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- Crisi occupazionale in Val-Pescara - AGOSTO: mese dei...lamenti e delle sagre - Quali riforme ? - Agli abruzzesi nel mondo |
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I fatti Secondo le notizie pubblicate da un noto e diffuso quotidiano nazionale, con inserto regionale, la gestione della coalizione politica di centro-sinistra ( ulivo) nell' Ente Regione starebbe realizzando una strategica conquista del territorio sul piano socio / economico / politico che potrebbe portare a medio-lungo termine ad un vero e proprio "regime" di controllo della vita sociale, culturale, economica e politica dell' Abruzzo. L' allarme/stampa è scattato quando si è saputo che la finanziaria "Serfina", nota come braccio operativo economico del PDS, ha "messo le mani" sulla emittente TV "Rete 8" di Chieti rilevando a proprio carico il contenzioso in corso fra Mammarella e Corbellini ( bresciano, titolare di Telemarket), diventando così, di fatto, la padrona della emittente chietina. Sembrerebbe, infatti, che "Rete 8" costituisca il "capofila" per l' acquisizione, o quanto meno il controllo mediante un' unica concessione pubblicitaria, di una rete televisiva "abruzzese", collegando fra loro una diecina di altre emittenti a livello locale e regionale. Si tratta, come è facile immaginare, della costruzione di un potente strumento di dominio culturale, oltre che economico, che sarebbe agli ordini dell' attuale coalizione dell' ulivo e/o del PDS. Ma l' aspetto più inquietante dell' operazione, di per sé pienamente legittima, sarebbe quello legato a cinque delle emittenti da collegare in rete i cui proprietari attuali sono anche i titolari di altrettante cliniche private molto note in ambito regionale. Controllare con un solo centro di potere economico l' informazione e la sanità non è cosa da poco. Ma non è tutto. Il controllo politico si starebbe ramificando "a priovra" con le seguenti "operazioni" . - La rimozione immotivata e con procedura discutibile di due dei sei manager delle Unità Sanitarie abruzzesi per completare il potere di controllo dell' asse PDS-PPI ; - La creazione di una sola Azienda di Promozione Turistica con un Consiglio di Amministrazione nominato per intero dal Presidente della Giunta regionale a cui non sarà difficile controllare Comuni e Pro-loco che dovrebbero avere la delega alla gestione locale delle iniziative turistiche; - La nomima di Nicolini ( Rifondazione Comunista) a Commissario straordinario del Teatro Stabile Aquilano ; Nicolini è noto per la sua "cultura dell' effimero" che lo rese famoso durante la sua carica di Assessore alla Cultura nel Comune di Roma ; -La previsione sistematica, in ogni nuova Legge regionale di intervento socio-economico, di apposite commissioni, gruppi di lavoro, o comitati per la gestione delle stesse leggi; è superfluo dire che le nomine di tali gruppi sono affidate all' esecutivo regionale in carica; -Per finire torniamo alla Serfina la quale col 34% delle azioni ed un suo uomo, come Amministratore delegato, parteciperebbe, insieme all' ARPA ed al Poligrafico dello Stato, alla gestione della Società "Sistema" creata appositamente per gestire i "servizi a terra " del trasporto regionale su gomma. Dopo le emittenti TV (e la connessa Sanità ) ed i trasporti pubblici regionali la finanziaria avrebbe incorporato, infine, un altro consistente pezzo di capitale monetario assorbendo per fusione la finanziaria privata "Interfin"; obiettivo dell' operazione: costituirsi in banca d' affari e forse unica finanziaria di livello regionale. Il commento La comunicazione, la sanità, i trasporti, , la cultura, il potere finanziario; a quando la scuola insieme alla formazione professionale ? Il controllo politico-elettorale dell' ulivo sulla regione è assicurato. Sia chiaro che non abbiamo nulla da eccepire sulla legittimità del "piano generale di conquista"; va dato atto, anzi, della intelligente capacità di strategia politica che la sinistra ha sempre utilizzato per la conservazione del potere, dopo averlo preso, magari, col consenso popolare minoritario. Politicamente la sinistra fa bene il proprio mestiere, a meno che non lo eserciti al di fuori o contro la legge. La considerazione opposta, invece, va fatta
nei riguardi della controparte politica la quale, non solo ha dimostrato
la sua precedente insipienza gestionale facendosi sfuggire il controllo
di tutti quei poteri che adesso stanno trovando nel PDS (per ironia della
storia ?) un "legittimo padrone", ma ora assiste indifferente e/o incapace
ad una vera e propria operazione di "mani sull' Abruzzo" sul cui sbocco
finale nessuno è in grado di pronunciarsi. (N.S.)
