I N T E R V E N T I
 
PERIODICO TELEMATICO  DI  INFORMAZIONE E PROPOSTE
POLITICHE E CULTURALI
( in  aggiornamento continuo)

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MARZO  98

ALL' INDICE
GEN.LE


 
POLITICA ED ECONOMIA REGIONALE
===============================================
LE MANI SULL' ABRUZZO
di
Nicola Scipione
 
 
SOMMARIO
 
 



 
ABRUZZO REGIONE DI PARCHI ........

Con tre parchi nazionali (Parco Nazionale d' Abruzzo - di vecchia istituzione - , Parco Gran Sasso / Laga, Parco della Maiella , di recentissima istituzione) ed altri regionali l' Abruzzo può veramente assumere la definizione di "regione dei parchi".
     Gli ultimi due (Gran Sasso e Maiella) hanno avuto una gestazione difficile soprattutto per la definizione dei confini. Sulla loro istituzione e sulla loro funzione si sono scontrate forze contrapposte per interessi diretti e per convincimenti politici.
     Gli agricoltori, soprattutto coltivatori diretti , sostenuti (almeno in teoria) dalla loro associazione di categoria, hanno lottato per non subire i vincoli previsti dalla legge istitutiva in merito alla utilizzazione del territorio.
     I cacciatori hanno protestato perché vedevano diminuire le eree disponibili per l' attività venatoria. In senso inverso protestano i coltivatori che vedono sistematicamente distrutti i raccolti dalla selvaggina a cui non si può dare la caccia. In particolare la presenza del cinghiale, ghiotto di patate, granturco, grano ecc. ha generato addirittura un contenzioso con la Regione per il ritardato o insufficiente rimborso dei danni subiti dai proprietari delle colture distrutte o quasi dalle "scorrerie" dei suini selvatici affamati ( tassi e cinghiali) .
     Ha protestato anche chi nell' area dei parchi ha l' unica possibilità di costruirsi la casa e che ora ha visto sfumare la sua aspirazione per i rigidi vincoli urbanistici ed ambientali previsti per l' edificazione. I vincoli, infatti, non sono solo di ordine tecnico ( volumetria ecc.), ma anche paesaggistico (di competenza regionale), e naturalistico (di competenza del Parco), e quindi di ordine formale e procedurale lungo e complesso. Se ci si aggiunge l' abuso di autorità il quadro è completo.
     Il Parco Nazionale d' Abruzzo, infatti, aveva negato il proprio parere favorevole ad una autorizzazione edilizia (che aveva superato tutte le precedenti fasi comunali e regionali) senza avere gli strumenti giuridici previsti dalla legge 394 del 1991 : Piano e Regolamento del Parco . Per sistemare la questione sono stati chiamati ad intervenire prima il Pretore di Sulmona (con sentenza del 7-12-93 ) e poi la III Sezione della Cassazione penale con decisione del 18 -10 - 95.
     Accade, dunque, di fatto, che la funzione del Parco si rivela non solo frenante e limitatrice di attività per sovrapposizione di competenze già esercitate da altri Enti territoriali : Comuni, Provincie e Regione, ma spesso anche produttrice di danni economici ai cittadini.
     Sull' altro versante c' è, invece, l'interesse politico dei cosiddetti ambientalisti, del movimento dei verdi e , quindi, dei partiti di governo, i quali enfatizzano i benefici economici che deriverebbero dalla gestione dei Parchi senza indicare idee e proposte precise, diverse da quelle che già sono, o meglio, sarebbero di competenza dei Comuni se questi potessero avere i finanziamenti opportuni. Appare sintomatica, in tal senso, la difficoltà di definire piani e regolamenti mirati alla identificazione del vero ruolo assegnato dalla Legge ai Parchi stessi.
     Si parla, intanto, impropriamente, di tutela e difesa del paesaggio e dell' ambiente, ma non si dice come ed da chi ci si deve difendere.Si ipotizzano interventi imprecisati capaci di creare occupazione ma senza indicare i settori di attività diversi da quelli affidati  alla competenza degli Enti locali. Il tutto, infine, confida sull' incremento turistico senza tener conto ( o facendo finta di non sapere) che in tempo di crisi come quella attuale il turismo è tornato, o sta per tornare, ad essere privilegio di pochi, quindi con scarsa potenzialità di generare occupazione indotta.Basta leggere l' ultimo rapporto del CNEL sulla distribuzione e ridistribuzione del reddito per rendersi conto che già ora una grossa fetta di popolazione è al di sotto delle possibilità di concedersi vacanze fuoi casa. Chi sono e quanti, e da dove vengono, allora, i turisti che dovrebbero affollare i nostri parchi ?
     L' ultima azione su tale linea di politica territoriale ed economica è quella attivata dalla Legge regionale n. 38 del 21-6-96 che fra l'altro prevede la istituzione di un "sistema di aree protette" , cioè di Parchi naz.li e regionali, da inserire in un più vasto sistema appenninico. Per impegno già assunto in tal senso dai Presidenti delle Giunte regionali dell'Abruzzo, del Molise e delle Marche il sistema si propone di far accogliere dalla Comunità Europea il progetto APE (Appennino Parco d' Europa).
     Per concludere, tenendo conto che già il primo Parco, istituito negli anni 20, evidenzia problemi che quanto meno fanno riflettere sul vero ruolo della Istituzione, e che i nuovi Parchi sono nati in un mare di polemiche, appare legittimo dubitare che la questione possa risolversi con la creazione dei soliti carrozzoni mangiasoldi con l' unico effetto concreto di sottrarre ai Comuni un pezzo della competenza assegnata dalla Legge 142/90 (art. 9) : la gestione del proprio territorio. In questo senso stanno dubitando , come noi, anche alcuni politici : uno spiraglio di ravvedimento ?

