vietato anche poubblicare foto scandalose perchè se le autorità se ne accorgessero sequestrano tutto, però devono mandare un mandato di sequestro ad un giudice ed egli lo deve rimandare firmato entro le ventiquattro ore perchè senno i Carabinieri devono riportare il giornale nelle edicole e farle comprare alla gente.
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Articolo 22

Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.
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Se un cittadino italiano è missino nessuno lo può cacciare dall' Italia. Se il Presidente della Repubblica è socialista lui non può dire al cittadino che è missino, di diventare socialista. Se per esempio un uomo cittadino italiano è del partito comunista e un altro uomo è socialista questo non deve proibire al comunista di essere cittadino italiano , di cambiargli il nome.
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Articolo 23

Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.
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Nessuno mi può dire che invece di studiare durante le ore scolastiche devo occupare il posto del bidello perchè contrasta con la legge, oppure, perchè una persona come un Ministro ha fatto un piacere alla mia famiglia gli dobbiamo una certa somma di soldi.
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Articolo 24

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
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Se una persona viene accusata ha diritto di avere il proprio avvocato ma se non ha i soldi per pagarlo allora provvede il giudice a dargli un avvocato d' ufficio e se poi l' accusa era sbagliata ed è stato per lungo tempo in carcere il giudice è responsabile.
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Articolo 25

Nessuno può essere distolto dal giudizio naturale precostituito per legge.
Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.
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Nessuno può scegliersi un giudice per la sua causa ma si deve accontentare del giudice disponibile. Se io faccio un reato il giorno prima che si forma un 'altra legge devo essere condannato per la legge del giorno prima. Nessuno può metterti in prigione se ha solo dei dubbi su di te ma deve avere delle prove ben sicure.
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Articolo 26

L'estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali. Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici.
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In tutti gli Stati del mondo ci sono le leggi, però in tutte le nazioni d' Europa ci sono le leggi uguali che hanno lo stesso significato, questa è la convenzione, è una legge convenzionale e che se uno scappa dall' Italia per motivi politici e va in un ' altra nazione dell' Europa , se dopo l' Italia lo rivuole, la nazione  dell' Europa non lo può ridare, questa è una delle leggi uguali in tutta l' Europa; in altre nazioni però se ha commesso un reato si ridà indietro.
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Articolo 27

La responsabilità penale è personale. L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.
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Ognuno è responsabile di se stesso per il reato che ha commesso anche quel reato gliel' ha detto di farlo un ' altra persona. Però, quando queste persone sono in carcere non devono essere trattati male dai secondini. In quanto la persona condannata deve essere rieducata. Non è ammessa la pena di morte per i civili, è ammessa per i militari in guerra.
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Articolo 28

I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.
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Se per esempio un ferroviere guida male il treno e si schianta il treno e muoiono quattro persone il ferroviere deve scontare gli anni di prigione per omicidio colposo, deve pagare i danni fatti altreno e quello che ha fatto va scritto sui suoi documenti o fedina penale e viene subito licenziato. Inoltre lo Stato deve pagare una certa somma di soldi alla famiglia dei morti.
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AL SOMMARIO                                                                                                                                           ALL' INDICE   GEN.LE 


 Titolo II
Rapporti etico-sociali

Articolo 29

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.
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Quando due persone si sposano  e fanno una famiglia, tra i coniugi c'è l' eguaglianza nell' ambiente familiare e nella vita.
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Articolo 30

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.
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I genitori devono e possono istruire ed educare i loro figli anche anche se nati fuori del matrimoniio cioè che il padre è lo stesso ma la madre no perchè sono due. Se i genitori non istruiscono bene i loro figli e li trwattano male allora la legge li può togliere da quella famiglia e metterli in istituti o può anche affidarli ad un 'altra famiglia. La legge provvede anche a vedere se quei figli nati fuori dal matrimonio sono veramente del padre facendo loro delle analisi, però il negativo è certo, ma si può dire in casi contrari , che può essere non che è. I genitori devono trattare il figlio nato fuori del matrimonio come un figlio legittimo.
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Articolo 31