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I quesiti
Si sta avvicinando l' esame della Cassazione, e quindi della Corte costituzionale, relativo alla ammissibilità dei VENTI referendum promossi dal movimento dei Clubs Pannella. Sulla questione è in corso una campagna di raccolta fondi da parte dei radicali motivata dalla necessità di cinque miliardi per poter gestire la campagna referendaria subito dopo la decisione della Consulta.
Contemporaneamente, ma senza troppa pubblicità, è in corso una duplice attività politica mirata da una parte ad intervenire con appositi provvedimenti parlamentari per modificare le leggi oggetto dei referendum, dall' altra per far in modo che la Consulta non approvi il maggiior numero possibile di quesiti. Uno dei motivi che giustificherebbe il taglio sarebbe l' eccessiva quantità di schede che farebbe confondere gli elettori
Ricordiamo sinteticamente gli argomenti sottoposti a referendum popolare abrogativo ai sensi dell' art. 75 della Costituzione .
Il Commento
Appare opportuno ricordare che l' Istituto del Referendum è stato previsto dalla Costituzione per consentire ai cittadini la possibilità di intervenire nella vita socio-politica dello Stato abrogando, con decisione democratica della maggioranza, leggi, o parti di esse, che non rispondono più alle esigenze o agli interessi della società in generale o di alcune categorie di cittadini.
Trattasi, dunque, di uno strumento che in teoria dovrebbe essere utilizzato in casi eccezionali ma che in pratica costituisce l' unico modo di intervenire quando Governo e Parlamento ignorano o trascurano, nello svolgimento della loro attività istituzionale, l' adeguamento della legislazione vigente all' evolversi dei problemi economici e politici, oltre che di giustizia sociale.
Le iniziative referendarie, pertanto, stanno rivelando di avere un potenziale enorme nel senso che da sole, quale risultato di una concreta analisi sociologica, potrebbero costituire un validissimo programma politico di governo.
Alla luce di queste considerazioni non si capisce perché le incalzanti proposte dei radicali non trovano l' adesione che meriterebbero sia da parte dei politici che della gente . Va rilevato anzi, con disappunto, come ci sia l' opposizione dichiarata da parte di diversi partiti ed addirittura di Organi istituzionali. Torneremo sulla questione per una analisi più particolareggiata.
Ora invece, per un nostro particolare interesse professionale, vogliamo richiamare l' attenzione sul diciottesimo quesito, quello relativo ai docenti di scuola elementare. L' organizzazione, definita modulare, che, togliendo l'insegnante unico per ogni classe di alunni, ha previsto l' obbligo di assegnare tre o quattro docenti per ogni due classi , non è stata suggerita da alcuna esigenza educativa particolare ma solo da interessi politico-sindacali giustificati da spinte pseudo-educative la cui validità non era stata verificata sul campo.
Il risultato è stato che la legge ha imposto a gruppi di tre/quattro docenti di "andare d' accordo" mediante l'auto-annullamento delle singole personalità frutto di cultura , esperienza , professionalità, temperamento , ecc., in nome di una non meglio definita unitarietà dell' insegnamento di cui nessuno, finora, è riuscito a dimostrare la fattibilità. Mentre si fa sempre più diffusa e consistente la preoccupazione dei genitori e dei docenti per una crescente insofferenza degli alunni verso la scuola.