Neanche per sogno !
     L' Assessore regionale Pezzopane , novello cavaliere dell' Ordine di Malta, va avanti come un carro armato alla "conquista " e delimitazione di terreni e boscaglie abbandonate, di roveti e fiori, di animali selvatici ed insetti di ogni genere; il tutto,  ovviamente,  per proteggerli ;  ma da chi ? Dall' uomo, naturalmente! Questo cattivone ( ! ) che fra non molto  nei parchi montani e nelle riserve, più che un novello Attila, rischierà di rappresentare una specie in estinzione  , preda di lupi, cani randagi,  tassi, cinghiali , uccelli  rapaci e rettili vari . Allora si che i turisti domenicali delle metropoli si divertiranno !
     Tutto questo, infatti,  in nome e adorazione del Dio "TURISMO". Ma a vantaggio di chi e di quanti?  E con quale contropartita per l' intera comunità regionale?
     Non lo sapremo mai , perchè nessuno ha interesse a pubblicizzare i propri conti economici e, perchè no ?, anche politici.
     Detto senza mezzi termini , a nostro avviso i miliardi gia spesi e quelli ancora da spendere, sui e per i parchi, non costituiscono un investimento perchè non creano attività produttive ma iniziative consumistiche il cui reddito va per il 90% fuori regione per l' acquisto di beni
( e spesso anche di servizi ) che i Parchi non sono in condizione di produrre in loco.
 
 
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....... E DI ISTITUTI  SCIENTIFICI DI LIVELLO MONDIALE
 

     L' Abruzzo  non è solo la regione dei Parchi e delle riserve, ma anche quella di istituzioni di prestigio internazionale nate col marchio della "1^ Repubblica. Nel territorio regionale,infatti,  sono state dislocate e lavorano intensamente ed egregiamente alcune prestigiose istituzioni scientifiche di livello mondiale:

1) CENTRO DI RICERCHE FARMACOLOGICHE E BIOMEDICHE  " MARIO NEGRI SUD " ( S. MARIA INBARO - CH)

     Il Centro è frutto di un Consorzio fra L' Amministrazione provinciale di Chieti e l' Istituto "Mario Negri" di Milano costituito nel dicembre del 1980. Oltre all' attività di ricerca sperimentale , clinica ed epidemiologica nei settori della farmacologia e della endocrinologia, il Centro svolge una intensa e proficua attività di insegnamento e formazione professionale per ricercatori e tecnici di laboratorio.
      Il Centro , localizzato sul territorio di S.Maria Imbaro , ha portato l' Abruzzo all' attenzione della ricerca medica mondiale.