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
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LaRepubblica aiuta tutte le famiglie, sia con misure economiche che con il lavoro, ma un po' di più aiuta quelle famiglie che sono numerose e più bisognose che vengono aiutate in tutti i modi. Aiuta anche i bambini che le mamme hanno un lavoro, costruendo asili-nidi, o scuole materne per i più grandi. Ci sono dei collegi per quei ragazzi che hanno i genitori separati o che sono stati abbandonati e gli da la possibilità di studiare.
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Articolo 32

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
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La Repubblica protegge la salute del cittadino italiano e offre a tutti gratuitamente le visite mediche. Nessuno può essere costretto a fare delle cure mediche solo se si tratta di malattie contagiose e rischiose, allora la Repubblica può emanare una legge per motivi di salute della popolazione italiana.
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Articolo 33

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

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La Repubblica dice che nelle scuole sipossono imparare arti e scienza; le insegnanti sono libere di insegnare qualsiasi cosa importante che non insegna cose scandalose. Ogni cittadino è libero di aprire un istituto per conto suo, bello con tante attrezzature, l' importante è che quando il bambino ha finito quella scuola, faccia un esame e che il maestro insegni bene. L' insegnamento deve essere uguale a quella scuola statale.
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Articolo 34

La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

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La scuola è aperta a tutti; tutti i bambini, poveri e ricchi devono andare a scuola e devono fare per forza gli otto anni, cioè la scuola elementare e la scuola media, però se ad un ragazzo piace studiare ed è bravo a scuola ed è ricco può continuare la scuola senza che lo Stato lo aiuti; mentre se un ragazzo è bravo a scuola e vuole continuare ma non può perchè è povero, allora lo Stato gli da la possibilità di continuare a studiare, dandogli una borsa di studio.
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AL SOMMARIO                                                                                                        ALL' INDICE GEN.LE


 Titolo III
 
Rapporti economici
Articolo 35

La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.
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Lo  Stato aiuta i lavoratori dando loro dei lavori e delle scuole professionali dove si impara il proprio mestiere .
La Repubblica permette di andare a lavorare all' estero a chiunque, e quelli dell' estero hanno il dovere di proteggere gli italiani che lavorano in altre nazioni.
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Articolo 36

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
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Il lavoratore deve avere la paga proporzionata al lavoro che fa. Però chi fa un lavoro leggero ed ha una famiglia non può prendere un pagamento scarso ma adeguato.
Le ore dellavoro sono stabilite dalla legge ; ogni lavoratore deve avere un giorno di riposo ogni settimana e un èperiodo di ferie durante l' anno.
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Articolo 37

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.
Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.
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Le donne lavoratrici hanno gli stessi diritti dell' uomo lavoratore. Se una donna lavoratrice è in stato interessante può ritirarsi dal lavoro due mesi prima che nasce il bambino e tre mesi dopo che è nato , per stare con lui ; inoltre ha in un anno delle ore di permesso per allattare il bambino.
La Repubblica protegge il lavoro dei minori dai 14 anni ai 18, cioè non fa fare al ragazzo che ha appena finito la scuola pesanti,pericolosi e rischiosi. Inoltre dice che al piccolo lavoratore gli si deve dare la stessa somma di denaro che ha un adulto che fa lo stesso suo lavoro.
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Articolo 38

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità, e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L'assistenza privata è libera.
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Ogni persona che non può lavorare e non ha più denaro per vivere ha il diritto di avere i soldi dallo Stato . Quei lavoratori che sono stati colpiti da infortunio oppure da malattia e non hanno modo di lavorare per motivi validi sono assicurati e prendono una pensione. Peer questo tipo di assistenza ci sono degli istituti che si occupano proprio di loro (I.N.P.S.) .
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Articolo 39

L'organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
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Le categorie di lavoratori hanno il diritto di eleggere i loro rappresentanti che tutti insieme formano i sindacalisti. Questi tutti insieme vanno dal Ministro per scrivere il contratto. Nessuno può dire che quello che si è deciso nel contratto a lui non va bene; anche se non esistono i "cobas" cioè comitati di base che provocano tutti gli scioperi, e ogni cosa che gli dici di avere deciso con il Ministro a loro non va bene.
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Articolo 40

Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano
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Nessuno può organizzare uno sciopero solo perchè glielo dice la sua testa, ma deve essere organizzato dai sindacalisti; anche se i Cobas non se ne interesasano e fanno fare degli scioperi. L' art. 40 fin dai tempi che è stata scritta la costituzione non è stato ancora completato, infatti non ci sono le leggi che regolano lo sciopero. Se uno fa sciopero lungamente solo perchè glielo dice la sua testa, il suo padrone lo potrebbe anche licenziare.
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Articolo 41