Per questi motivi l' esperienza in atto della struttura modulare non sta dando buoni risultati, con danni non ancora quantificabili , ma certi, per l' educazione e la formazione dei fanciulli. Va dato atto, però, che già la raccolta delle firme per la proposta del referendum ha provocato una riflessione anche da parte di alcuni dei sedicenti pedagogisti che avevano sostenuto la legge e che ora riconoscono l'opportunità di ripensare la questione col riconoscimento di un parziale fallimento della Legge 148/90.
A tale riconoscimento, però, si
abbina la preoccupazione di evitare la consultazione popolare. Ma chi sono
questi signori che hanno paura del REFERENDUM ? (Civis)
I fatti
Da alcuni anni l' attività industriale insediata nell' area metropolitana Chieti -Pescara va perdendo man mano un pezzo alla volta. Ricordiamo i casi più noti e recenti partendo dalla chiusura della "ADRIATICA CONFEZIONI " (settore abbigliamento) e della RICHARD/ GINORI (ceramiche artistiche) , per passare al fallimento della NECA / INTERKLIM (radiatori per riscaldamento ) e, quindi, alla riduzione di dipendenti in atto nella ALCATEL e TELETTRA (telecomunicazioni).
Ognuna di queste aziende ha avuto ed ha i suoi buoni motivi per cessare o ridurre l' attività, ma il fenomeno non viene né può essere accettato facilmente, soprattutto se si tiene presente che l' insediamento delle attività ha fruito di benefici e facilitazioni economiche a carico dello Stato e degli Enti locali.
Conseguenza concreta è stata la perdita dell' occupazione da parte di migliaia di lavoratori che sono stati assistiti dall' intervento pubblico mediante la "Cassa Integrazione Guadagni" ( forma più sofisticata e perversa di quella che era la "indennità di disoccupazione" ). Gli effetti negativi maggiori si sono verificati a carico della città di Chieti da dove proveniva la gran parte dei lavoratori licenziati o in posizione di mobilità in attesa di essere reimpiegati o utilizzati in altre attività.
Il commento
La particolare "congiuntura" economica in atto, che ha colpito in modo particolare l' area metropolitana Chieti - Pescara, ha messo in moto, ovviamente ed anzitutto, prima i lavoratori e le relative organizzazioni sindacali, e poi, dietro sollecitazione , anche gli uomini politici nonché gli Enti pubblici e le Istituzioni competenti. Ciascuno di questi, in teoria e ciascuno neol proprio ambito, crede, e / o cerca di far credere, che la soluzione esiste e che va ricercata all' interno delle aziende stesse, ma in pratica appare evidente a tutti che la soluzione concreta è lontana e forse impossibile se non si verificherà a breve una ripresa economica generalizzata a livello nazionale. Intanto si chiacchiera senza alcuna indicazione pratica e credibile, soprattutto da aprte degli enti pubblici.
Nel contesto del "chiacchiericcio" stanno avendo successo di cronaca i cosiddetti patti territoriali che dovrebbero consistere in un accordo fra soggetti pubblici e privati per l'individuazione di interventi capaci di promuore lo sviluppo locale, e, quindi, di creare subito posti di lavoro.
Noi non ci crediamo ; ma ne riparleremo meglio sul prossimo numero. (A.S.)
Il fenomeno
Come ogni anno anche l' estate del 1996 ha fatto registrare cronache giornalistiche relative all' andamento della stagione turistica secondo i pareri degli "operatori" del settore : albergatori, campeggiatori, concessionari di spiaggia e commercianti in genere.