2) LABORATORIO DEL GRAN SASSO (AQ)

     Trattasi di un laboratorio di astrofisica, unico al mondo, costruito nelle viscere  del Gran Sasso, sotto alcuni chilometri di roccia, che nel giro di pochi anni è diventato, oltre che un "gioiello" dell' Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ,  la sede di riferimento dell' attività di ricerca  e sperimentazione di numerosi astrofisici  proveneinti da tutte le parti del mondo.
     Così come fu all' inizio,  il Laboratorio si ritrova ritrora ancora al centro di polemiche scatenate , come al solito, da ambientalisti, ecologisti e verdi in genere. Pomo della discordia la realizzazione di un terzo traforo  che oltre a rendere autonomo l' accesso al laboratorio
( attualmente l' ingresso avviene dalla galleria dell' autostrada) avrebbe anche lo scopo di creare ulteriore spazio resosi  necessario all' attività scientifica. I soldi ci sono, manca la volontà politica. L' auspicio è che non si penalizzi un centro che , almenoi in teoria , lavora per lo sviluppo della conoscenza e della civiltà.

3) L' UNIVERSITA' d' ANNUNZIO (CH - PE)

     Istituita 30 anni fa con tre sedi nelle città del versante marino della regione : Chieti, Pescara, Teramo, negli ultimi dieci anni è cresciuta in qualità e quantità al punto da imporsi all' attenzione del mondo accademico nazionale.
Con l' esplosione della "CURA DI BELLA" contro i tumori  la d' ANNUNZIO ha schierato una terna di professionalità che la porterà per  prima  sulla linea di partenza per la sperimentazione della  nuova arma contro il cancro ideata dal modenese prof. Di Bella:
     - Prof. Cuccurullo, attuale Rettore, chiamato alla presidenza dell' apposito Comitato Etico Nazionale;
     - Prof. Iacobelli, oncologo e quindi componente dela Commisiione Oncologica Nazionale;
     - Prof. Gallenca  quale docente di etica.

4) NETWORK MONDIALE  PER L' ASTROFISICA (PE)

     Pescara potrà essere chiamata fra breve "Città delle stelle". Per decisione dell' Unesco, infatti, è stata localizzata nella città adriatica ( nell' edificio della ex stazione ferroviaria in avanzato stato di apposita  ristrutturazione) la sede  della "Icra Network" istituito per coordinare e promuovere a livello mondiale l' attività di ricerca teorica e di modellistica utilizzando le informazioni acquisite  finora da tutti gli osservatori astronomici ed astrofisici del mondo, nonchè quelle provenienti dalle misioni spaziali.. Pescara e l' Abruzzo , dunque, costituiranno fra breve il centro di una rete  che collegherà non solo le maggiori capitali mondiali (Mosca, Washington, Pechino, Satiago del Cile) ma consentirà a tutti gli scienziati  di teorie fisiche e matematiche di esere in costante contatto fra loro.

5) TELESPAZIO (AVEZZANO - AQ-)

    Trattasi dell' unico Centro al mondo per il coordinamento ed il controllo delle telecomunicazioni e dei collegamenti con e via satellite. Si trova insediato sul lato sud/est della piana del Fucino, ex lago,  prosciugato, dopo  un primo tentativo fallito  dei romani, nel secolo scorso dalla famiglia Torlonio. Ora la conca costituisce una delle zone agricole più fertili della regione con la produzione di ortaggi vari e di patate in modo particolare.

 
 

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ABRUZZO .....DA BONIFICARE
 
 I fatti - Le fonti primarie - Le Leggi reg.li - La giurisprudenza - Le osservazioni - Il commento -  La proposta