L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
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Ogni cittadino può essere dipendente dello Stato cioè pagato dallo Stato, se non vuole essere dipendente dello Stato ma vule aprirsi un negozio con le proprie soddisfazioni di attività, può anche farlo. Basta che non apra un alimentare con cibo poco sicuro e poco controllato o altre attività pericolose per l' altra gente.
La legge stabilisce i documenti e dice come bisogna svolgere il negozio. Queste persone hanno quindi dei negozi privati cioè che non dipendono dallo Stato e non sono pagati dallo Stato.
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Articolo 42

La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriate per motivi d'interesse generale. La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.
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Una cosa è sempre di qualcuno o dello Stato  o di un tizio. Se un tizio ha un pezzo di terra con cavoli, pomodori e altri cibi, e allo Stato gli serve, lo Stato se la può prendere e poi gliela paga. Se una persona muore e lascia l' eredità non può lasciarla ad un solo figlio ma la deve dare a tuti i suoi figli e anche al marito se non è morto, e dare gran pate dell' eredità anche allo Stato.
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Articolo 43

A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
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Se lo Stato si accorge che c'è un 'attività che si potrebbe ingrandire la prende ed assume degli operai che poi la fanno diventare una industria, e si produce tabacco o si fa nascere l' elettricità. L' Enel , cioè l' ente nazionale energia elettrica, è una di quelle indusatrie che è stata presa dallo Stato per ingrandirla perchè prima era la S.M.E cioè Società Meridionale Elettricità, guidata da un gruppo di proprietari. Questo tipo di organizzazione si chiama nazionalizzazione.
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Articolo 44

Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.
La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.
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Se una persona ha un terreno molto esteso e vuole prendere un piccolo pezzo di terra che però è di un altro proprietario per costruirci cose utili solo a lui, lo Stato può interferire aiutando il proprietario del piccolo terreno facendogli pagare di meno le tasse e mandando i soldi per comperare concimi ed altre cose utili al contadino e alle altre persone perchè le verdure sono molto utili alla nostra crescita. Inoltre aiuta anche quelle persone che stanno in montagna e in campagna, e se per esempio si trovano male ma hanno e producono cose utili a loro e a noi, lo Stato li fa rimanere dando loro un po' di soldi in più.
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Articolo 45

La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato.
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In Italia ci sono delle cooperative di ragazzi che hanno vari lavori ; a Torre de Passeri, ad esempio c'è un gruppo di giovani che vanno ad aiutare i vecchietti , gli puliscono la loro casa, fanno loro compagnia, li curano e tante altre cose; però, quando un componente di questa cooperativa ci va non si deve prendere i soldi dal vecchietto ma è lo Stato che lo paga. La legge aiuta gli artigiani cioè persone che fanno una cosa e poi la rivendono.
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Articolo 46

Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.
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Se un operaio di una qualsiasi industria o fabbrica in cui lavora vuole diventare il proprietario di una azione lo può fare.
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Articolo 47

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.
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Se una persona ha risparmiato qualcosa, se quei soldi li porta in banca , la banca li può prestare ad altra persona che ne ha bisogno, però questa persona li deve riportare in banca con qualcosa in più, così questi soldi la banca li può ridare in caso di necessità a quello che li ha portati. Nel caso che non si riportano i soldi esiste una garanzia che fa sì che la persona ripaghi con qualcosa  la somma di soldi ricevuta.
Se una persona invece di portarli in banca li da allo Stato , questa è una cosa più utile ancora perchè lo Stato con quei soldi ci fa cose utili. Se, però, tu oggi hai prestato i soldi, domani non li puoi riprendere ma lo puoi fare fra qualche anno o più. Inoltre lo Stato a chi ha risparmiato glieli ridà con un buon interesse ed aiuta chi vuol comprare la prima casa, un pezzetto di tereno o azioni di grandi imprese.
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Titolo IV
Rapporti politici
 