Quasi tutti i giorni ognuna di queste categorie ha espresso il proprio lamento per la riduzione dei loro affari connessa : alla scarsa presenza di turisti nazionali e stranieri, al calo delle vendite e ad ogni altra difficoltà che direttamente o indirettamente ha potuto influenzare la loro attività.
Abbiamo assistito, così, almeno in Abruzzo, ad una serie di ... lamenti del tipo "pianto greco" che finivano regolarmente con la chiamata in causa dell' Ente Regione che non avrebbe saputo attivare una politica di promozione turistica capace di richiamare in Abruzzo vacanzieri nazionali e stranieri.
Il fenomeno del turismo di massa comincia, dunque , a perdere colpi. In merito va rilevato che, da alcuni anni, gli italiani stanno cambiando il modo di fare vacanza, visto non più come un periodo più o meno lungo da passare comunque fuori casa con particolare propensione per le spiagge marine. Sta crescendo invece il fenomeno delle "sagre" paesane che , proponendo manifestazioni di vario genere, e soprattutto un ritorno alla tradizione della cucina locale, riescono ad attirare non solo la gente del luogo ma anche numerose persone delle località viciniori. Il fenomeno si associa sempre più spesso alle tradizionali feste religiose, che ancora segnano la vita stagionale delle comunità locali, ma anche alle feste di organi e partiti politici.
Quest' anno, dunque, si può dire che non c' è stato paese d' Abruzzo, soprattuto di quelli fino a 5000 abitanti, che non abbia organizzato una "sagra" a base di prodotti locali (almeno sulla carta, perché spesso, di fatto, locali non sono).
La gamma di tali prodotti è stata
molto varia: dal pesce agli arrosticini, dalle pizze fritte al grano "farro",
dalla frittata alle sagne e fagioli, dai ceci alle patate fritte, dal pane
in bruschetta al prosciutto e salsicce, dal formaggio pecorino alla pasta
asciutta, e via di questo passo, passando per la cipolla, verso la "riscoperta"
della alimentazione dei nostri nonni.
Il commento
Il turismo continua ad essere considerato non una manifestazione di esigenze socio-culturali, ma come un fenomeno da promuovere e stimolare solo per i suoi effetti economici.
L' insistenza con cui tutti ne parlano dà l' impressione che il "turismo", proprio come fenomeno, sia considerato come un grosso serbatoio di persone sempre pronte a partire verso tutte le località marine,collinari e montane attrezzate e pronte a fornire vitto , alloggio, divertimenti , "cultura" (quale ? ) ed altro, ma che non si muovono per mancanza di strutture ricettive ; mancanza che, a sua volta, dipenderebbe dalla carenza di intervento pubblico in termini di finanziamento a chiunque voglia creare servizi ricettivi.
Da questa convinzione a quella che il "fenomeno turismo" sia da considerare una delle attività economiche da incentivare con finanziamenti pubblici a prestito agevolato e / o contributi a fondo perduto il passo è breve.
Non c'è proposta , iniziativa o
richiesta di finanziamento pubblico che non sia motivato dall' obiettivo
primario dello sviluppo turistico anche nelle attuali condizioni di crisi
economica recessiva che si sta vivendo con particolare drammaticità
nel centro-sud d.' Italia.
Non c' è proposta o progetto di
sviluppo socio-economico che non preveda, in via prioritaria , interventi
finalizzati alla promozione turistica. Centinaia di miliardi sono stati
e continuano ad essere distribuiti fra i cosiddetti "operatori" vecchi
e nuovi già impegnati o che propongono di impegnarsi nel settore,
senza aver mai previsto, almeno per quanto è noto, alcuna verifica
di produttività e di ricaduta positiva sull' economia regionale
e locale.
Chi sono, dunque, i veri beneficiari dei finanziamenti pubblici ? Sarebbe bene che qualcuno cominciasse ad indagare in questa direzione.