Premessa

Il territorio  regionale si avvia ormai ad essere tutto sotto il controllo politico dell Ulivo; la mappa è già pronta. Si tratta solo di scegliere i tre colori da utilizzare per la nuova carta geografica della regione:
- il primo,  non può che essere il VERDE, per indicare i PARCHI montani e le RISERVE protette (dal 35 al 40% della superficie) ; - il secondo , potrebbe essere il ROSSO , colore simbolo della sinistra al....potere , per evidenziare le zone da sottoporre a bonifica ai sensi della L.R. n. 36 / 96  che ha diviso il territorio rimasto fuori dai parchi  in cinque comprensori sostitutivi dei precedenti (15) Consorzi di bonifica;
- il terzo , a questo punto, dovrebbe essere il BIANCO, del comprensorio di Castel di Sangro - Roccaraso tenuto fuori sia dai parchi che dalla  bonifica.
Più federale ed europeista di così l' Abruzzo non potrebbe presentarsi :  tinta con i colori del simbolo nazionale;  qualificata come "regione verde d' Europa";    sta facendo  da sè,  senza tenere conto della Costituzione e delle Leggi dello Stato : mentre Bossi sbraita per la secessione la  nostra Giunta regionale sta preparando  il territorio  per gestirlo in "regime" di completa autonomia dal potere centrale.