Articolo 48

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
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Possono votare  tuti i cittadini sia uomini che donne che sono magiorenni. Ora l' età maggiore è di 18 anni. Io non pposso votare al posto di un' altra persona ma per mestesso, il voto è uguale cioè che se ad esempio Agnelli vota per uno e un 'altra persona vota per l' altra allora il voto di Agnelli non è più importante di quell' altro ; si può votare per chi si vuoe  e non per quello che ti suggerisce un ' altra persona; il voto è segreto cioè che se non vuoi dirlo non lo dici mentre se lo vuoi dire lo dici ma non si è costretti a dirlo. Se unapersona è un' assassina ed è già stata condannata definitivamente o è una persona che è cieca o che non riesce a scrivere allora non possono votare. Però a quelle persone malate c'è una possibilità di votare accompagnati da una persona che l' aiuta a scelta da un invlido, può anche entrare in cabina ma deve confermare che non costringe quwella persona a votare chi dice lei.
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Articolo 49

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
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Tutti i cittadini possono liberamente entrare in un partito che poi sceglie i loro rqappresentanti per guidare la nazione.
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Articolo 50

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.
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Ogni cittadino può chiedere una cosa ai deputati e ai senatori per necessità e quelli hanno l' obbligo di parlarne e di rispondere.
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Articolo 51

Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.
La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
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Ogni cittadino maschio o femmina, può lavorare in uffici pubblici: scuole, poste e altro e può diventare Presidente della Repubblica, rappresentante di qualcosa, ma questa persona non deve avere macchiata la fedina penale cioè non deve essere un assassino.La legge dice inoltre, che le persone che non sono italiane, che non appartengono alla Repubblica italiana, possono lavorare in questi uffici. Chi ha più di un impegno ad esempio èun maestro, ma si è messo nella lista comunale, provinciale e regionale e l' hanno eletto sindaco, allora lo Stato permette al cittadino di lasciare per un detrminato periodo il lavoro di maestro.
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Articolo 52

La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.
L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.
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Ogni cittadino ha il dovere di difendere la Patria. Deve per forza prestare il servizio militare secondo le leggi che dice lo Stato. Se ad esempio un ragazzo lavora e lo chiamano a prestare il servizio militare, l' azienda presso la quale lavora non lo paga per quell' anno ma gli mantiene il posto di lavoro. Quei ragazzi che vanno a prestare il servizio militare possono votare.L' organizzazione delle forze armate rispetta la Costituzione.
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Articolo 53

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
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Tutti i cittadini devono per forza pagare le tasse, con il guadagno del loro lavoro. Lo Stato non accetta le persone troppo ricche e se esistono fa pagare loro più tasse.
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Articolo 54

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
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Tutti i cittadini devono per forza essere fedeli alla Repubblica cioè non devono esere monarchici e devono rispettare le leggi della Costituzione. I cittadini che lavorano per lo Stato prima di cominciare a svolgere il lavoro devono fare il giuramento quando glielo dice la legge.
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LA RIFORMA BICAMERALE
 
Dopo il dichiarato , ma non ancora formalizzato, fallimento della Commissione Bicamerale  presieduta dall' on.le D' Alema , ci sembra opportuno proseguire con la pubblicazione anche della seconda parte  della Carta costituzionale  la quale , se la Commissione avesse portato a termine la modifica , sarebbe stata quasi totalmente ristrutturata  sia nel contenuto che nell' impianto dell' articolato, ma senza aumentare il numero totale degli articoli. L' operazione  avrebbe consentito  non solo di modificare anche radilcalmente alcuni aspetti istituzionali ma anche di aggiornare ("implementare") il testo con una sezione riservata all' Europa.
A nostro avviso non c'è poi tanto da rammaricarsi per il fallimento. Anzi : non tutti i mali vengono per nuocere;  non nascondiamo in merito la speranza e l'auspicio che il prossimo tentativo di modifica  ( che si  applichi l' art. 138 della stessa Carta , o  che si ricorra ad una apposita assemblea costituente eletta dal popolo) sia preceduto da un congruo periodo di divulgazione e di discussione pubblica sui motivi , le opportunità e le necessità che suggeriscono la modifica del testo costituzionale al di  là e al di sopra degli interessi di parte e di partito . A tal fine la vogliamo dire tutta : per questa operazione di alto profilo democratico , politico e sociale non ci fidiamo nè della stampa  quotidiana e periodica , nè dei mezzi radio-TV, a meno che gli stessi non abbiano uno scatto di orgoglio e decidano di fare il loro mestiere di divulgazione democratica e di formazione politica.
Ancora una volta , dunque, non ci resta che  confidare nella scuola quale unico strumento efficace di formazione civica. Se, come stiamo dimostrando col testo che precede e segue, in tutte le scuole di ogni ordine e grado  TUTTI , diciamo TUTTI , i docenti leggessero e facessero commentare agli alunni ed ai giorvani il testo della Costituzione , nonchè il contenuto generale del Codice Civile, probabilmente la riforma rinviata  dovrà imboccare un altro corso.(N.d.D.)

