I N T E R V E N T I
 
PERIODICO TELEMATICO  DI  INFORMAZIONE E PROPOSTE
POLITICHE E CULTURALI
(In  aggiornamento continuo)

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GIUGNO  98
ALL' INDICE
GEN.LE

RIFORMA  SCOLASTICA NAZIONALE
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SCUOLA  - AUTONOMIA - TERRITORIO - ORGANIZZAZIONE 
SOMMARIO
 
I° Progetto / Presentazione / Il contesto - Le esigenze formative - Strumenti e metodologie - Condizioni organizzative - Metodologie prescelte - Modalità di verifica - Preventivo di spesa -

 
 
INTRODUZIONE
 
    Sull ' ultimo numero di un noto e diffuso quindicinale di pedagogia , didattica e problemi professionali dei docenti elementari sono  stati pubblicati due esempi di " Sperimentazione dell' autonomia organizzativa e didattica  delle istituzioni scolastiche" prevista dal D.M. 765/97 .
     Il primo riguarda il  testo di "un progetto innovativo" (sic.!) con cui un Direttore didattico , aderendo alle offerte ministeriali di "sperimentazione dell' autonomia ..",  propone "prove pratiche" di un nuovo tipo di rapporto fra  scuola e territorio (art.1, lett. f, D.M.765/97 ).
    Il secondo, invece, riguarda un progetto di sperimentazione  dell' autonomia organizzativa  ,cioè di quasi tutti i punti elencati nell' art.1, comma 2 del D.M. 765/97, in un  Circolo didattico.
    Riportiamo sinteticamente i due progetti inserendo , di volta in volta,  con carattere corsivo, il nostro commento che , anticipiamo, sarà pacatamente critico, pur apprezzando la dinamicità personale e professionale dei due Dirigenti. Non mancherà una valutazione globale come conclusione.

I° Progetto :  Scuola e territorio: un progetto innovativo

Presentazione

    Il progetto è inserito fra i finalisti del concorso  " Cento progetti al servizio del cittadino"  promosso dal Dipertimento Funzione pubblica. La partecipazione al concorso è stata motivata da due iniziative attivate nel Circolo: informazione all' utenza  e collaborazione di organismi esterni.

Il contesto e le iniziative

    Il progetto matura e si realizza nel contesto di iniziative già attivate nel Circolo e  mirate a:
- Consolidare il Tempo pieno , come servizio socio-ambientale , in quattro scuole;
- Integrare il curricolo con attività motorie, attività teatrali e corsi di nuoto sollecitando ed utilizzando apporti  esterni ;
- Utilizzare laboratori per : l'informatica, la psicomotricità, la lettura e la musica;
- Sperimentare strumenti alternativi al libro di testo;
- Utilizzare l' educazione ambientale come "nodo" interdisciplinare capace di stimolare l' apprendimento;
- Attivare procedure di valutazione dell' apprendimento servendosi anche di "massimi esperti" della materia;
- Implementare l' attività didattica con iniziative di aggiornamento dei docenti , ponendosi, a tal fine , anche come punto di riferimento per docenti di altri Circoli viciniori.
    In tale contesto  la funzione del progetto è anche quella di coinvolgere, nella vita scolastica, Enti ed Istituzioni esterni .
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    In questo Circolo, dunque, Direttore e Collegio non hanno aspettato la sollecitazione ministeriale per  decidere  autonomamente su alcuni aspetti organizzativi  programmatici e didattici; ma non si capisce perchè hanno aspettato il via  del Ministro per chiedere la partecipazione di Enti esterni , visto che ciò era possibile dal 1974.
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Le esigenze formative

    Le esigenze formative degli alunni sono state individuate nei seguenti bisogni:

- Sviluppare rapporti interpersonali ; - Integrare le attività tradizionali con linguaggi diversi ; - Praticare attività fisica , motoria e sportiva; - Recuprare e colmare carenze individuali ; Avvicinarsi all' informatica ; Entrare in contatto (sic!) con una seconda lingua.
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Un domanda viene spontanea:  ma il "bisogno di tali esigenze" sono espressioni concrete degli alunni  o sono obiettivi della scuola?  Noi optiamo per la  seconda ipotesi. Ma allora, nell 'ottica di una scuola servizio, non sarebbe più corretto parlare di proposte istruttive, educative e formative ? Ci sembra di poter dire che attualmente la nostra scuola sia vittima di una diffusa confusione concettuale che troppo spesso usa come sinonimi i termini : istruzione, educazione e formazione che , invece, hanno contenuto e significato diversi , anche se complementari.
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Strumenti e metodologie