I fatti

Quanto stiamo per illustrare affonda le radici alla fine degli anni 60, quando il Consorzio di bonifica montana fondato a Salle, col nome di Orta-Rio Maggio , ottenuto  l' ampliamento anche su tutto il territorio dei comuni di Abbateggio, Roccamorice e Lettomanoppello, cominciò ad impegnare spese sui territori di Salle e Caramnico le quali  suggerirono l' applicazione di contributi a carico dei proprietari dei terreni che , nella quasi totalità, erano  ignari  di essere stati consorziati con provvedimento ministeriale ma su proposta del Corpo forestale dello Stato. La decisione, però, rimase praticamente inapplicata per... furbizia politica:  l' impopolare provvedimento, infatti, fu lasciato in eredità alla nascente  gestione (e  controllo)  dei Consorzi,  trasferita all' Ente Regione con D.P.R. 616/77.
In applicazione di tale Decreto la Regione Abruzzo , come tutte le altre, "mise le mani" sui Consorzi con la nomina di Commissari straordinari che avevano il compito preciso di : gestire
l ' amministrazione corrente;  predisporre i rispettivi Statuti ; organizzare e svolgere la elezione democratica del "Consiglio dei delegati" , formato da 16 componenti eletti più altri 8 di nomina regionale, appunto .
I Commissari dell' Orta - Lavino , con sede in Caramanico,  hanno impiegato circa dieci anni per compilare le 40 pagine di Statuto; lo stesso, infatti, fu approvato con deliberazione commissariale n. 49 del 23/11/87.
Nel frattempo gli stessi Commissari non potevano starsene con le mani in mano ed hanno operato  a loro piacimento, senza opposizioni, e col sostanziale consenso  di tutte le Giunte regionali susseguitesi durante la prima Repubblica e dei Sindaci dei Comuni che beneficiavano degli interventi sui rispettivi territori.
Le attività svolte prima dello Statuto sono consistite, per la quasi totalità, nella manutenzione di strade ed acquedotti rurali e comunali già esistenti e che, quindi, non avevano e non hanno la funzione di bonifica, Contemporaneamente, però, è stata avviata la raccolta di contributi a carico dei proprietari sulla base di un catasto terreni ed urbano vecchio e non aggiornato al punto che sono stati iscritti nei ruoli di contribuenza molte persone  morte  e/o  emigrate da decenni.
L' aspetto particolare e grave è che l' imposizione dei contributi è stata effettuata in contrasto con tutte le norme statali e regionali le quali in merito prevedono condizioni e presupposti particolari e precisi che , almeno l' Orta-Lavino , non ha mai avuto. Trattasi, insomma, di un 'azione che somiglia molto ad una estorsione se si considera il potere coattivo di pignoramento di cui dispone l' Ente esattoriale.
Dopo l' approvazione dello Statuto le attività sono rimaste sempre quelle con l' aggravante che sono state disattese le funazioni previste dallo stesso Statuto. Invariata  è rimasta anche la decisione di  imporre contributi , generalizzati ed indiscriminati,  a carico di tutti i proprietari di terreni iscritti  in catasto .Con la nota ingenuità contadina molti hanno pensato che fosse stata ripristinata la vecchia imposta fondiaria e quindi hanno pagato senza pensarci due volte. Alcuni invece,verificando un aumento periodico del contributo calcolato sul reddito dominicale dei terreni,  hanno cominciato a dubitare della legittimità della operazione su cui hanno insistito i consorzi fino all' anno scorso senza scomporsi più di tanto di fronte alle proteste ed alle prime decisioni di condanna di alcune autorità giudiziarie.  
In merito il Consorzio Orta - Lavino è stato il più fortunato perchè il primo ricorso collettivo alla Procura della Repubblica di Pescara fu archiviata perchè nell' azione del Commissario regionale, in contrasto con la Legge statale, il Procuratore  non ravvisò elementi di  rilievo penale.
Dalla Procura lo stesso gruppo di proprietari è passato al Tribunale Amministrativo Regionale : sono circa dieci anni che questo non ancora si pronuncia.Vien fatto di pensare che forse anche per la giustizia amministrativa le vessazioni sulla povera gente non hanno rilievo giuridico, trattasi di un dubbio  che certamente il TAR risolverà anche a breve; e  noi ci contiamo.
Intanto l' indignazione per la mancata giustizia ha indotto molti proprietari a non ricevere o non pagare le cartelle esattoriali della SERIT la quale pur minacciando spesso con avvisi di mora e di pignoramento non è mai passata alle vie di fatto.  Con la trasformazione della SERIT la nuova gestione esattoriale subentrata ha trovato un sostanzioso credito da riscuotere  ed ha attivato a raffica il potere di pignoramento consentitole dalla Legge. In poco tempo ha riempito due magazzini di cianfrusaglie con le quali non si pagheranno nenche le spese di custodia, ma con sicuro effetto boomerang.