 
 

PARTE II   =             ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA

 
 Titolo I° - IL Parlamento
 
 Sezione  I^ -  Le Camere

Articolo 55

Il Parlamento si compone della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione.
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Il Parlamento è formato da due Camere : la Camera dei deputati e il Senato della Republica. Il Parlamento si riunisce in una seduta comune solo per i casi  stabiliti dalla Costituzione.
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Articolo 56

(Testo attuale)
La Camera dei Deputati è eletta a suffragio universale e diretto, in ragione di un deputato per ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila.
Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età.
(Testo al tempo del lavoro)
La Camera deui deputati è eletta a suffragio universale e diretto. Il numero dei deputati è di 630. Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i 25 anni di età. La ripartizione dei seggi tra le circolscrizioni si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall' ultimo censimento della popolazione, per 630 e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione , sull base dei quozienti interi e dei più alti resti.
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La camra dei Deputati è eletta con il voto di tuti i cittadini, uomini e donne che hanno compiuto i 18 anni. I Deputati sono  630 e così la ripartizione dei seggi elettorali fra le circoscrizioni si calcola dividendo il numero degli abitanti per 630 e si assegnano alle regioni in base al numero degli abitanti. Se poi ad esempio una circoscrizione ha 13 deputati, una 18, un'altra 21 e ci sono avanzati dei deputati, allora la circoscrizione che ha più resto prende i deputati avanzati.
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Articolo 57

( Testo attuale)
Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale.
A ciascuna Regione è attribuito un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila.
Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiori a sei. La Valle d'Aosta ha un solo senatore.

(Testo al tempo del lavoro)
Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale. Il numero dei senatori elettivi è di 315. Nessuna regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d' Aosta uno. La ripartizione dei seggi tra le Regioni , previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall' ultimo censimento generale , sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
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I Senatori che noi eleggiamo sono 315. Per decidere quanti senatori deve scegliere una regione si prendono i fogli che testimoniano l' ultimo censimento degli abitanti, si vedono quanto sono e si dividono per trecentoquindici ;
Se per esempio all' Abruzzo il risultato di queste divisioni ridà sette allora l' Abruzzo sceglie sette senatori. Nessuna regione può avere meno di sette senatori tranne il Molise e la Valle d' Aosta.
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Articolo 58

I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.
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I cittadini per eleggere i senatori devono aver compiuto 25 anni di età. Invece per farsi eleggere senatore i cittadini devono aver compiuto 40 anni di età.
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Articolo 59

È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.
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Chi è stato Presidente della Repubblica è senatore a vita, può anche rifiutare. Il Presidente delle Repubblica può nominare senatori a vita 5 cittadini che hanno fatto del bene alle persone o sono stati pittori o poeti oppure scienziati.
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Articolo 60

La Camera dei Deputati è eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica per sei.(testo atuale)
La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra.
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La Camera dei Deputati e il Senato sono aletti per cinque anni e non di più tranne se scoppia una guerra allora può rimanere di più ma anche in quela caso ci deve essere una legge che lo permetta.
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Articolo 61

Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.
Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.
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Le elezioni per votare la Camera  dei deputati e il Senato sono fatte entro settanta giorni dopo la scadenza dei cinque anni. La prima riunione si fa venti giorni dopo delle elezioni. Fino a che non si sono riunite le nuove camere il potere ce l' hanno le camere che stanno per finire.
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Articolo 62

Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.
Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti.
Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l'altra.
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La Camera dei deputati e i Senatori si devono riunire due volte all' anno: il 1° di febbraio e il 1° di ottobre e non deve essere un giorno di festa. La Camera dei deputati o il Senato della Repubblica si possono riunire quando lo dice il suo Presidente o un terzo di quella Camera e questo si chiama essere convocati in via straordinazia. Quando si è chiamati in via straordinaria deve essere chamata anche l' altra Camera.
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Articolo 63

Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l'Ufficio di presidenza.
Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune, il Presidente e l'Ufficio di presidenza sono quelli della Camera dei Deputati.
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La camera dei deputati e il Senato della Repubblica eleggono un Presidente ciascuno e un ufficio di presidenza. Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune vale solo la carica del Presidente della Camera dei Deputati e l' ufficio di presidenza della Camera dei deputati.
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Articolo 64

Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.
Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.
I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.
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Ciascuna Camera applica il suo regolamento quando è accettato dalla maggioranza. Le Camere si riuniscono pubblicamente ma possono decidere di riunirsi in seduta segreta. La seduta delle camere può essere fatta solo con la maggioranza assoluta presente, si deve riunire con una maggioranza speciale solo se è la Costituzione che lo prevede. Ogni membro del Governo anche se non fa parte delle camere può assistere alle sedute e può esserne anche obbligato e deve essere sentito ogni volta che lo richiede.
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Articolo 65

La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l'ufficio di deputato o di senatore.
Nessuno può appartenere contemporaneamente alle due Camere.
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La Legge stabilisce i casi in cui il cittadino non può essere eletto nè Senatore nè Deputato. Il citadino può essere eleto o alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica e non a tutte e due.
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Articolo 66

Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.
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Ciascuna Camera si preoccupa se il Senatore o Deputato ha le carte in regola per essere eletto
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Articolo 67

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
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Ogni senatore o deputato nel momento che è eletto in una camera , rappresenta tutta la Nazione e esprime il suo pensiero liberamente.
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Articolo 68 (*)

I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato, o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.
Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.
(*) Così modificato dall'articolo 1 della legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3)
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I parlamentari non possono essere arrestati e perquisiti. Solo se la Camera dei deputati o il Senato della Repubblica dice che si può qrestare o perquisire allora lo si fa. Se viene visto nel momento del reato allora si può arrestare e perquisire senza l' autorizzazione delle due camere.
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Articolo 69

I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge.
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Ogni parlamentare sia deputato o Senatore prende uno stipendio stabilito dalla legge.
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 Sezione II^ - La formazione delle leggi

 Articolo 70
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.
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Tutte e due le Camere collaborano insieme nel fare le leggi.

Articolo 71

L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.
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Appartiene al Governo, a ciascuna Camera e a altri enti che decide la Costituzione fare le leggi. Un cittadino italiano qualunque non può andare a proporre leggi per discuterne in Parlamento, ma se ci sono 50000 firme quella proposta di legge si può fare.

Articolo 72

Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l'urgenza.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni.
La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.
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Ogni legge che viene proposta a una delle sue Camere viene esaminata da una commissione: ad esempio se la legge che viene proposta riguarda la scuola la legge viene esaminata dalla commissione che sarebbe un gruppo di persone che è specializzato per la scuola. Alcune volte la legge viene esaminata solo dalla commissione ed è portata in Parlamento per essere votata, altre volte viene esaminata solo dalla commissione. Le commissioni sono in proporzione, ad esempio, nel Parlamento ci sono 200 deputati della DC, nella commissione ci sono 2 deputati della  DC, se ci sono cento voti per il partito liberale ci sarà un deputato liberale e così via.
Quando le commissioni fanno certi tipi di legge se al momento delle votazioni un quinto delle commissioni o un decimo delle Camere o il Governo non sono d' accordo si deve di nuovo discutere in Parlamento assieme alle Camere. Inoltre le Commissioni solo in certe leggi, che sono stabilite dalla Costituzione, possono discutere da sole, ma per fare delle leggi costituzionali, per stabilire accordi o contratti con gli altri Stati o il bilancio dello Stato in questi casi solo le due Camere possono decidere in Parlamento.

Articolo 73

Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall'approvazione.
Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l'urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito.
Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.
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Dopo che ciascuna Camera ha approvato una legge la manda al Presidente delle Republica che la deve promulgare entro un mese. Però se le Camere decidono che si deve promulgare subito e pubblicarla si deve fare. Si publica per farla conoscere al nostro Paese sulla gazzetta Ufficiale immediatamente e dopo quindici giorni diventa obbligatoria a meno che la legge stessa non dica un termine diverso.