Ma il problema è anche un altro : la gente sta scoprendo il piacere delle sagre paesane dove il clima di festa si materializza con piatti di prodotti più o meno tradizionali e genuini . L' effetto è indubbiamente quello di rivitalizzare le tradizionali manifestazioni di vita sociale e religiosa, paesana e contadina, che stavano perdendo fascino e partecipazione di popolo.
Molti, però, non ancora si accorgono che, in nome di presunti incrementi e promozione di flussi turistici, vengono distribuiti torrenti di milioni dei quali nessuno, probabilmente, è in grado di controllare la produttività concreta, quanto meno in termini di ricaduta sull'economia regionale.
Con un prossimo intervento elencheremo come e dove la Regione Abruzzo ha deciso di distribuire quasi 10 miliardi per finanziare 48 progetti privati e 14 proposte di Comuni montani finalizzati :
- Alla attivazione di nuove iniziative
e di piccola ricettivià turistica ; - Alla valorizzazione delle
risorse turistiche nei parchi naturali. PROSIT.
Il problema
E' noto a tutti, ed in particolare ai docenti ed altri dipendenti della Pubblica Istruzione, che il servizio scolastico italiano da più di 20 anni (22) sta vivendo un periodo di crisi di identità profonda da cui sembra impossibile uscire. La nascita dei Decreti Delegati nel 1974 (ora incorporati nel Testo Unico 297/94) ha segnato l' inizio di un travaglio che ha investito in modo verticale tutti gli ordini e gradi di scuola, esclusa l' Università, alla quale , comunque, non mancano problemi.
La partecipazione dei genitori alla gestione della scuola pubblica ( la scuola privata , nella quasi totalità, non ha recepito la nuova struttura gestionale) dopo l' iniziale periodo di euforia, durato qualche anno, ha mostrato la sua inutilità per la sostanziale carenza di attività e risorse da gestire. Si è subito scoperto, infatti, che gli Organi Collegiali non avevano avuto, né avrebbero potuto esercitare, un effettivo potere decisionale sulla vita della scuola statale. Se si escludono, infatti, alcune competenze sostanzialmente banali (approvazione dei bilanci , orario delle attività, viaggi di istruzione e poco altro) la gestione collegiale ha comportato più ostacoli che benefici.
Di questo si sono accorte anche le forze politiche e sindacali che avevano tenacemente sostenuto la riforma ; in privato tutti lo ammettono ma in concreto nessuno ha il coraggio politico di proporre revisioni radicali ; ma c' è di più : le poche idee che sono state avanzate appaiono addirittura peggiorative delle attuali condizioni .
Durante il ventennio 75/95, inoltre, una lunga serie di interventi ha cambiato faccia anche al versante didattico ed organizzativo con conseguenze negative dirette sul rapporto genitori / alunni , alunni / docenti, docenti / amministrazione. Citiamo quelli più significativi :
- l ' istituzione del tempo pieno nella scuola elementare e media ; - l' abolizione della pagella e dei voti numerici sostituita dalla scheda descrittiva, poi da quella con le lettere alfabetiche, ed ora da quella che per il 96/97 ripristina i giudizi sintetici (la vecchia scaletta dall' insufficiente all' ottimo) ; - l ' inserimento di alunni portatori di hadicap ; - la riforma dei programmi didattici della scuola media ('79), della elementare ('85) e della scuola materna ('91) ; per la scuola media superiore, invece, si parla inutilmente di riforma da 50 anni , e intanto da decenni si va avanti a forza di sperimentazioni ministeriali con cui di fatto, in maniera estemporanea ed affrettata, sono stati modificati sia i programmi ufficiali, fermi al periodo fascista, che gli ordinamenti ( vedi : esami di riparazione) ; - la riforma organizzativa della scuola elementare con l' istituzione dei moduli didattici ('90).