Questa, infatti, è  stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, scatenando una diffusa reazione di rigetto rabbioso verso i Consorzi e la Regione i quali, invece,  hanno continuato imperterriti ad imporre ed approvare balzelli illegittimi ed ingiusti facendo finta di ignorare le sentenze di  Giudici di pace, di Tribunali e di Cassazione che hanno continuato a dar ragione ai proprietari ricorrenti contro il mancato rispetto delle leggi statali sulla bonifica e dello stesso Codice Civile. Anche in Abruzzo molti giudici si sono già pronunciati in questo senso, dando torto ai Consorzi, mentre  altri contenziosi sono ancora in corso ; ma non c' è dubbio sul loro risultato considerate le numerose pronucie precedenti  diventate , ormai , di dominio pubblico. Nel frattempo accadono altri  fatti notevoli, sconcertanti e sorprendenti.
La Giunta regionale dell' Ulivo, di fronte ad un centinaio e passa miliardi di debiti accumulati dai Consorzi di bonifica si convince della opportunità di rivedere la situazione allo scopo dichiarato di  risanare il pregresso ,ma , ancor più,   col fine malcelato  di acquisire il  controllo dell' attività a fini politici presenti e futuri.   L' Assessore Borelli,  pidiessino , viene quindi incaricato , per competenza  settoriale, di predisporre la riforma dei Consorzi di bonifica con  una nuova legge che realizzase gli obiettivi sopra citati. Il nuovo testo viene approvato nell' estate del 96 senza rilievi ed osservazioni del controllo governativo. Vedremo dopo che si tratta di un provvedimento di notevole importanza politica ma di sconcertante concezione tecnico giuridica. Con esso, infatti, la Giunta regionale è stata autorizzata a sopprimere le vecchie gestioni  per sostituirle con nuovi commissari che saranno certamente ben omologati. Risultato : di 15 comprensori ne sono stati fatti 5 completamente nuovi che coprono la quasi totalità del territorio regionale,  esclusi  i parchi e le riserve; il controllo geografico - politico della regione è completo.
Altro fatto notevole è dato dalla Sentenza della Corte di Cassazione n. 8960 del maggio 96 con cui si ribadisce ancora una volta che i contributi a favore dei Consorzi di bonifica non possono essere imposti su tutti i proprietari di case e terreni, ma solo a carico di quelli che traggono beneficio dalle opere di bonifica eseguite ed in misura proporzionale al neneficio stesso. Ma il nostro  Consiglio regionale ignora questa sentenza. Non la ignora, invece , la sezione abruzzese della  LIBERA ASSOCIAZIONE "MANI PULITE" che la diffonde fra tutti gli interessati del Fucino e della Marsica.
Un fatto sorprendente accade , invece, nel novembre 97 quando il Commissario del nuovo Consorzio  "Ovest - Bacino liri Garigliano" decide con articolata deliberazione , motivata anche con la Sentenza della suprema Corte, di annullare i precedenti ruoli di contribuenza e di far ritirare tutte le cartelle esattoriali emesse a carico di proprietari che non beneficiavano di opere consortili. Meglio tardi che mai. C' è solo da sperare che il Commissario onesto, coraggioso e non omologato al regime conservi la sua plotrona fino in fondo.
Ci sono, infine, alcune dichiarazioni dell' Assessore Borrelli rivelatrici e sconcetanti nello stesso tempo, soprattutto perchè fatte da un militante di un Partito che ha sempre inalberato  il suo vessillo in difesa delle categorie più deboli e meno abbienti. Con apposito comunicato stampa del 27 nov.97 l' Assessore, dunque, compiacendosi per un  finanziamento CIPE di 80 miliardi  destinati ad ampliare in Abruzzo le aree irrigue, invita le Provincie a servirsi dei Consorzi per la realizzazione dei loro programmi , e poi conclude precisando che i Consorzi dovranno assumere la funzione di strutture tecniche per la gestione di interventi e servizi sul territorio programmati da Provincie e Regione. Implicitamente, dunque, l' Assessore ammette che in Abruzzo non c'è più niente da bonificare  e che i Consorzi , definiti di bonifica, in relatà servono per togliere agli Enti locali la gestione istituzionale del proprio territorio per affidarla solo a cinque commissari facilmente controllabili dal potere politico di cui saranno ancora per molro emanazione diretta.
Come ultimo fatto riferiamo del compiacimento espresso, con enfasi  provocatoria anche in TV , dallo stesso Assessore circa la decisione della sezione civile della Cassazione la quale con sentenza 9534 / 97 ha confernato che in materia di rimborsi dei contributi consortili è competente il tribunale e non il giudice di pace dando torto ad un Consorzio che sosteneva il contrario. Ma l' Assessore ha utilizzato la notizia come avvertimento ai proprietari facendo notare che ora chi volesse ancora protestare contro la tassazione dovrà ricorrere al tribunale con una spesa di molto superiore al contributo consortile. L' invito appare chiaro ed esplicito: versate i contributi anche se illegittimi e lasciate stare la magistratura che vi costerebbe di più. Ed infatti in questi giorni stanno arrivando le cartelle esattoriali relative al 97.
Concludiamo con un NON FATTO qual  è il silenzio della "Coltivatori diretti" che non ha assunto posizione ufficiale in tutta la vicenda , ma in privato ha consigliato di pagare. Come tutela sindacale non c'è male!
 