Articolo 74

Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
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Il Presidente della Repubblica, prima di pubblicare e rendere obbligatoria la legge, se qualcosa non va bene può chiedere alle Camere di riguardarla e modificare le cose che non vanno bene. Se le Camere approvano di nuovo la legge il Presidente della Republica deve per forza pubblicarla e renderla obbligatoria.

Articolo 75

È indetto referendum popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedano cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei Deputati.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
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Il referendum è un ' istituzione che consiste in una specie di voto diretto del popolo con cui i cittadini possono votare su leggi e cose dello Stato. Cinquecentomila eletori o cinque Consigli regionali possono richiedere di fare un refeendum per togliere una legge o un pezzo di legge. Il referendum però non si può fare per togliere ad esempio le tasse  o per far uscire tutti quelli che stanno in prigione, o per proporre dei trattati internazionali cioè per proporre dei rapporti con le altre nazioni come la C.E.E. o il COMECON .
Possono partecipare al referendum tutti i ciottadini che votano per la Camera dei deputati e cioè che hanno 18 anni. La proposta di referendum è approvata se la maggioranza dei cittadini è presente e se la maggioranza dei voti è stata raggiunta. La legge stabilisce come si deve fare il referendum.

Articolo 76

L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
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Le leggi le fanno la Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica. Solo in certi casi il Parlamento può dire che la legge la deve fare un Ministro, però la legge che fa il ministro deve essere per forza sull' argomento che dice il Parlamento, in più la legge che fa il ministro deve essere fatta in un determinato tempo che dice il Parlamento.

Articolo 77

Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.
I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione.
Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.
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Le leggi le fa il Parlamento. Solo in alcuni casi il Parlamento può affidare il suo potere ai Ministri. Il Governo non può, senza l' autorizzazione delle due Camere, emettere dei decreti, cioè delle leggei che non hanno le carte in regola,che hanno un valore. Qaundo il Governo assume la responsabilità di fare una legge, la deve presentare alle due Camere lo stesso giorno che l' ha fatta, e le Camere anche se sono sciolte cioè decadute devono riunirsi entro cinquie giorni e i decreti devono essere convertiti in legge. Questi decreti perdono il valore se non sono stati fatti in legge entro 60 giorni.Quando viene eliminato un decreto e qualche persona con questa legge ci rimette, si fanno alcune eccezioni.

Articolo 78

Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari.
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Se lo Stato italiano deve fare la guerra con un altro Stato lo decide il Parlamento e in quella seduta viene stabilito che cosa deve fare il Consiglio dei Ministri, cioè di organizarla e seguire la guerra.

Articolo 79

L'amnistia e l'indulto sono concessi dal Presidente della Repubblica su legge di delegazione delle Camere.
Non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla proposta di delegazione.
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L' amnistia e l' indulto vengono decisi dal presidente della Repubblica su leggi decise dai componenti delle Camere. L' amnistia prima di tutto è quella cosa che ti può togliere da una denuncia di reato o altro, invece l' indulto serve se tu sei condannato a non farti pagare gli anni che devi fare in carcere, ma questo non può significare che la tua defina penale non sia macchiata per quella condanna che tu hai subito. L' amnistia e l' indulto però non sono validi per i reati fatti dopo.

Articolo 80

Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.
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Il Parlamento può autorizzare il presidente delle Repubblica a firmare un accordo con altre nmazioni. Questo accordo può interessarsi dei fatti che riguardano la politica, le pene dei condannati e anche peer aggiustare una legge.

Articolo 81

Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese.
Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.
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Ogni anno le Camere approvano il bilancioe il rendiconto presentato dal Governo, cioè ad esempio se lo Stato ha 4 miliardi li divide fra tutti i Ministeri questi devono rendere conto di come hanno usato i soldi.
Le Camere per decidere il bilancio dell' anno che verrà non possono impiegare più di quattro mesi per farlo e in questi quattro mesi dicono ai Ministri di continuare per un altro po' di tempo con il vecchio regolamento e dopo discusso in Parlamento e deciso si deciderà come regolarlo per il prossimo anno. Inoltre questi bilanci non possono essere fatti se non con una legge. Eseguite le leggi non si possono fare nuove spese. Se si dovese fare un ' altra legge maggiore o nuova deve avere un motivo ben preciso per specificare poi alle Camere il motivo.

