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INTRODUZIONE
L' attuale fluida situazione in cui sta annaspando la scuola italiana ha richiamato alla nostra memoria che, in occasione delle elezioni regionali del 1995, ci fu chiesto di scrivere una proposta programmatica per la politica scolastica che il nuovo Consiglio regionale abruzzese avrebbe potuto realizzare.
Abbiamo ripescato la proposta nell' archivio "politico" e , con una certa sorpresa, constatiamo di aver anticipato di tre anni molte delle riforme messe in cantiere da Berlinguer. La nostra proposta non era fatta per "l 'Ulivo", che vinse le elezioni, ma per le forze antagoniste .
La sorpresa sta nel vedere che riforme pensate per il centro destra siano condivise, ed attivate in gran parte, dalla sinistra : la differenza, ovviamente, sta nel metodo , democratico solo in apparenza, e nelle "sveltine" inserite dal Ministro nel contesto e nelle procedure, le quali fanno pensare non tanto alla volontà di riformare in positivo quanto al fine di creare un sistema scolastico politicamente innocuo , cioè di fatto non protagonista dello sviluppo culturale ,sociale , politico ed economico della società.
Del resto non lo diciamo solo noi che il Governo Prodi sta "imponendo" riforme di destra. Lo hanno già affermato G.Agnelli per le riforme sociali (welfare), i Procuratori G.Colombo e I. Boccasini per la giustizia, il regista N. Moretti sollecitando D' Alema a dire qualcosa di sinistra; D' Alema , a sua volta dichiara di credere che il Marx.leninismo non sia esistito; ma sono dello stesso avviso anche molti altri uomini politici e di cultura ( vedi "Sette", supplemento al Corriere del 23/ 4/98). Sulle pensioni i fatti parlano da soli (in merito non siamo d' accordo neanche col centro-destra).
La riforma della scuola, a nostro avviso, è quella più delicata. Il Ministro sta facendo l' equilibrista su una corda senza rete. Finora gli è andata bene. Ma è solo all' inizio del cammino. Il suo problema è la difficoltà di conciliare gli obiettivi generali della riforma scolastica sovietica operata da Krusciov nel 1958 con la nostra realtà indubbiamente diversa da quella russa di trenta anni fa . Leggere per credere : Giuseppe Gaddi - La riforma della scuola nell' URSS - Edizioni Associazione Italia-URSS- 1960.
Ma torniamo a noi. Pubblichiamo
la proposta che segue per contribuire alla discussione che si sta
sviluppando nella scuola sui due temi più grossi della riforma prossima
ventura : la nuova articolazione in cicli e l' autonomia. Confidiamo sull
' attenzione dei molti docenti "navigatori" nella rete della informazione
.
Nicola Scipione
Noi crediamo che il ruolo dell'istruzione e della formazione sia fondamentale non solo per superare l'attuale crisi economica ma anche per entrare degnamente nel XXI secolo. La scuola, dunque , può e deve assumere una funzione propulsiva non solo assolvendo il proprio compito tradizionale di trasmettere conoscenze e sviluppare capacità, ma anche di attivare un concreto collegamento con la società reale ed il mondo del lavoro.
Per il settore scuola e formazione, dunque , l'obiettivo prioritario di un programma regionale deve essere quello di dare attuazione , ad ogni livello amministrativo, alle norme costituzionali ed alle deleghe assegnate agli Enti locali dal DPR 616/78, nonché a tutte quelle altre norme ancora vigenti che di volta in volta hanno assegnato competenze nuove o vecchie ai vari Enti territoriali (Regione , Provincie , Comuni, Comunità montane, Consorzi , Parchi ecc. ) . I contenuti che seguono, pertanto , non possono essere distinti fra comunali, provinciali e regionali dal momento che la stessa applicazione delle norme deve costituire un unico progetto politico che coordini a livello regionale., le idee, le proposte , i suggerimenti e le esigenze di Enti ed Istituzioni pubblici e privati.
La Regione, cioè, dovrà assumere non solo un ruolo legislativo, di programmazione e di proposte attuative, ma anche di stimolo , coordinamento e di supporto delle iniziative che provengono da ogni livello territoriale.
Funzione collaterale, ma contemporanea, è quello di un'attività propositiva mirata, nell'ottica del decentramento federativo, ad adeguare alcune competenze statali alle esigenze locali pur nell'ambito di un quadro nazionale di riferimento valido per tutti.