 

ALL' INIZIO TESTO
 
 
Le fonti normative primarie, le leggi regionali,
   la giurisprudenza.

Premessa

   Massimo Saverio Giannini uno dei più noti docenti ed esperti nazionali di Diritto Amministrativo sostiene che  IL CONSORZIO  quale  Ente pubblico organizzato così come noi lo conosciamo, non costituisce una precisa categoria giuridica. Il "legislatore" infatti usa spesso il termine per indicare  "...ogni sorta di unione di figure soggettive" che non appaiono inquadrabili nel contesto delle altre figure associative giuridicamente riconosciute.
   Trattasi, dunque , di una figura di diritto privato, la quale, più che ad una funzione amministrativa, appare finalizzata ad organizzare e curare un interesse giuridicamente definibile già comune a più soggetti privati .
   Questo concetto si evince in modo chiaro leggendo le norme primarie che il Legislatore nazionale ha scritto per regolamentare le attività finalizzate a migliorare le condizioni di vita degli agricoltori  sia recuperando alla coltivazione zone insalubri ed aumentando  la produttività delle altre  terre , sia impedendo o frenando il degrado naturale del territorio spesso dannoso per le stesse attività dell' uomo. Per intenderci basta un esempio : il bacino  del Fucino in Abruzzo, trasformato da lago-acquitrino  in fertile campagna.
   Ma andiamo in ordine di contenuto e di tempo precisando che la figura di "consorzio" in esame è quella collegata alla conservazione del territorio e degli insediamenti produttivi ed abitativi, alla bonifica ed al miglioramento fondiario in agricoltura, con una caratteristica particolare : dovrebbe essere l' espressione libera e convinta dei proprietari di terreni sui quali appare necessario ed opportuno intervenire con opere di bonifica e miglioramento.
   In Abruzzo, o almeno per l' ex Orta -Lavino, non è stato così :  i proprietari di terreni, vivi e morti, si sono ritrovati consorziati senza sapere come e perchè. Di fatto i Consorzi da venti anni, ormai , sono gestiti da Commissari regionali che hanno fatto il bello e cattivo tempo con l' approvazione delle Giunte regionali le quali, invece di controllare ed impedire gestioni allegre , hanno consentito attività che pur non avendo nè bonificato nè migliorato alcunchè hanno , però, accumulato debiti che ora la nuova legge mette a carico  degli ignari consorziati.
   A chi hanno giovato i vecchi Consorzi ? A chi dovrebbero giovare quelli nuovi ? Sono necessari?  Ed ancora : sono costituzionali e legittimi ?

Le fonti giuridiche primarie ancora vigenti

 ALL' INIZIO  TESTO
 
Le fonti normative regionali
ALL ' INIZIO  TESTO
 

La giurisprudenza
 

   Purtroppo irregolarità ed abusi sono stati commessi da quasi tutti i Consorzi a livello nazionale , e guarda caso , sempre in merito ai contributi a carico dei consorziati. Alcuni di questi hanno reagito chiamando in causa la Magistratura: Da un ampio repertorio  di sentenze  abbiamo estrapolato le più significative in merito alla legittimità della contribuenza  ed al giudice competente a decidere le relative controversie.

 
ALL' INIZIO  TESTO
 
 

Osservazioni 

      A commento sintetizziamo alcune osservazioni sugli aspetti sopra descritti in merito alla gestione dei Consorzi di bonifica abruzzesi.
 
Dai "fatti" si rileva :

Dalle "fonti... primarie" si desume  : Sulle  "fonti regionali" si osserva :  Dalla  "giurisprudenza " si rileva : Commento finale: segnale di pericolo

   Sono in corso di completamento tutti gli atti ed i provvedimenti amministrativi che consentiranno alla gestione politica regionale  di centro- sinistra  di mettere definitivamente " le mani sull ' Abruzzo" con lo stesso sistema della "prima repubblica" , peggiorato da sfrontatezza e proterva arroganza . La conquista è iniziata con la stampa e le Televisioni private, poi è toccato alla Finanziaria Regionale , ora sta proseguendo con i Parchi , le Riserve,ed  i Consorzi di bonifica, con i quali  si chiude la prima fase del controllo materiale sul territorio .
   Il pericolo , in avanzata fase di concretezza, è che, con una diecina di rappresentanti dell' Ulivo,  fra Presidenti di Parchi e Commissari di Consorzi ,e pochi altri intimi,  scelti con aculatezza fra le persone ben inserite nel regime, la Giunta regionale  gestirà a suo piacimento, e senza controlli esterni, un copioso flusso di miliardi che invece dovrebbero essere affidati alle Provincie ai Comuni ed alle Comunnità montane.
   Poi inizierà la fase due : la conquista del consenso a suon di finanziamenti controllati ( vedi i quasi cento miliardi già ripartiti fra i 5 Consorzi non ancora funzionanti a regime). Con buona pace delle forze , o meglio, delle debolezze della minoranza consiliare.
 
La proposta

Affidiamo questo lavoro di analisi e ricerca a quanti  volessero utilizzarlo per promuovere la revisione della legge 36 /96 . Pensiamo anzitutto ai Consiglieri regionali di minoranza, ed alle Direzioni dei loro Partiti,  per l' avvio di una prima indagine politica in tutte le sedi opportune,    col compito di far luce sulla complessa vicenda che potrebbe anche nascondere una "consorziopoli" di livello addirittura nazionale.
 

 
 
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