    Il progetto prevede la realizzazione delle seguenti attività:
- Educazione ambientale (noi diremmo : conoscenza e formazione); - Educazione musicale ( noi diremmo : conoscenza e/o apprendimento) ; - Fruizione del linguaggio teatrale ( noi diremmo : apprendimento ) ;        - Pratica motoria e sportiva ( qui diremmo : educazione) ; - Conoscenza dei beni culturali  ( a noi sembra che dovrebbe far parte della conoscenza dell' ambiente locale ) ; - Approccio alla multimedialità ( noi diremmo : formazione).
    Per tale realizzazione  il progetto prevede di dover ricorrere a risorse esterne in quanto  ritiene che le professionalità interne non siano idonee e sufficienti a soddisfare le esigenze degli alunni.
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A questo punto si pone per la scuola un problema molto serio : quelle esigenze formative considerate come bisogni degli alunni sono veramente indispensabili per le finalità della scuola elementare  al punto da richiedere professionalità specifiche esterne? Vogliamo dire : è possibile che le professionalità interne, per quanto  generiche e sommarie,  non siano sufficienti a trasmettere le basi istruttive,educative e formative delle citate attività, rapportate all' età ?
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Condizioni organizzative

Per ricorrere alle risorse esterne occorre, ovviamente, prevedere  accordi , intese e convenzioni ; il progetto, infatti, decide di servirsi di:
- Una società di servizi che provvede ad un notiziario informativo; - Alcune Amministrazioni comunali del Circolo ; - Compagnie teatrali conosciute per disponibilità e competenza; - Società sportive del territorio;
- Una cooperativa con attività di divulgazione ambientale; - Un Centro tecnologico per l' approccio informatico.
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Ci risiamo con figli e figliastri. Che succede dove queste risorse esterne non ci sono o non sono  disponibili ? Intendiamoci: non vogliamo impedire di crescere a chi può; ma resta comunque la discriminazione per i territori svantaggiati a cui bisognerebbe comunque porre rimedio con altre soluzioni. Cosa propone la sperimentazione?
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Metodologie prescelte

    Il progetto accetta i suggerimenti dei "...40 saggi" coordinati da prof. Maragliano:
- Uso dell' attività di ricerca individuale e di gruppo; - Uso del gioco come metodologia didattica;  - Uso di strumenti multimediali.
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In pratica i 40 saggi hanno sconfessato i programmi didattici dell' 85; c'è da augurarsi che i nuovi programmi per i nuovi cicli tornino a quelli del '55 i quali, in quanto ad autonomia e libertà didattica, non sono ancora superati.
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Modalità di verifica

    Gli esiti del progetto saranno valutati mediante:
- Autoanalisi dei gruppi docenti di ogni attività;  - Analisi da parte del Collegio docenti della congruenza fra obiettivi progettuali e risultati; - Questionari rivolti ad alunni e genitori ; - Incontri con esperti ed Ispettori tecnici.
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A meno che non ci sia sfuggito  ci pare che il progetto non abbia definito gli obiettivi da raggiungere con le attività integrative del curricolo e collegati alle esigenze formative. Si tratterà certamente di un salto involontario di paragrafo in sede di battitura.
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Preventivo di spesa

Il progetto si chiude con l' indicazione dei costi di attuazione e dei relativi finanziamenti. La spesa totale è prevista in circa 30 milioni che dovrebbero trovare copertura mediante finanziamenti della Regione, della Provincia, dei Comuni, di Enti ed Istituzioni privati e delle famiglie. E ciò in quanto il finanziamento ministeriale serve per il normale funzionamento amministrativo e didattico. Pertanto il costo delle altre attività non debbono gravare sullo Stato. Con apposito circuito virtuoso, invece, occorre reperire risorse esterne.
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    Il ragionamento ci sembra alquanto strano. Non sappiamo da chi cominciare , se dal Ministro che vuol fare, come di dice dalle nostre parti, le nozze con i funghi, o dai Direttori didattici che , lusingati dalla partecipazione a concorsi , o stimolati dagli eventuali apprezzamenti degli Ispettrori tecnici, o ancora spinti dal desiderio di primeggiare sul territorio ,  esibiscono la loro bravura a cercare ed ottenere finanziamenti pubblici e privati . Non si accorgono che , di fatto, in nome di una autonomia virtuale trasferiscono la dipendenza della propria scuola dallo Stato agli Enti locali. E poi, cosa cambia in termini di politica economica  lo spostamento della spesa dallo Stato agli Enti locali? ; ma non  si tratta  sempre di soldi pubblici ?
    A nostro avviso il finanziamento diretto dello Stato su progetti  ed a rendiconto consentirebbe veramente ai Dirigenti scolastici di attivare e dimostrare la loro capacità di gestione manageriale. O no ?
Ma la funzione manageriale dei Dirigenti è un capitolo che richiede una trattazione a parte.
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(CONTINUA)