Articolo 82

Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.
A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione d'inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria.
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In italia ci sono molto spesso dei casi in cui le notizie degli altri Paesi o proprio della Nazione interessano tutto il popolo italiano. Le due Camere per dare al popolo delle notizie nominano una Commissione che si interesserà di quel fatto. La Commissione è formata da alcuni componenti delle Camere secondo il partito a cui apprtengono: più è importante il partito e più componenti formeranno la commissione. La Comissione può indagare, intervistare, ricercare nello stesso modo che lo fa un agente di polizia.
 

AL SOMMARIO                                                                                                          ALL' INDICE  GEN.LE
 


 Titolo II°  -  Il Presidente della Repubblica
 

 Titolo III°  -   Il Governo
 
 Sezione I^ -   Il Consiglio dei Ministri
 

Articolo 92

Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri.
Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo,i ministri.
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Il Presidente della Repubblica nomia il Presidente del Consiglio dei Ministri e secondo il suo suggerimento nomia i Ministri . Così si compone il Governo formato dal Consiglio dei Ministri e il suo Presidente.

Articolo 93

Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica.
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Il Presidente del consiglio dei Ministri e i ministri prima di cominciare a fare il loro lavoro fanno un giuramento davanti al Presidente della Repubblica.

Articolo 94

Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere.
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale.
Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia.
Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni.
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione.
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Il Governo prima di cominciare a far rispettare le leggi e cioè a esercitare il suo lavoro deve ascoltare le due Camere per vedere se sono d' accordo nel far lavorare i Ministri. Ogni deputato e senatoreper dare il proprio voto deve parlare davanti a tutti e non segretamente. Il governo si presenta alle Camere per incominciare a lavorare  nel tempo di dieci giorni da quando si è formato. Se una Camera oppure tutte e due dicono che una legge proposta dal governo non va bene, il governo può rimanere in carica e non dare le dimissioni. Se un gruppo di deputati vuol fare richiesta per far sciogliere il Governo, per fare questo devono essere almeno un decimo di una o delle due Camere; questa richiesta deve essere discussa non prima che siano passati 3 giorni dalla presentazione.

Articolo 95

Il Presidente del Consiglio dei Ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri.
I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri. La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei ministeri.
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Il Presidente del Consiglio dei Ministri è responsabile di quello che accade generalment nel Governo. Inoltre bada ai Ministri organizzando iol loro lavoro, e facendo sì che quando si prende una decisione tutti siano d' accordo. I Ministri insieme hanno la responsabilità degli atti del Consiglio dei Ministri e personalmente dagli atti dei propri Ministeri.
Per quanto riguarda il numero dei Ministri, il loro lavoro e come sono organizzati c'è una legge fatta dal parlamento. Il Presidente del Consiglio dei Ministri fa sì che tra i Ministri non ci siano liti e che il lavoro proceda bene. Ogni Ministro ha il suo incarico preciso oltre a quello di far rispettare le leggi , lavora in un ministero e se per esempio è il Ministro della >Pubblica Istruzione si interesserà a mandare avanti le scuola, e così via.  Quando però si tratta di un fatto che interessa tutta l' Italia il Ministro non può continuare il suo lavoro senza ionteressarsi di quel fatto molto importante ed essere quindi distaccato dagli altri Ministri come è normalmente; ma bisogna che si unicìsca agli altri Ministri sempre esercitando il proprio lavoro ma facendo qualcosa per rimediare , se per esempio è una guerra, o si tratta di sequestri, allora il Ministro della Pubblica Istruzione provvederà che nelle scuole si parli di questi sequestri; il Ministro della Difesa provvederà a mettere difese in questo caso, ecc. ecc.

Articolo 96

Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i ministri sono posti in stato d'accusa dal Parlamento in seduta comune per reati commessi nell'esercizio delle loro funzioni.
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Il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri sono messi in stato d' accusa dal parlamento in seduta comune se commettono dei reati nell' esercizio del loro lavoro.
 

AL SOMMARIO                                                                                                      ALL' INDICE  GEN.LE


 
Sezione II^  La Pubblica Amministrazione

Articolo 97

I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione.
Nell'ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge.
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Gli uffici p