Nel contesto di tali iniziative si inseriscono , in linea verticale e trasversale , alcune problematiche dirompenti e dagli esiti futuri imprevedibili, ma con l' effetto immediato di rendere inapplicabile ogni riforma : - la politicizzazione, sempre più sfacciata e prepotente, delle stesse riforme e dei contratti di lavoro , gestiti di fatto dai Sindacati confederali ; - il compenso incentivante, previsto, in teoria, solo per i docenti più impegnati ed attivi; - la razionalizzazione (soppressione di scuole) ; - la verticalizzazione ( accorpamento, nelle zone montane, sotto unica dirigenza, delle scuolematerne , elementari e medie) ; - la mezzadria con gli Enti locali ( Comuni e Provincie) le cui carenze in termini di edifici, personale ausiliario , competenze socio-sanitarie ed assistenziali, ecc. da anni, ormai, alla riapertura della scuola, sono motivo di proteste, e di cronaca sulla stampa locale, contro le inadempienze delle amministrazioni comunali e provinciali.
Gli effetti
A tutto questo conseguono gli aspetti più pericolosi : la demoralizzazione, il disamore ,la sfiducia, la frustrazione e , quindi, il "tira a campare" , se non la "fuga" dalla scuola , del personale migliore di ogni qualifica : dirigente, docente , amministrativo. La figura di "educatore", in nome del gruppo e del collegiale, è stata abolita con Leggi, Decreti e Circolari. La funzione educativa e formativa dei docenti e della scuola ha perso ogni prestigio e riconoscimento sociale. Non c'è più alcuna motivazione valida per un impegno serio e sentito nelle attività scolastiche : uffici e docenti troppo spesso "girano a vuoto" , impegnati con adempimenti cartacei e burocratici superfli ed inutili.
Le proposte
In tale contesto problematico, purtroppo incompleto, cosa fa il Ministro della Pubblica Istruzione ? : affida alle interviste giornalistiche le sue idee di riforme e di controriforme facendo finta di non ricordare che l' attuale deterioramento della scuola è stato voluto, preparato, sollecitato ed ottenuto dai sindacati e dai partiti di sinistra, compreso il suo ex PCI, nell' insipienza e nel disinteresse delle altre forze politche.
Se veramente il Ministro vuole avviare una concreta controriforma ci permettiamo di dargli un umile suggerimento : lasci perdere, o quanto meno rinvii a tempi migliori, i progetti di "vertice" ( i concorsi e gli sdoppiamenti universitari, la laurea per i maestri, le specializzazioni, l' autonomia , l' obbligo a sedici anni, la parità della scuola privata, la manualità dei licei ecc.) ; affronti ,invece, tre aspetti prioritari :
Buon lavoro, Signor Ministro ! (Il Direttore)
Un caro saluto a tutti.
Chi legge, e spero che siano tanti, è pregato di trasmettere il saluto anche agli altri corregionali non ancora attrezzati per "navigare" sulla rete telematica mondiale.
Sappiamo che siete tanti in tutti gli angoli della Terra. E' noto che dovunque , con la vostra intelligenza, le vostre capacità, il vostro impegno, avete fatto onore non solo a voi stessi ma anche al nostro Abruzzo. Da più ambienti, a cominciare dal settore emigrazione della Regione, sono state attivate iniziative per tenere sempre vivo un collegamento fra le vostre comunità ed il luogo di nascita in Abruzzo.
A tal fine una particolare attenzione va rivolta ai vostri giovani (figli e nipoti) che spesso non conoscono il paese ed i luoghi di origine dei genitori o dei nonni, ed altrettanto spesso non hanno imparato neanche a parlare in italiano.
INTERVENTI vuole inserirsi nel contesto delle iniziative in corso per dare un ulteriore contributo di informazione e di conoscenza della nostra terra affinchè ciascuno di voi possa conservare un legame costante con le proprie origini coinvolgendo anche figli e nipoti .
Scriveteci, dunque ; saremo lieti di rispondere possibilmente a tutti
. (il direttore)