A tale scopo vanno previsti impegni ed interventi finalizzati alla elaborazione di idee e di proposte per un riesame di tutta la struttura scolastica nazionale nel senso di trasformare l'attuale scuola -apparato in scuola-servizio, nel cui ambito il pubblico ed il privato possano operare in modo sinergico e costruttivo nel rispetto di principi socio-economico-politici comuni. Si tratta, cioè , di rivendicare per gli Enti locali un ruolo propositivo ed attuativo concreto nella costruzione democratica della "seconda Repubblica"
Il tutto ,ovviamente, va visto
nell'ottica generale del programma politico di...........................
Al sommario
L'elencazione che segue viene
articolata secondo una logica di priorità che affida alla scuola
il ruolo fondamentale e prioritario per avviare un nuovo processo di crescita
e di sviluppo socio-economico. L'istruzione, l'informazione e la formazione,
oltre al compito di produrre cultura, rappresentano, infatti, gli "strumenti"
basilari per fronteggiare e sconfiggere la disoccupazione.
Da ciò deriva che
il problema della nuova gestione sarà quello di saper interpretare
e coordinare le esigenze locali utilizzando al meglio le risorse dello
Stato in sinergia con le potenzialità regionali.
Il nuovo Consiglio regionale
sarà chiamato ad applicare l'ultima legge sulla formazione frutto
della gestione politica consociativa in corso. Tale legge va rivista ed
attivata con urgenza in rapporto alla iniziativa già in atto di
una collaborazione Stato/Regione al fine di coordinare la competenza statale
con quella regionale, valorizzando ed utilizzando, ove possibile, anche
le strutture private esistenti.
Scuola , formazione professionale ed università debbono, dunque, costituire una rete integrata di servizi, equamente distribuiti sul territorio regionale, con l'obiettivo di ottimizzare tutte le risorse disponibili; compito di tale rete sarà quello di offrire un ampio ventaglio di proposte formative, flessibili e coerenti con una società in continua evoluzione.
Appare ovvio che le metodologie
della "qualità totale " non possono e non debbono rimanere estranee
al mondo della formazione. Il ricorso ai principi ispiratori della "qualità"
costituisce, infatti, uno strumento di propulsione decisivo per la scuola
in termini di organizzazione e sviluppo, efficacia ed efficienza, nonché
di motivazione per operatori e studenti.
A tal fine sarà promosso
il coinvolgimento delle scuole e dei rispettivi Organi collegiali di gestione,
stimolando e favorendo anche l'apporto qualificato di iniziative private
che già operano nel settore.
Un intervento particolare
in tal senso si potrebbe proporre per le aree di risulta delle FF.SS. a
Pescara attivando una collaborazione con l' Amministrazione comunale al
fine di ottenere il possesso dell' area da utilizzare per un progetto di
"edilizia culturale" , in mezzo al verde, che preveda la creazione di un
grande centro di servizi sociali comprensivo di scuole di ogni ordine e
grado, teatro, biblioteca , auditorium ecc.
Il nuovo consiglio regionale
in collaborazione con Comuni e Provincie dovrà inserire questo tema
fra i primi posti degli interventi da affrontare dopo l'insediamento.
Il neonato piano sanitario
regionale ha di nuovo ignorato il problema sulla scia dell'accordo Stato
-Regioni. Il nuovo Consiglio regionale sarà chiamato ad integrare
il Piano sanitario con un progetto specifico di intervento sulla scuola,
unico luogo dove, in pratica, è possibile realizzare una vera prevenzione
sicuramente efficace oltre che precoce.
La recente legge 1204/90 più
che risolvere ha complicato la problematica affidando alle ULSS un compito
per il quale non sono state previste apposite strutture. La scuola è
quella che , dopo la famiglia, più risente delle difficoltà
generate dall'inserimento quasi selvaggio di alunni disabili in ambienti
assolutamente inadeguati .
La Regione, dunque, quale
Ente coinvolto dalla Legge in maniera finora inefficace, dovrà operare
per la modifica della normativa attuale in modo da garantire agli alunni
disabili un concreto intervento di sostegno che si qualifichi anche dal
punto di vista della solidarietà .
In parallelo agli interventi di competenza specifica il nuovo Consiglio, in collaborazione con gli altri Enti locali, dovrà attivare ogni possibile sollecitazione affinchè i fini socio-educativi generali dello Stato siano perseguiti , con la partecipazione delle Regioni , consentendo il loro adeguamento alla realtà socioculturale e produttiva dei diversi territori regionali pur nel rispetto delle linee quadro di valore nazionale. A tal fine l'azione di sollecito potrà rivolgersi in particolare ai seguenti argomenti estrapolabili dal Decreto legislativo n. 297/94, e/o da altre norme non raccolte nel Testo Unico: